Documenti ed Atti
XIV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02463 presentata da PASTORE ANDREA (FORZA ITALIA) in data 09/02/2006
Interrogazione a risposta orale3-02463 Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02463 presentata da ANDREA PASTORE giovedì 9 febbraio 2006 nella seduta n. 957 PASTORE Al Ministro della giustizia Premesso che: in data 22/09/04 l'interrogante ha presentato l'interrogazione 3-01730 (seduta n. 655), ancora in attesa di riscontro; l'intervento era relativo alla vicenda che ha avuto come tragico epilogo il suicidio di Camillo Valentini, Sindaco di Roccaraso (L'Aquila), due giorni dopo il suo arresto avvenuto, con notevole dispiego di forze, alle ore due di notte della vigilia di ferragosto del 2004, mentre rientrava a casa, insieme alle due figlie; apparvero, e tuttora appaiono all'interrogante, singolari le modalità attraverso cui si giunse all'arresto del povero Valentini. Infatti dell'inchiesta si sono occupati ben cinque PM, salvo poi abbandonarla immediatamente: il Capo della Procura di Sulmona, dott. Melogli, indagato per presunti rapporti con Valentini, oggetto di altro procedimento; il Sostituto dott.ssa Scarsella, per lo stretto legame che legava il marito al sindaco Valentini; il Sostituto dott.ssa Leacche, che firmò la richiesta di arresto e tre giorni dopo partì per gli Stati Uniti per un anno sabbatico; il Sostituto dott. Campochiaro, che ne ereditò il fascicolo per ventiquattro ore, poiché partì per le ferie il giorno dopo; infine, il Sostituto dott.ssa Ciccarelli, inviata dalla Procura Generale dell'Aquila, per evidente esaurimento dei Sostituti Procuratori disponibili a Sulmona; altrettanto singolare apparve e tuttora appare il fatto che il GIP dott. D'Orazio abbia esaminato solo il 12 agosto la richiesta di custodia cautelare avanzata il 17 luglio dal PM dott.ssa Leacche (cioè circa un mese prima), ma che abbia deciso in 24 ore di autorizzare l'arresto del sindaco Valentini; a suo carico erano state ipotizzate accuse di concussione, attraverso l'apertura di otto filoni di inchiesta con 38 indagati, ivi compresi parenti ed amici del Sindaco scomparso, assessori e funzionari regionali, imprenditori e funzionari di banca; è notizia di ieri, però, che il Sostituto Procuratore Generale dell'Aquila, dott. Como, ed il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona, dott.ssa Leacche (quella stessa che firmò il mandato di arresto di Valentini e dopo tre giorni partì per gli Stati Uniti), hanno ritenuto che non sussistessero elementi sufficienti per sostenere le accuse in tre degli otto filoni di indagine, cosicché, anche su loro conforme richiesta, il GIP di Sulmona ha archiviato le accuse nei confronti di 18 dei 38 imputati; le archiviazioni, conseguenti al proscioglimento dalle accuse, riguardano il padre ed il fratello del Sindaco deceduto, gli assessori regionali coinvolti, gli imprenditori ed i funzionari regionali e comunali, cioè tutti i personaggi da prima pagina dell'inchiesta; specificamente, i Sostituti Procuratori Como e Leacche hanno spiegato che quelle ipotesi di collusioni di parenti ed amici con il Sindaco per il perseguimento di presunte operazioni immobiliari illecite o di supposti favoreggiamenti da parte di funzionari pubblici ed esponenti politici regionali «in realtà erano operazioni preliminari in ordine alle quali non sono emersi profili di illiceità...»; il Consigliere del CSM, avv. Nicola Buccico, ha chiesto al Comitato di Presidenza dell'organo di riaprire e chiarire definitivamente, attraverso una rapida inchiesta, le circostanze che portarono al suicidio del sindaco Valentini, alla luce delle archiviazioni disposte dal GIP di Sulmona, si chiede di conoscere: se non si ritenga che la decisione del PM nell'autorizzare l'arresto, anche in riferimento alle singolari circostanze in cui esso è stato rilasciato ed alla luce delle archiviazioni dallo stesso PM richieste all'esito dell'inchiesta, non richieda un severo approfondimento ispettivo da parte del Ministero; se, alla luce dei risultati della auspicata ispezione, non si ritenga di promuovere adeguati provvedimenti affinché decisioni così devastanti nella vita dei cittadini non vengano assunte con la colpevole leggerezza evidenziata, a giudizio dell'interrogante, in questa circostanza. (3-02463)