Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/19420 presentata da SGOBIO COSIMO GIUSEPPE (MISTO-COMUNISTI ITALIANI) in data 11/01/2006
Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-19420 presentata da COSIMO GIUSEPPE SGOBIO mercoledì 11 gennaio 2006 nella seduta n. 728 SGOBIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: dal 10 marzo 2003 è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione agli impianti e ai rifiuti radioattivi detenuti in Italia che ha comportato l'assegnazione di poteri straordinari al Presidente della Sogin che è stato nominato Commissario Delegato con facoltà di derogare alla normativa ordinaria; da oltre 30 anni nei serbatoi della Zona 800 dell'impianto EUREX di Saluggia sono detenuti 230 m 3 di rifiuti radioattivi liquidi (sciolti in acido nitrico) che costituiscono, a parte il combustibile irraggiato, l'inventario di radioattività più cospicuo dell'intero territorio nazionale. Si tratta infatti di circa 5500 TBq (corrispondenti a ~150.000 Ci) di radioattività totale, con significative presenze (circa 15 TBq, corrispondenti a ~400 Ci) di radionuclidi transuranici emittenti alfa a lunga vita; le condizioni di sicurezza dei suddetti liquidi radioattivi non saranno assicurate fino a che non si arriverà alla loro solidificazione. Questo problema è stato affrontato fin dal 1977 quando fu emanata una prescrizione ministeriale che fissava il termine di tale operazione entro 5 anni (cioè entro il 1982). Tale scadenza, nel corso degli anni, e per motivazioni varie, è stata più volte prorogata, l'ultima delle quali con Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 7 dicembre 2000, che fissava come termine ultimo per la solidificazione dei rifiuti liquidi di EUREX la data del 31 dicembre 2005; nell'Agosto 2003 è stata trasferita da ENEA a Sogin la licenza di esercizio dell'impianto, che nel 2004 ha deciso di abbandonare il progetto «CORA» dell'ENEA basato sulla solidificazione mediante vetrificazione, passando alla solidificazione mediante cementazione; nonostante il fatto che per questa tipologia di rifiuti la soluzione più adeguata sarebbe la vetrificazione, la Commissione Tecnico Scientifica prevista dall'ordinanza del Presidente del consiglio dei ministri 3267 del 2003, tenendo conto dell'estrema urgenza di mettere in sicurezza questo materiale, il 14 giugno 2004 ha deliberato che la cementazione può essere adeguata per questa tipologia di rifiuti se vengono rispettate una serie di prescrizioni tecniche, ma ha anche stabilito che, «in considerazione della complessità dell'impianto da realizzare» ... «è opportuno che l'iter autorizzativo e la verifica delle condizioni tecnico-scientifiche siano assicurati secondo procedure e metodologie non di natura emergenziale»; le attività di progettazione e di «licensing» del nuovo impianto non sono andate invece avanti con la necessaria urgenza; infatti il progetto è stato inviato all'Ente di controllo (APAT) solo il 14 luglio 2005, in grave ritardo rispetto ai tempi previsti, e successivamente, con tempi tutt'altro che veloci, è stata avviata la procedura per una gara d'appalto europea per la realizzazione dell'impianto stesso; con l'avvicinarsi della scadenza della prescrizione MAP di solidificare i rifiuti entro il dicembre 2005 il Commissario Delegato, nell'ottobre 2005, ha proposto di emanare un'ordinanza non per accellerare i tempi dell'appalto dell'impianto (che procedono tutt'ora a rilento), ma sostanzialmente, secondo l'interrogante per by-passare le prerogative degli enti locali usando i poteri di deroga per autorizzare la costruzione dell'impianto Cemex e delle opere connesse; la Regione Piemonte risponde all'iniziativa del Commissario Delegato con una delibera di Giunta con la quale ricorda che per un impianto di questo tipo non si può derogare dalla procedura ordinaria in particolare per quello che riguarda il rispetto delle direttive comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale; contestualmente la giunta (in concerto con il Comune di Saluggia) si è dichiarata favorevole ad emettere provvedimenti autorizzativi parziali in maniera da evitare ritardi nella realizzazione delle opere; la Commissione Tecnico Scientifica ex ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri 3355 del 2004, che avrebbe dovuto dare la «validazione» alla proposta di ordinanza sul permesso di costruire, il 28 ottobre 2005 ha invece risposto che considerando lo stato attuale dell' iter autorizzativo, l'ordinanza relativa al «permesso di costruire» non abbia carattere prioritario; incassati i pareri negativi su questa proposta, il Commissario ha proposto una bozza di ordinanza che preveda la cancellazione dei termini della prescrizione della solidificazione entro il 2005, iniziativa secondo l'interrogante illegittima in quanto non è possibile che venga conferito ad un Commissario non solo la facoltà di derogare alle leggi, ma anche quella di abrogarle. Inoltre in questo caso ci sarebbe un enorme conflitto di competenze perché «coinciderebbero le figure di chi abroga e del Presidente della società cui fa capo la licenza di esercizio dell'impianto a cui a prescrizione si applica come evidenziato in una lettera dell'ente di controllo; l'azione di «pressing» del Commissario riesce comunque ad avere dei risultati perché il 28 novembre 2005, il Ministero delle Attività Produttive (MAP) ha concesso un'ulteriore proroga d'altri 5 anni stabilendo nel 31 dicembre 2010 il nuovo termine entro il quale dovrà essere completata l'attività di solidificazione dei rifiuti radioattivi liquidi presenti nel sito di Saluggia; successivamente, il 13 dicembre 2005, nonostante il parere negativo della Commissione Tecnico Scientifica di Controllo, viene emanata l'ordinanza sul permesso di costruire dell'impianto Cemex e delle opere collegate nel sito di Saluggia; secondo l'interrogante non ha senso prorogare un regime di Commissariamento quando praticamente tutte le attività sulla messa in sicurezza e la protezione degli impianti nucleari stanno avvenendo secondo le procedure legislative ordinarie e le facoltà di deroga vengono usate soltanto per coprire ritardi e le omissioni della società di cui è Presidente il Commissario Delegato -: quali siano le valutazioni del Governo e quali eventuali iniziative ritenga di dover adottare in merito.(4-19420)