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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00763 presentata da COSSIGA FRANCESCO (PER LE AUTONOMIE) in data 25/07/2005

Interpellanza2-00763 Atto Senato Interpellanza 2-00763 presentata da FRANCESCO COSSIGA lunedì 25 luglio 2005 nella seduta n. 851 COSSIGA. Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri, dell'interno, della giustizia e della difesa. Per sapere: se, data la non volontà di non combattere, per motivi di dialogo tra le religioni e culture, anche per motivi politici tra cui le gravi responsabilità dell'Occidente e gli Stati Uniti verso l'Islam, compresa l'aggressione all'Afghanistan e, come chiarito recentemente dai giudici milanesi, il terrorismo islamico fondamentalista di larga parte del popolo italiano, tra cui ed anche: radicali, «sinistra radicale», movimenti pacifisti, movimenti dei «disobbedienti» e movimenti no global , membri del nuovo Partito della Sinistra Europea, parte rilevante del «correntone» del partito dei DS e «prodiani puri», nonché larga parte del laicato, del clero e dell'Episcopato italiano esemplare per chiarezza, passione, coraggio ed incondizionato spirito di carità il noto antiamericano Card. Renato Raffaello Martino, cittadino vaticano ma italiano di origine, nonché organizzazioni del volontariato cattolico: tra cui Caritas, Movimento della Pace, Pellegrinaggio per la Pace d'Assisi, cosiddetti «fraticelli d'Assisi», sia religiosi che laici, ASCI, Cristiano Sociali del partito dei DS, ed in più «giuristi» e «magistrati» «democratrici», tra cui esemplari quelli della prima Corte d'Assise di Milano, e dato che impossibile sarebbe adottare nel nostro Paese misure quali quelle contenute nel «Patriot Act» approvato dal Congresso degli Stati Uniti ed il «Terrorism Act» approvato dal Parlamento del Regno Unito, anche perché difficilmente norme siffatte passerebbero il vaglio della Corte Costituzionale, sotto il profilo della libertà di espressione del pensiero: con parole, scritti ed atti, compresi quelli «concludenti» della resistenza terroristica, e della rinuncia dell'Italia alla guerra; se non ritengano che, pur senza fare schierare apertamente il Paese o anche solo il Governo dalla loro parte, che per difendere il Paese dal pericolo di attacchi terroristici, invece di cercare di imitare i grandi paesi anglosassoni nella lotta frontale militare, d' intelligence , di polizia e di giustizia contro il terrorismo, sia opportuno e necessario contattare, d'intesa riservata con il tollerante Segretario Generale delle Nazioni Unite Koffi Annan, anche attraverso governi loro amici e protettori quali quelli dell'Iran, dello Yemen e della Siria, ed altri governi su essi influenti come quelli di Cuba e del Venezuela, si prendano contatti con Al Qaeda e con le altre organizzazioni terroristiche della stessa ispirazione religiosa e culturale, facciano o meno capo ad essa, come già a suo tempo il nostro paese ha fatto con la guerriglia arabo-palestinese sotto una guida intelligente, spregiudicata e ferma, e si concluda con esse un onesto accordo in cui esse si impegnino a risparmiare obiettivi, italiani o anche esteri nel nostro Paese, escluse le organizzazioni di intelligence loro nemiche, ed anche obiettivi italiani all'estero, purchè non collaboranti con le forze loro ostili, ed in cambio il nostro Paese si impegni: a) ad annunziare una data certa per l'uscita dall'Iraq delle nostre unità militari con un exit plane secondo la linea «Prodi-Pecoraro Scanio-Bertinotti»; b) sia disposto intanto, anche con istruzioni riservate, il concreto disimpegno di queste unità da ogni attività militare o di mantenimento dell'ordine e della sicurezza o d'appoggio anche logistico e sanitario alle forze militari e di polizia del governo provvisorio di Bagdad; c) si assicuri ospitalità e piena libertà, con piena facoltà anche al di fuori di ogni controllo di entrare e di uscire con qualunque cosa, armi ed esplosivo compresi, come d'altronde già accaduto almeno, di fatto, fino a pochi mesi fa per motivi di rispetto dei diritti umani, ed in particolare di quelli di libertà religiosa, nonché delle esigenze di confronto e dialogo interreligioso e culturale; d) si assicuri ogni protezione nel nostro Paese, anche sotto copertura, agli attivisti di queste organizzazioni, nonché tutela anche operativa nei confronti di servizi di intelligence o di unità speciali od organi di giustizia che volessero operare contro di esse in Italia o in territori dall'Italia controllati, anche se di Stati alleati ed amici, come ad esempio: CIA, DIA, FBI, Secret Service, ATF e reparti militari speciali antiterrorismo degli Stati Uniti, DGSE, RG e DST della Francia, Secret intelligence service, Security Service, Special Branch della Metropolitan Police del Regno Unito nonché unità antiterrorismo del 23º Regiment SAS dell' Esercito di Sua Maestà Britannica, BND, Militär Aufklärung, BVA e i LVA, BKA e i LKA germanici e così via; e) come già avvenuto in passato, libertà di costituzione di depositi d'armi, munizioni ed altro materiale logistico, e di immissione e prelevamento in essi nonché di trasporto anche da e per l'estero, tutto previo avviso verbale alle autorità di pubblica sicurezza e senza alcun controllo esse non di volume; f) libertà di importazione ed esportazione di capitali; g) diniego di estradizione o di esecuzione di mandati internazionali d'arresto nei confronti di terroristi islamici e se del caso «esfiltrazione» a loro richiesta dei soggetti a rischio; h) concessione dell'asilo politico ai responsabili di atti di terrorismo o loro nascondimento nel territorio dello Stato; i) concessione della grazia ed espulsione e, se necessario «esfiltrazione» clandestina, dei terroristi islamici in carcere, con consegna alle organizzazioni terroristiche ufficiali anche all'estero con applicazione dell'istituto della extraordinary rendition , di quegli «irregolari» che compissero atti di terrorismo in violazione dell'accordo; l) libertà di comunicazione all mode in Italia e da e per tutto il mondo. (2-00763)

 
Cronologia
mercoledì 20 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge: Delega al Governo per la riforma dell' ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, per il decentramento del Ministero della giustizia, per la modifica della disciplina concernente il Consiglio di presidenza della Corte dei conti e il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, nonché per l' emanazione di un testo unico (AC 4636-bis-D), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia, che è accordata con 312 voti favorevoli, 225 contrari e 1 astenuto. Il provvedimento è stato approvato dal Senato il 28 giugno 2005 (legge 25 luglio 2005, n. 150).