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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08055 presentata da CADDEO ROSSANO (DEMOCRATICI DI SINISTRA-L'ULIVO) in data 02/02/2005

Interrogazione a risposta scritta4-08055 Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-08055 presentata da ROSSANO CADDEO mercoledì 2 febbraio 2005 nella seduta n. 731 CADDEO, MURINEDDU, NIEDDU, DETTORI. Al Ministro delle politiche agricole e forestali . Premesso che: in Sardegna sono allevati oltre 2.808.000 capi ovini, corrispondenti al 41% del patrimonio ovino nazionale; rispetto al 1990 la consistenza di questo patrimonio ha subito una contrazione del 28 per cento, mentre la dimensione media degli allevamenti si è ampliata del 34 per cento, a testimonianza di un processo di modernizzazione del settore caratterizzato dalla selezione genetica, dal miglioramento dei pascoli, dall'adeguamento delle condizioni sanitarie del bestiame e dalla meccanizzazione degli impianti; si è così avuto un costante incremento produttivo di latte, utilizzato in gran parte per la produzione del pecorino romano, che ha registrato il picco storico di 381.000 quintali (pari al 60 per cento dell'intero prodotto), impiegato per alimentare un consistente flusso di esportazione negli Stati Uniti d'America; su questa attività economica si è abbattuto in modo concomitante sia il pesante indebolimento del dollaro sull'euro, che ha compresso oltre ogni misura la remunerazione dell'esportazione negli USA del pecorino, sia l'azzeramento dei premi di restituzione all'esportazione da parte dell'Unione europea, che una volta coprivano circa il 50 per cento del valore del formaggio esportato; di fronte a questa situazione per di più si aprono le conseguenze dell'avvio della nuova politica agricola comunitaria col disaccoppiamento degli aiuti, in grado di scoraggiare pesantemente l'allevamento ovino; si è quindi in presenza di una crisi strutturale della pastorizia sarda, che rischia di diventare ingovernabile sul piano economico e sociale; le conseguenze sociali appaiono devastanti, con la prospettiva di un ulteriore spopolamento delle aree rurali dell'isola, che sono pari all'80 per cento del territorio, oggi con una densità di popolazione molto bassa, composta in gran parte dalla popolazione anziana, con un alto indice di dipendenza dalla popolazione giovane e con una decrescente presenza di laureati e diplomati tale da configurare un declino difficilmente arginabile; è necessario procedere con urgenza ad attivare azioni efficaci di Governo e di riorientamento della produzione dei formaggi sardi, con nuove politiche di marchio, di tipicità (DOP e IGP), ad introdurre i formaggi sardi in nuovi mercati comunitari ed extracomunitari, a favorire l'aggregazione commerciale per rendere più proficua la commercializzazione; nell'immediato per fronteggiare la grave crisi di mercato è necessario procedere ai sensi dell'art. 127, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, perché il prezzo medio unitario risulta inferiore per più del 30 per cento del prezzo medio unitario del triennio precedente; tuttavia il decreto-legge 29 novembre 2004, n. 280, che prevedeva la possibilità di dichiarare la crisi di mercato ad opera del Ministro delle politiche agricole e forestali, non è stato convertito in legge dalla Camera dei deputati; è comunque indispensabile consentire ai produttori sardi di latte ovino l'accesso ai benefici previsti dall'art. 5, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, consistente in contributi in conto capitale fino all'80 per cento del danno accertato, in prestiti ad ammortamento quinquennale a tasso agevolato per esigenze di esercizio, nella proroga delle operazioni di credito agrario e agevolazioni previdenziali; appare urgente organizzare l'ammasso temporaneo del pecorino romano; è prioritario evitare che un problema economico così grave possa diventare una questione sociale sempre più acuta con particolari riflessi sull'ordine pubblico, si chiede di conoscere: quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo per fronteggiare le difficoltà dell'allevamento ovino sardo ed in particolare se non si ritenga opportuno procedere alla dichiarazione di stato di grave crisi di mercato della produzione di formaggio e a consentire l'accesso degli allevatori ai benefici previsti dall'art. 5, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102; se rientri fra gli intendimenti del Ministro in indirizzo l'avvio, d'intesa con la Regione Autonoma della Sardegna, di un programma straordinario di ammasso del pecorino invenduto e contestualmente un sostegno alla promozione di un'efficace introduzione dei formaggi ovini sardi nei mercati europei ed extraeuropei. (4-08055)

Risposta scritta Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 150 all'Interrogazione 4-08055 presentata da CADDEO Risposta. Con riferimento a quanto evidenziato nell'interrogazione in oggetto preme, innanzi tutto, ricordare che il Ministero delle politiche agricole e forestali da sempre è impegnato nella promozione di politiche di tutela e valorizzazione dei prodotti agro alimentari italiani di qualità sia a livello nazionale che internazionale; impegno che si concretizza anche nel sostegno ai Consorzi di tutela nella promozione dei propri prodotti e nel supporto dal punto di vista legale contro possibili frodi ed usurpazioni del prodotto tutelato. Quanto alla possibilità di avviare, d'intesa con la Regione Autonoma della Sardegna, un programma straordinario di ammasso del pecorino romano, si fa rilevare che i trattati istitutivi dell'Unione europea vietano esplicitamente la concessione di aiuti da parte dei singoli Stati membri, in quanto considerati aiuti di Stato e come tali sottoposti ad apposita procedura di approvazione. Ne deriva che l'Amministrazione italiana, pena l'avvio di una procedura di infrazione da parte della Commissione dell'Unione europea, non può decidere in via unilaterale la concessione di aiuti finalizzati al sostegno del mercato del pecorino romano. Tuttavia, l'OCM del settore lattiero prevede, in caso di difficoltà del mercato, l'istituzione di una misura di ammasso privato per il pecorino romano. Tale misura è stata concessa piu volte da parte della Commissione dell'Unione europea, su motivata richiesta dell'Amministrazione italiana, ed anche per la campagna in corso è previsto l'ammasso privato fino al 31 marzo 2005 per 19.000 tonnellate di pecorino romano. Si assicura, infine, che stanti le persistenti difficoltà di mercato per il pecorino romano, l'Amministrazione intende procedere alla richiesta di istituire la misura dell'ammasso privato da parte della Commissione dell'Unione europea anche per la prossima stagione. Naturalmente, si fa presente che la concessione di tale misura è rimessa alla valutazione della Commissione stessa. Il Ministro delle politiche agricole e forestali Alemanno



 
Cronologia
martedì 25 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge di ratifica: Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa (AC 5388), che sarà approvato dal Senato il 6 aprile 2005 (legge 7 aprile 2005, n. 57).

venerdì 4 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Baghdad viene rapita Giuliana Sgrena, giornalista del quotidiano Il manifesto.