Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00371 presentata da TURRONI SAURO (VERDI-L'UNIONE) in data 19/01/2006
Mozione1-00371 Atto Senato Mozione 1-00371 presentata da SAURO TURRONI giovedì 19 gennaio 2006 nella seduta n. 941 TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, DONATI, RIPAMONTI, ZANCAN. Il Senato, considerato che: la Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene, stipulata a Washington il 2 dicembre 1946, ha istituito la Commissione internazionale per la caccia alle balene (International Whaling Commission IWC) la quale nel 1982 ha adottato una moratoria sulla caccia commerciale, prevedendone la definitiva, graduale cessazione a partire dal 1986; alcuni paesi in particolare Norvegia, Giappone e Islanda mantengono tuttora una industria baleniera e, oltre ad adoperarsi in sede IWC per la revoca del citato divieto, continuano a cacciare i cetacei marini, nonostante il fatto che in soli cinquanta anni di caccia con metodi industriale la popolazione mondiale di questi mammiferi sia stata praticamente decimata; mentre la Norvegia continua il programma di sfruttamento commerciale dei cetacei del Nord Atlantico, il Giappone sostiene dal 1987 di uccidere le balene nell'ambito di programmi di «ricerca scientifica» e sta in questi giorni operando le uccisioni nel Mare Antartico; nonostante gli espliciti inviti rivolti dalla Commissione baleniera internazionale il Giappone ha aumentato il numero di balene cacciate, che hanno ormai raggiunto un numero superiore a quelle uccise negli oltre trenta anni precedenti la moratoria del 1986; le navi della associazione ambientalista internazionale «Greenpeace», «Esperanza» e «Arctic Sunrise» continuano in queste ore ad opporsi alle baleniere giapponesi nelle acque antartiche, dove la flotta baleniera giapponese ha avviato la caccia di quasi 950 balenottere minori; negli ultimi giorni sono stati segnalati ripetuti episodi di speronamento da parte di navigli della flotta giapponese ai danni delle imbarcazioni di Greenpeace, a bordo delle quali si trovano anche cittadini italiani; Argentina, Australia, Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna e Svezia, insieme al nostro paese, hanno chiesto al Giappone di fermare la caccia alle balene nel santuario dei cetacei nelle acque del Mare Antartico, impegna il Governo: ad intraprendere passi ufficiali in tutte le sedi internazionali opportune al fine di ottenere dal Giappone, le cui baleniere operano all'interno della zona naturale protetta del Trattato antartico, l'immediata cessazione di ogni attività in violazione del protocollo sulla protezione dell'ambiente antartico, di cui lo stesso Giappone è firmatario, in considerazione del fatto che tale attività di caccia alle balene non è stata previamente notificata al Segretariato del Trattato; a ricorrere alle altre disposizioni del Trattato antartico e della Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio, che l'Italia ha firmato e ratificato, per garantire il ritorno alla legalità internazionale e fermare la caccia in corso, che ha fini puramente commerciali in quanto destinata al rifornimento del mercato interno giapponese; ad intraprendere i passi necessari presso il Giappone al fine di assicurare l'incolumità dei cittadini italiani che, insieme agli altri attivisti provenienti da oltre settanta paesi (Giappone compreso), cercano di ostacolare con metodi non violenti la caccia in corso; ad assumere l'iniziativa al fine di promuovere l'istituzione di una rete di aree marine protette con l'obiettivo di coprire una superficie pari ad almeno il quaranta per cento degli oceani; ad adoperarsi attivamente in tutte le sedi internazionali, a cominciare dalla prossima riunione della IWC prevista a St.Kitts nel giugno 2006, affinché un maggior numero di paesi aderisca alla convenzione sulla protezione dei cetacei, promuovendo contemporaneamente la moratoria immediata di ogni tipo di caccia, compresa quella effettuata adducendo ufficialmente motivi «scientifici»; ad agire, in ogni sede internazionale, per evitare che la caccia alla balene effettuata con vari pretesti da Norvegia, Giappone e Islanda si traduca, come già accaduto, anche in una parallela strage di pesce, danneggiando le normali attività di pesca; ad attuare misure immediate per contrastare con maggior efficacia la pratica del cosiddetto by-catch , cioè la cattura accidentale di mammiferi marini nelle reti pelagiche usate nel Mediterraneo anche da pescatori italiani e francesi, nonostante il bando imposto dall'Unione europea; ad attuare tutte le misure opportune per rendere effettiva la protezione dei cetacei nel santuario del Mediterraneo, promuovendo a tal fine anche l'istituzione di nuove aree di protezione, in considerazione del fatto che in questa area vivono circa diciotto specie di cetacei (in particolare la stenella e la balenottera comune) e che quelle maggiormente minacciate sono il delfino comune, il tursiope e il capodoglio. (1-00371)