Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01671 presentata da ARNOLDI GIANANTONIO (FORZA ITALIA) in data 04/10/2005
Interpellanza Atto Camera Interpellanza 2-01671 presentata da GIANANTONIO ARNOLDI martedì 4 ottobre 2005 nella seduta n. 682 Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: la mancata presenza di 4 vescovi cinesi invitati da Papa Benedetto XVI per il Sinodo dedicato all'Eucaristia apertosi il 2 ottobre a Roma è solo l'ultimo di una serie di atti ostili, da ultimo l'assenza ai funerali di Giovanni Paolo II, che la Repubblica Popolare Cinese continua ad adottare nei confronti delle gerarchie cattoliche e dei fedeli presenti sul suo territorio. I quattro presuli non hanno per il momento ricevuto il permesso di raggiungere Roma per l'incontro dei vescovi cattolici; i quattro padri cui è stato negato il permesso sono: mons. Antonio Li Duan, arcivescovo di Xian e mons. Luigi Jin Luxian, vescovo di Shanghai, entrambi riconosciuti dal governo; mons. Giuseppe Wei Jingyi, vescovo di Qiqihar, non riconosciuto dal governo e mons. Luca Li Jingfeng, vescovo di Fengxiang (Shaanxi), riconosciuto dal governo solo poco tempo fa; la Segreteria di Stato vaticana, preparava da un anno la loro venuta e personalità vaticane hanno informato e collaborato con l'ambasciata di Pechino a Roma, ricevendo peraltro segnali di disponibilità da parte del governo cinese; fonti cinesi sostengono la stupefacente posizione che il problema è dovuto al Vaticano, che ha invitato i vescovi senza passare attraverso i canali ufficiali. In realtà la situazione del potere in Cina è tale che se il presidente Hu Jintao vuole mandare i 4 vescovi, può farlo con molta facilità; l'agenzia AsiaNews del Pontificio Istituto Missioni Estere in relazione alla vicenda sostiene che per smuovere la Cina occorre una pressione internazionale in quanto è l'unico dialogo che le autorità cinesi conoscono e a cui sono sensibili; l'immagine internazionale della Cina torna ad essere quella di un paese chiuso e oscurantista, anche se negli ultimi tempi aveva mandato segnali di distensione nei confronti della Chiesa; comunismo e capitalismo hanno cumulato i loro effetti perversi, consentendo una crescita economica tumultuosa anche grazie alla negazione delle libertà civili e religiose; in questi anni numerosi rappresentanti del nostro Paese si sono prodigati per rafforzare i rapporti con lo Stato cinese senza ottenere, evidentemente, risultati dal punto di vista del rispetto dei diritti umani, visto che questi continui attacchi alla libertà religiosa non possono essere compatibili con il mantenimento di buoni rapporti economici -: se non ritenga opportuno inviare una nota di protesta ufficiale da parte dell'Italia alla Repubblica Popolare Cinese, avviando ogni possibile passo, anche internazionale, che consenta la presenza nei prossimi giorni dei quattro vescovi cinesi al Sinodo Eucaristico; se non ritenga opportuno convocare l'ambasciatore cinese per comunicare il disappunto del nostro Paese nei confronti di comportamenti che all'interrogante appaiono oscurantisti e medioevali, e valutare la possibilità di attivarsi perché sia previsto il divieto di importazione di ogni prodotto made in Cina qualora dovesse perdurare tale stato di oppressione religiosa. (2-01671) «Arnoldi».