Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03863 presentata da GRIGNAFFINI GIOVANNA (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 26/01/2005
Interrogazione a risposta immediata in Commissione Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-03863 presentata da GIOVANNA GRIGNAFFINI mercoledì 26 gennaio 2005 nella seduta n. 575 GRIGNAFFINI, CHIAROMONTE, GIULIETTI, CARLI, LOLLI, CAPITELLI, SASSO e TOCCI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: nel luglio del 2002 con l'approvazione della legge n. 137 il Governo ha ottenuto, tra le altre, la delega per il riassetto e la codificazione in materia di beni culturali e ambientali, spettacolo, sport, proprietà letteraria e diritto d'autore (articolo 10, legge 6 luglio 2002); il comma 2 dell'articolo 10 della legge n. 137 del 2002, nel prevedere i criteri direttivi da osservare da parte del Governo per l'adozione dei relativi decreti legislativi, disponeva, per la materia della cinematografia, alla lettera e) , che il Governo provvedesse a: «razionalizzare gli organismi consultivi e le relative funzioni, anche mediante soppressione, accorpamento e riduzione del numero e dei componenti; snellire le procedure di liquidazione dei contributi e ridefinire le modalità di costituzione e funzionamento degli organismi che intervengono nelle procedure di individuazione dei soggetti legittimati a ricevere contributi e di quantificazione degli stessi; adeguare l'assetto organizzativo degli organismi e degli enti di settore; rivedere il sistema dei controlli sull'impiego delle risorse assegnate e sugli effetti prodotti dagli interventi»; il tempo a disposizione del Ministero per i beni e le attività culturali previsto dall'articolo 10 della legge n. 137 del 2002 per esercitare le delega è di 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge medesima; il Ministero per i beni e le attività culturali ha impiegato l'intero periodo previsto dalla legge per esercitare la delega, presentando gli schemi del decreto legislativo alla VII Commissione della Camera dei deputati solo poco giorni prima della scadenza dei termini previsti e riducendo così al minimo i tempi di valutazione della Commissione; il decreto legislativo di riforma del sistema di sostegno per la cinematografia italiana n. 28 del gennaio 2004, ha in realtà modificato radicalmente i criteri per l'accesso ai finanziamenti pubblici, nonché l'entità stessa del sostegno alle produzioni cinematografiche da parte dello Stato, andando, quindi, oltre i limiti della delega attribuita al Governo dal Parlamento con la legge n. 137 del 2002; il 14 gennaio 2004 la VII Commissione della Camera dei deputati esprimeva il parere favorevole con condizioni sullo schema di decreto legislativo concernente la disciplina della attività cinematografica. Tra le diverse condizioni esplicitate dalla Commissione a riguardo delle procedure di accesso, delle modalità e dell'entità dei finanziamenti pubblici vi era un particolare richiamo rispetto alla necessità di provvedere a garantire adeguata tutela per i soggetti ai quali era già stato riconosciuto l'interesse culturale nazionale ed avevano presentato istanza di ammissione ai finanziamenti pubblici in base alla disciplina e alle procedure previste dalla normativa previgente (legge n. 1213 del 1965) in maniera che fossero riconosciuti, quindi, i diritti già acquisiti; dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo n. 28 del 2004 (Riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche, a norma dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) lo stesso Ministero per i beni e le attività culturali rivelava di non disporre di risorse sufficienti per finanziare per le attività cinematografiche, sia ai sensi della legge n. 1213 del 1965, sia ai sensi della nuova disciplina; a causa dell'insufficienza delle risorse pubbliche destinate alla cinematografia, il Governo ha approvato il decreto-legge n. 72, convertito con la legge 21 maggio 2004, n. 128, per effetto del quale si sarebbe dovuto provvedere, con urgenza, a rifinanziare i fondi pubblici per la cinematografia, a stabilire, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, le modalità tecniche di gestione del Fondo per la produzione, la distribuzione, l'esercizio e le industrie tecniche previsto dall'articolo 12 del decreto legislativo n. 28 del 2004, a trasferire le risorse giacenti sul conto speciale per l'apertura dei teatri sul suddetto Fondo di cui all'articolo 12, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze e a destinare una quota pari a 90 milioni di euro, provenienti dai fondi del Lotto, al finanziamento delle attività cinematografiche; a tutt'oggi le risorse individuate con il decreto-legge n. 72 del 2004 di cui alla precedente premessa non risultano ancora nelle disponibilità del Ministero; nel luglio 2004, con la conversione in legge del decreto-legge n. 168 del 2004 recante interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica, il Fondo Unico per lo spettacolo ha subito un ulteriore taglio di 18,5 milioni di euro a valere sulla quota del FUS destinata al credito cinematografico; a questi tagli si devono aggiungere quelli subiti dal FUS in sede di approvazione della legge finanziaria 2005, e quelli previsti per i prossimi anni; il 29 ottobre 2004, dopo nove mesi dall'entrata in vigore del decreto legislativo n. 28 del 2004, il Ministro per i beni e le attività culturali ha provveduto a nominare i membri della nuova Commissione per la cinematografia; L'ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) e L'Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) hanno espresso «sconcerto e insoddisfazione» per le modalità con cui è stata effettuata la selezione dei Commissari. Nella nuova Commissione, suddivisa in quattro sezioni, non compaiono rappresentanti indicati dalle associazioni di categoria, ancorché esse fossero state consultate dal Ministro per esprimere le proprie indicazioni; l'Anica, l'Agis e l'Api, inoltre, hanno sollevato dubbi sulla compatibilità, della nomina con gli incarichi istituzionali e professionali ricoperti da alcuni dei membri nominati nella Commissione, e sulla reale competenza in materia di cinematografia di alcuni dei nuovi commissari; a pochi giorni dalla fine di un anno in cui il settore della cinematografia è rimasto completamente bloccato per la mancata erogazione dei fondi pubblici, secondo la disciplina prevista dalla legge n. 1213 del 1965 e per la mancata attuazione della nuova disciplina prevista dal decreto legislativo n. 28 del 2004 risultano bloccate le produzioni di 42 progetti riconosciuti di interesse culturale nazionale prima del 16 dicembre 2003, di 20 progetti che avevano già ottenuto il riconoscimento di opera prima e seconda e 199 domande di distribuzione; è palese lo stato di crisi del settore provocato, secondo gli interroganti, dal fermo totale di ogni attività da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e gli effetti che essa sta producendo sia sotto il profilo della produzione culturale, sia dal punto di vista economico ed occupazionale; lo scorso 21 gennaio 2005, l'Agis unitamente alle associazioni di settore ed ai sindacati, ha votato contro la proposta di ripartizione annuale del fondo unico per lo spettacolo formulata dal Ministero per i beni e le attività culturali e presentata al comitato per i problemi dello spettacolo. Il voto contrario, ha dichiarato il Presidente Agis, ribadisce la denuncia del gravissimo stato di crisi del settore -: quali iniziative intenda adottare per intervenire con urgenza ed efficacia, sanare lo stato di inadempienza che si è palesato in tutta la sua gravità e ristabilire le condizioni di diritto e di fatto che consentano al settore della cinematografia di uscire in tempi brevi dalla crisi in cui versa. (5-03863)