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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00549 presentata da TARANTINO GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 19/01/2005

Risoluzione in Commissione Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00549 presentata da GIUSEPPE TARANTINO mercoledì 19 gennaio 2005 nella seduta n. 571 La V Commissione, premesso che: l'allargamento dell'Unione europea avrà un considerevole impatto sulle politiche di coesione comunitaria dal momento che una quota rilevante di fondi di cui oggi beneficiano i paesi della UE a 15, ed in particolare le loro aree in ritardo di sviluppo, saranno diretti verso i nuovi Stati membri; la Commissione europea ha previsto nel periodo di programmazione 2004-2006, a favore dei paesi nuovi aderenti all'Unione europea, uno stanziamento di circa 22 miliardi di euro tramite i fondi strutturali ed il fondo di coesione suddivisi tra i principali paesi nuovi aderenti (Polonia, Ungheria, Repubblica Slovacca, Repubblica Ceca, Slovenia); i territori dei cinque paesi elencati sopra indicati sono classificati dalla UE come obbiettivo 1, tranne le aree metropolitane di Praga e Bratislava che sono considerate obbiettivo 2, e quindi, i regimi di aiuti previsti sono in generale rivolti a piccole o medie imprese, per investimenti in strutture industriali-produttive, per attività di formazione e qualificazione dei dipendenti e per attività di ricerca e sviluppo tecnologico; quanto affermato comporta, quindi, una disponibilità finanziaria di assoluto rilievo per lo sviluppo delle economie dei paesi di nuova adesione all'UE. Ciò è destinato a rafforzarsi ulteriormente con l'avvento del prossimo periodo di programmazione dei fondi strutturali 2007-2013, il quale, in base alle indicazioni che emergono dal rapporto sulla coesione stilato dalla Commissione europea vedrà una profonda revisione degli attuali 3 obbiettivi, con il mantenimento dell'obbiettivo 1, denominato convergenza e destinato alle aree attualmente già classificate obbiettivo 1, la sospensione dell'attuale obbiettivo 2 che interessa le regioni del centro-nord Italia e l'istituzione di un nuovo strumento per favorire le iniziative a carattere trasfrontaliero; tutto questo produrrà la perdita, per le economie delle regioni centro-settentrionali del nostro paese ed in particolare per le piccole e medie imprese, del supporto finanziario agli investimenti produttivi, mentre si vedrà un progressivo rafforzamento delle capacità di competere sul mercato delle economie dell'est, con incremento dello spostamento di risorse imprenditoriali verso quelle aree (fenomeno già largamente in atto) e preclusione di nuovi segmenti sui mercati interni ed esterni per le nostre imprese; per quanto riguarda la delocalizzazione delle imprese, l'Unione europea si appresta a varare norme contro questa misura, ritenute dalle medie e piccole imprese utili per il loro sviluppo economico. Infatti, un'impresa italiana che benefici di aiuti UE a titolo dei vari fondi europei non potrà spostare tutta o parte della sua attività in un altro paese dell'Unione che abbia regimi fiscali più competitivi, come per esempio la Slovenia, se non al prezzo di rimborsare gli aiuti comunitari ricevuti. Un'impresa, quindi, che incassi aiuti dall'Unione europea non potrà per settenni spostare altrove la propria attività pena il rimborso dei medesimi. Ma non solo, attraverso il sistema di scambio di informazioni tra gli Stati membri, che verrà presto istituito, l'impresa non potrà beneficiare di altri fondi europei in un altro paese o in un'altra Regione dell'Unione; tutto ciò si tradurrà, per le imprese italiane, soprattutto quelle che operano nel nord-est, in una perdita di competitività con rischi evidenti di compromettere la loro attività economica e con ricadute sull'economia del nostro Paese e sull'occupazione; è importante che le regioni si dotino di strumenti adeguati per fronteggiare la situazione descritta e, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, come l'istituzione di fondi venture capital presso le finanziarie regionali, indirizzati a sostenere la costituzione di nuove imprese, oppure concedere finanziamenti agevolati alle imprese di nuova costituzione, o, infine con l'istituzione di fondi di garanzia per rilasciare le necessarie garanzie alle piccole e medie imprese che ricorrono agli strumenti nazionali di agevolazione all'internazionalizzazione, impegna il Governo: ad attivarsi in sede europea affinché sia prorogato il sostegno transitorio (che scade il 31 dicembre 2005) per le regioni che erano state ammesse ai precedenti obbiettivi 2 e 5b tra il 1994 ed il 1999 e che non lo sono per l'obiettivo 2 per il periodo 2000-2006, perché tale sostegno transitorio degressivo consente di evitare una brusca sospensione del sostegno finanziario dei Fondi strutturali e di consolidare quanto conseguito nel precedente periodo di programmazione. In particolare la proroga è indispensabile per una regione come il Friuli-Venezia Giulia che è la più esposta per la sua posizione geografica ai rischi di una accentuata delocalizzazione; a chiedere in sede europea una deroga per il divieto degli aiuti di Stato a favore di quelle medie e piccole imprese che perderanno i sostegni comunitari per garantire alle stesse dei benefici che costituiscano il presupposto per non perdere la competitività rispetto all'argamento dell'Europa all'est e che costituiscono un pilastro fondamentale per lo sviluppo economico ed occupazionale del nostro Paese. (7-00549) «Tarantino, Saro, Romoli, Collavini, Lenna, Moretti, Rosato, Menia».

 
Cronologia
martedì 28 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 330 voti favorevoli, 144 contrari e 1 astenuto, la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge AC 5310-bis-C-R., Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005).

martedì 25 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge di ratifica: Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa (AC 5388), che sarà approvato dal Senato il 6 aprile 2005 (legge 7 aprile 2005, n. 57).