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Documenti ed Atti

XIV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/19829 presentata da PERROTTA ALDO (FORZA ITALIA) in data 06/02/2006

Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-19829 presentata da ALDO PERROTTA lunedì 6 febbraio 2006 nella seduta n. 745 PERROTTA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che: come si evince da un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, l'Italia è in coda nelle classifiche dei dottori veri, ma in testa in quelle degli atenei taroccati; nel corso del 2005, l'Autorità Garante per la concorrenza e il Mercato ne ha messi sotto inchiesta 14 e 5 li ha già condannati; negli ultimi anni, vi è stato un delirante moltiplicarsi di nuove università e sezioni staccate, sparse per tutta la penisola; la «Libera Università Internazionale G. W. Leibniz», è attiva con sedi a Milano, Roma, Bergamo e Lamezia Terme; l'ateneo di cui sopra sostiene di avere un rettore ed un senato accademico ed una direzione accademica; l'Antitrust l'aveva già sanzionata nel 2003, specificando che la sedicente università non gode di alcun riconoscimento od accreditamento in Italia e che i titoli rilasciati dalla stessa, non possono qualificarsi come titoli aventi valore di legge -: se l'università citata in premessa si sia avvalsa del contributo statale previsto dall'articolo 3 della legge n. 243 del 1991. (4-19829)

Risposta scritta Atto Camera Risposta scritta pubblicata mercoledì 8 marzo 2006 nell'allegato B della seduta n. 755 all'Interrogazione 4-19829 presentata da PERROTTA Risposta. - Con gli atti di sindacato ispettivo in esame l'onorevole Perrotta denuncia alcune sedicenti istituzioni universitarie poste sotto inchiesta e spesso condannate dall'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato e chiede se la «libera Università internazionale G. W. Leibniz», la «Libera privata Università di diritto internazionale» dell'Isfoa, Istituto superiore di finanza ed organizzazione aziendale ed il «Cetus» - Centro di tecnologia universitaria straniera - rientrino tra queste e se si siano avvalse del contributo statale previsto dall'articolo 3 della legge n. 243 del 1991. Al riguardo si fa presente quanto segue. In via preliminare, appare opportuno ricordare la normativa vigente in materia. Ai sensi dell'articolo 1 della legge n. 262/58 e dell'articolo 1 della legge 341/90, esclusivamente le istituzioni universitarie statali e quelle non statali autorizzate a rilasciare titoli aventi valore legale possono conferire, con le modalità e nei casi indicati, i titoli di studio universitari e le qualifiche accademiche espressamente individuate dalla predetta normativa. Si sottolinea, inoltre, che soltanto le predette istituzioni universitarie statali e non statali riconosciute possono legittimamente utilizzare le denominazioni di «Università», «Ateneo», «Politecnico», ai sensi dell'articolo 10 del decreto-legge 1 o ottobre 1973 n. 580, convertito nella legge 30 novembre 1973, n. 766 e che, in forza dell'articolo 2 della legge 14 gennaio 1999, n. 4 che disciplina specificamente le filiazioni in Italia di università straniere, l'università, qualora autorizzata all'attività in Italia, ha l'obbligo di svolgere nel nostro Paese esclusivamente «parte» dei corsi già istituiti presso la sede straniera e solo per studenti iscritti all'università madre. Ad oggi non risulta che la Libera università internazionale «G. W. Leibniz», la Libera università di diritto internazionale «ISFOA» ed il Centro di tecnologia universitaria straniera «CETUS», oggetto delle interrogazioni, abbiano mai richiesto o ottenuto da questo Ministero alcuna autorizzazione a rilasciare titoli o ad operare in qualità di «filiazione» di Università straniere e naturalmente non hanno percepito il contributo statale previsto dall'articolo 3 della legge n. 243 del 1991. Trattasi, infatti, di sedicenti istituzioni universitarie, ben note a questo Ministero, che ha provveduto a denunciarle all'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato - direzione per la pubblicità ingannevole - per i messaggi promozionali da esse utilizzate, con cui millantavano la possibilità di rilasciare titoli riconoscibili dall'Ordinamento universitario italiano. Il Ministero si è reso parte attiva nello svolgimento delle inchieste aperte dal garante a seguito di tale denunce tenendolo costantemente informato sia sulla normativa in materia sia sulle attività delle suindicate istituzioni, in merito alle quali sono state assunte dalle Prefetture, nel cui circondario queste hanno sede, tutte le necessarie informazioni. Per evitare la sussistenza ed il ripetersi di tali situazioni e per tutelare medio tempore gli studenti, si è anche provveduto a diramare apposite note informative volte a tenere gli altri dicasteri e gli enti pubblici costantemente aggiornati sulle nuove istituzioni universitarie autorizzate a rilasciare titoli aventi valore sul territorio nazionale e soprattutto su quelle che invece millantano soltanto la possibilità di rilasciare detti titoli. Su queste ultime istituzioni il Ministero è, poi, costantemente pronto a fornire informazioni, sia via e-mail che telefonicamente, a quanti le richiedano. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca: Letizia Moratti.



 
Cronologia
venerdì 20 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica Ciampi rinvia alle Camere, per una nuova deliberazione, ildisegno di legge: Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento (AC 4604) (Doc. I, n. 7).

martedì 7 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 307 voti favorevoli e 207 contrari, la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge AC 6297, di conversione del D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, recante Misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonché la funzionalità dell'Amministrazione dell'interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi.