Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00136 presentata da JANNONE GIORGIO (FORZA ITALIA) in data 30/05/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00136 presentata da GIORGIO JANNONE martedì 30 maggio 2006 nella seduta n.007 JANNONE. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: da sempre Bergamo e la sua provincia vantano una gloriosa tradizione di adesione e partecipazione al corpo militare degli alpini, uomini e militari il cui sacrificio e spirito di abnegazione si è contraddistinto in interventi che, domi bellique , si sono rivelati preziosi ed insostituibili; durante numerosi tragici avvenimenti, ed in particolare in occasione di calamità naturali, l'A.N.A. si è distinta per l'altruismo e lo slancio con i quali ha prestato il proprio soccorso alle popolazioni colpite, grazie ad una operatività che si fonda, oltre che sul personale di leva, anche su volontari non retribuiti in grado di coordinare con efficienza e tempestività tutte le attività di intervento e di soccorso; segnatamente detta importantissima opera si manifestò - episodio questo che l'interrogante cita a solo titolo esemplificativo - 12 anni or sono, in occasione dell'alluvione che colpì nel novembre 1994 il Piemonte, allorquando l'A.N.A. si distinse contribuendo, per numero di persone, di mezzi, di energie e di risorse profuse, a ristabilire la normalità nelle zone disastrate; in detta occasione, su istanza dell'interrogante, il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro ritenne di insignire all'A.N.A. la medaglia d'oro al valor civile; negli ultimi anni, nonostante l'attaccamento mostrato a questa forza militare, Bergamo è stata privata delle maggiori rappresentanze militari che operavano sul territorio, nonostante la stessa sezione A.N.A. di Bergamo si fosse fatta carico di presentare, nel corso dell'anno passato, la propria motivata candidatura per l'apertura di una nuova caserma in terra orobica; il reperimento di un'infrastruttura militare, anche in considerazione della consistente disponibilità di aree ed immobili demaniali presenti sul territorio provinciale bergamasco, non solo consentirebbe l'utilizzo ed il ripristino di edifici che attualmente giacciono in un deprecabile stato di abbandono, ma costituirebbe il giusto e meritato «premio» per la dedizione che da sempre gli Alpini hanno nutrito verso la terra orobica, unendo «Veci» e «Bocia» in un afflato di generosità e solidarietà senza confini; concretamente, nel corso di un incontro congiunto tenutosi l'8 aprile 2002 e che ha visto riuniti attorno ad un solo tavolo i maggiori rappresentanti delle realtà politiche ed amministrative della città e della provincia di Bergamo, si è individuata un'area dell' hinterland cittadino ove sarebbe possibile la costruzione di una nuova caserma. Tale struttura potrebbe ospitare anche spazi per le esercitazioni ed in virtù delle metrature richieste dal ministero della difesa e consentirebbe di realizzare una vera e propria cittadella militare con tutti i requisiti dei moderni reparti operativi. Sarebbe infatti collocata vicino alle grandi vie di comunicazione (sia stradali che ferroviarie) ed includerebbe non solo la caserma, ma anche gli edifici amministrativi e le aree addestrative e di supporto per la protezione civile -: quali misure il ministro della difesa intenda adottare per far sì che, per tutte le motivazioni suesposte e concretamente supportate, la bergamasca possa fattivamente e ragionevolmente contemplare, tra le sue infrastrutture l'apertura e piena funzionalità di una nuova caserma per un reggimento alpino in Lombardia, concedendo in tal modo un giusto e meritato riconoscimento ad un corpo come quello degli alpini che, soprattutto in terra orobica, con la gloriosa opera delle divisioni «Tridentina» e «Berghem de Sass» ha saputo meritare unanimi apprezzamenti per la generosità e la professionalità attestate in tutto il mondo.(4-00136)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 28 dicembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 091 All'Interrogazione 4-00136
presentata da JANNONE Risposta. - In premessa alla questione affrontata con l'interrogazione in esame, si fa rilevare come il Corpo militare degli Alpini costituisca una grande risorsa per la Difesa, ed in particolare per l'Esercito, per i valori, le tradizioni, l'identità e gli ideali che esso rappresenta e continuerà a rappresentare per il Paese. L'Amministrazione, infatti, ha sempre tenuto in grande considerazione le tradizioni alpine della regione chiamata in causa, la Lombardia, nella consapevolezza del forte legame storico che unisce questo prestigioso Corpo alle varie comunità locali. Ciò premesso, l'Esercito, nell'ambito della progressiva trasformazione dello strumento militare in senso interamente professionale, sta attuando una riorganizzazione in chiave riduttiva della componente territoriale ed operativa. Tuttavia, le Truppe alpine, nonostante tali interventi riduttivi, continuano a mantenere il medesimo peso percentuale nel contesto delle Forze di Manovra. Venendo, ora, all'auspicato trasferimento nella regione Lombardia di un Reparto alpino, la questione è, come noto, da tempo, oggetto di costante attenzione. Infatti, nell'ottica di realizzare una più equilibrata distribuzione delle varie unità nel Nord Italia, è stata individuata un'ipotesi di riconfigurazione e ridislocazione nelle città di Brescia e di Bergamo del 2 o Reggimento Artiglieria Terrestre «Vicenza» , con sede attuale in Trento. Il relativo provvedimento - di prevista attuazione per il 2008 (decreto legislativo del 28 novembre 2005, n. 253) - è, comunque, vincolato alla realizzazione di adeguate infrastrutture, che dovrà essere, così come era stato concordato nella precedente Legislatura, totalmente a carico delle rispettive Amministrazioni locali delle due città coinvolte. A tal fine sono state avviate le riunioni tecniche tese a definire, nel dettaglio, modalità e tempi di realizzazione. Nel merito, gli esponenti dei Comuni di Bergamo e di Brescia, tuttavia, in sede di analisi di uno specifico studio di fattibilità condotto dalla competente Direzione Generale dei Lavori e del Demanio, hanno manifestato alcune riserve relativamente all'impatto economico sui bilanci comunali, nonché all'individuazione delle aree da rendere disponibili per la realizzazione dell'insediamento militare. Conseguentemente, l'esame della questione, che vedrà in futuro, comunque, il più ampio coinvolgimento istituzionale (Regione Lombardia, Province e comuni di Bergamo/Brescia e Associazione Nazionale degli Alpini), è stato aggiornato, allo scopo di consentire alle Amministrazioni interessate di esperire le valutazioni di merito nei rispettivi ambiti e di proporre eventuali soluzioni alternative. In proposito, quindi - fermo restando il citato vincolo relativo ai costi ed alla realizzazione - non resta che dare ampia assicurazione all'interrogante riguardo all'impegno con cui la Difesa continuerà a seguire la questione, nella prospettiva di dare il necessario impulso che consenta di addivenire ad una soluzione nel senso auspicato, in grado di soddisfare le esigenze delle Forze Armate e contestualmente andare incontro alle aspettative dei cittadini e dei loro rappresentanti istituzionali. Il Ministro della difesa: Arturo Mario Luigi Parisi.