Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00131 presentata da JANNONE GIORGIO (FORZA ITALIA) in data 30/05/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00131 presentata da GIORGIO JANNONE martedì 30 maggio 2006 nella seduta n.007 JANNONE. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: in data 14 novembre 2001 il decreto del ministro delle comunicazioni approvava il programma per lo sviluppo in Italia della radiodiffusione sonora in tecnica digitale. Nell'ambito del citato provvedimento si evidenziava che, come stabilito dalla Conferenza europea di Wiesbaden del 1995, il Dab può operare in banda VHF-III (174,0 MHz-240,0 MHz) o banda UHF-L (1,452 MHz - 1468 MHz), e che all'Italia venivano assegnati i blocchi di frequenze 11D, 12A, 12B, 12C, 12D, in banda VHF; la Rai rappresentava l'Italia a Wiesbaden e avallava la destinazione delle stesse frequenze al DAB-T, pur utilizzando i medesimi blocchi con emissioni analogiche, così come altre emittenti televisive private; in data 8 luglio 2002 il decreto del ministro delle comunicazioni approvava il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze che indica nella banda VHF-III tra 174,0 MHz e 230,0 MHz; ovvero le frequenze tra i blocchi 5A e 12D, fra quelle utilizzabili per la radiodiffusione televisiva e radiofonica T-DAB; in data 31 luglio 2002, con delibera 249/02/Cons, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni approvava il Piano di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione sonora in tecnica digitale DAB-T; la normativa regolamentare stabilisce inoltre che, nella fase sperimentale, ulteriori risorse potrebbero essere disponibili modificando e integrando il vigente Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, in quanto il canale 12, dove devono essere allocati i primi 4 blocchi T-DAB, risulta attualmente occupato da diffusioni analogiche televisive appartenenti sia alla Rai che alle emittenti private; diversi studi dimostrano la disponibilità di frequenze nella banda VHF tra 174,0 MHz e 230,0 MHz, ovvero i blocchi tra 5A e 12D, perfettamente compatibili con le trasmissioni esistenti, e tra 230 MHz e 240 MHz, ovvero 13A, 13B, 13C, 13D, 13E, 13F; queste frequenze per i blocchi DAB sono comprese, in bande già destinate alla radiodiffusione, dal Piano nazionale di ripartizione delle frequenze ed alcune, le prime di seguito elencate, si collocano nello spazio tra la fine di un canale televisivo e l'inizio di quello successivo; i blocchi disponibili in questione sono: 6A 181.168 - 182.704 MHz, tra il canale D ed il canale E; 7B 189.872 - 191.408 MHz, tra il canale E ed il canale F; 8C 198.592 - 200.128 MHz, tra il canale F ed il canale G; 9D 207.296 - 208.832 MHz, tra il canale G ed il canale H; gli ispettorati delle comunicazioni di Roma e Milano, interpellati dalla Dgca del Ministero delle comunicazioni, hanno confermato la assoluta compatibilità dei canali suddetti, compatibilità confermata dai controlli seguiti all'attivazione dei trasmettitori autorizzati, in fase sperimentale, sulla frequenza 9D; a quanto detto si aggiunge un'ulteriore possibilità: lo standard DAB-T, come stabilito dalla Conferenza di Wiesbaden e come confermato dal decreto del 14 novembre 2001 che prevedeva l'utilizzo anche di 6 blocchi sul canale 13 VHF (da 230 a 240 MHz) ovvero trasmissioni DAB da 13A a 13F; in Italia questo canale era stato destinato dal Piano del 1983 al ministero della difesa (tutte le bande non previste per scopi specifici, erano state destinate d'ufficio); a tutt'oggi detto canale risulta inutilizzato, in quanto erano state affidate alcune concessioni ad emittenti private per ponti radio ormai obsoleti. Lo stesso canale 13 potrebbe essere destinato allo sviluppo del Dab-T (per le private) lasciando alla Rai il canale 12, a titolo definitivo, per usi televisivi e radiofonici; in altri Paesi d'Europa, i Ministeri hanno già disposto tutti i canali segnalati per la diffusione Dab-T e gli impianti risultano conseguentemente già attivi; si può quindi dedurre che i quattro blocchi liberi da subito, come sopra indicati (6A, 7B, 8C, 9D), la parte residuale potenzialmente utilizzabile del canale 12, il canale 13, se assegnato al DAB, nonché tutte le frequenze in banda UHF-L sono più che sufficienti per garantire un rapido sviluppo del primo livello di sperimentazione radiofonica e per consentire la definitiva affermazione della tecnologia digitale in Italia; il consorzio EuroDaB Italia è già stato autorizzato a trasmettere sul blocco 9D nel Lazio, in Lombardia ed in altre regioni ed è in attesa delle autorizzazioni, da tempo richieste, per completate la rete nazionale sulla medesima frequenza -: quale sia lo stato di avanzamento del programma per lo sviluppo in Italia della radiodiffusione sonora in tecnica digitale e quali misure intenda intraprendere per rendere compiutamente attiva tale tecnologia di radiodiffusione in coerenza con la normativa vigente in materia ed in linea con i progressi registrati in ambito europeo.(4-00131)