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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00686 presentata da NOVI EMIDDIO (FORZA ITALIA) in data 16/03/2005

Interpellanza2-00686 Atto Senato Interpellanza 2-00686 presentata da EMIDDIO NOVI mercoledì 16 marzo 2005 nella seduta n. 764 NOVI. Al Ministro dell'interno. Premesso: che con l'interpellanza 2-00559 del 4 maggio 2004, presentata nella seduta n. 596, lo scrivente, in relazione alla vicenda dello scioglimento del consiglio comunale di Portici (Napoli) per condizionamento della criminalità organizzata, ha denunciato il singolare epilogo giudiziario di cui alla sentenza n. 1556/2004 della V Sezione del Consiglio di Stato relativa al reintegro nelle funzioni di quel civico consesso, capeggiato da Leopoldo Spedaliere; che, in particolare, con la citata interpellanza è stato denunciato come la suddetta sentenza n. 1556/04, a causa del mancato contraddittorio scaturito dalla sistematica assenza nell'udienza dibattimentale dell'Avvocatura Generale dello Stato, di fatto abbia assunto la natura di un atto di mero recepimento di quelle che ad avviso dell'interpellante sono le false, infondate e capziose asserzioni del sindaco Spedaliere; che, con lo stesso atto di sindacato ispettivo, lo scrivente faceva notare come dalla documentazione già agli atti dell'Avvocatura dello Stato fossero desumibili gli elementi che clamorosamente e in modo incontrovertibile smentivano le palesi erroneità e falsità sostenute da Spedaliere, erroneità che purtroppo, proprio per l'assenza del contraddittorio, sono state tutte sistematicamente riportate nelle motivazioni di reintegro nelle funzioni di Spedaliere; che, a solo titolo esemplificativo, veniva evidenziato che dalla lettura della sentenza n.1556/04 della V Sezione del Consiglio di Stato non risultavano valutati ai fini del giudizio i seguenti elementi: il sindaco Spedaliere, alla data di adozione del decreto presidenziale di rimozione dalla carica, risultava indagato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli per il reato di associazione mafiosa ex articolo 416- bis del codice penale; lo stesso Sindaco risultava indagato perché accusato da ben tre collaboratori di giustizia di avere avuto stretti rapporti con il clan camorristico «Vollaro», da cui riceveva cocaina e appoggi elettorali in cambio di provvedimenti amministrativi deviati; il medesimo risultava e risulta tuttora indagato dalla Procura della Repubblica di Napoli (dr. Luigi Gay) unitamente al dirigente comunale Avv. Antonio Albo per gravi reati (truffa, falso, ecc.) commessi dal medesimo Spedaliere e dai suoi collaboratori a danno del Comune di Portici relativamente alla vicenda dell'acquisto per 15 miliardi delle vecchie lire da parte della Giunta Spedaliere dell'area Kerasav, di proprietà di una nota «famiglia camorristica», così definita dalla stessa Direzione distrettuale antimafia di Napoli con un provvedimento giudiziario del dicembre 2002. B.S., componente della predetta famiglia camorristica, risultava condannato con sentenza irrevocabile del 17/3/1992 per il reato di associazione mafiosa ex art. 416- bis del codice penale, contrariamente a quanto affermato nella sentenza n. 1556/04 nella quale si dichiara, invece, che il medesimo B.S. risulta assolto da tale imputazione; che veniva, inoltre, evidenziato come la vicenda dell'acquisto dell'area Kerasav da parte della Giunta Spedaliere, contrariamente a quanto asserito nella sentenza n.1556/04, rappresentava l'innegabile riscontro oggettivo rispetto alle dichiarazioni rese sul conto dello Spedaliere dai tre collaboratori di giustizia; che, pur essendo stata impugnata la menzionata sentenza n. 1556/04 su richiesta del Ministro dell'interno, sia per revocazione allo stesso Consiglio di Stato che mediante ricorso per annullamento ex art. 363 del codice di procedura civile alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite per le gravi anomalie caratterizzanti la sentenza stessa e già oggetto di denuncia da parte dello scrivente con citata interpellanza 2-00559 del 4 maggio 2004 ciò non ha impedito, ad avviso dello scrivente, che tra gli amministratori di sinistra si creasse un senso di impunità; che sono state interrotte le procedure di recupero della somma di 15 miliardi circa delle vecchie lire, già avviate dalla Commissione prefettizia di Portici, a carico della menzionata famiglia camorristica in relazione alla vicenda dell'acquisto dell'area Kerasav, ovvero che sono stati affidati incarichi di lavori pubblici a tale Vincenzo Zinno, che a quanto consta all'interpellante sarebbe stato arrestato dai Carabinieri nello scorso mese di dicembre poiché appartenente al pericoloso clan criminale di Vollaro, l'interpellante chiede di sapere se il Ministro dell'interno sia a conoscenza di questi fatti inquietanti. (2-00686)

 
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