Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00046 presentata da LIOTTA SANTO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 31/05/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00046 presentata da SANTO LIOTTA mercoledì 31 maggio 2006 nella seduta n.007 LIOTTA, RUSSO SPENA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio - Risulta all'interrogante che: il piano regionale per l'emergenza dei rifiuti in Sicilia prevede la costruzione di 4 impianti di incenerimento; uno di questi impianti ricade in territorio del comune di Paternò (Catania), in contrada Cannizzola all'interno di un Sito di interesse comunitario (SIC) denominato delle Valanghe, a poche centinaia di metri dall'alveo del fiume Simeto; il 1° marzo 2005 il Commissario straordinario per l'emergenza dei rifiuti in Sicilia emetteva l'ordinanza 183, autorizzativa dei lavori di costruzione dell'impianto; in seguito a ricorso presentato da Legambiente, Comune di Paternò, Comune di Santa Maria di Licodia, avverso l'ordinanza n. 183, il TAR di Catania sospendeva in via interinale la suddetta ordinanza bloccando i lavori in contrada Cannizzola; il 28 luglio 2005 il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana confermava nella sostanza l'ordinanza del TAR di Catania; l'11 ottobre 2005 il TAR di Catania sospendeva definitivamente l'ordinanza fino all'udienza di merito, sulla base del danno grave e irreparabile per l'ambiente e dei rischi derivanti dalla devastazione di un sito ambientale di rilevanza comunitaria oltre che dei rischi per l'incolumità pubblica scaturenti dalla particolarità idrogeologica del suolo; tra le cose rilevanti evidenziate dal TAR: non sono stati interpellati i comuni confinanti; non è stata rilasciata autorizzazione alle emissioni; il preventivo parere della Commissione di valutazione impatto ambientale del Ministero dell'ambiente e per la tutela del territorio ha erroneamente ritenuto l'impianto come "confinante" e quindi esterno al SIC, anziché all'interno; oggettiva irrazionalità nella individuazione del sito a causa della "scelta operata in funzione della proprietà o disponibilità dei suoli in capo ai privati partecipanti"; il 27 gennaio 2006 una norma ad hoc (articolo 3, comma 2- bis e seguenti, del decreto-legge 245/2005, come convertito dalla legge 21/2006), solo apparentemente riferita alla regione Campania, trasferiva la competenza dai TAR regionali a quello del Lazio; il 23 febbraio 2006 il TAR di Catania, ritenendo illegittima tale norma, si appella alla Corte costituzionale; il 22 marzo 2006 il TAR Lazio richiede al TAR Catania il fascicolo di causa per poter decidere sulla richiesta della Sicil-Power (raggruppamento temporaneo di imprese costruente impianto di incenerimento) di revocare l'ordinanza sospensiva emessa dal TAR Catania; il 12 aprile 2006 il TAR Catania informa della remissione del fascicolo alla Corte costituzionale; il TAR Lazio non poteva, quindi, il 24 maggio 2006, che prendere atto della sospensione del processo ed attendere anch'esso la sentenza della Corte costituzionale inerente la sua legittimazione a decidere; il 22 maggio 2006 il Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti adotta una nuova ordinanza commissariale, n. 483, sostanzialmente identica alla prima; nulla infatti viene modificato in ordine alla localizzazione in contrada Cannizzola del termovalorizzatore e dell'annessa discarica; il 24 maggio 2006 il TAR Lazio dichiara la carenza sopravvenuta di interesse e quindi improcedibili i ricorsi in aderenza alla tesi della Sicil-Power, secondo cui con la nuova ordinanza commissariale decade e diventa ininfluente ogni provvedimento del TAR Catania in quanto reso contro la precedenza ordinante n. 183 oramai estinta e sostituita dalla 483; risulta evidente che in queste condizioni, in attesa che venga opposto nuovo ricorso presso il TAR Lazio contro la nuova ordinanza, la Sicil-Power può iniziare i lavori di sbancamento all'interno del sito di interesse comunitario compromettendo definitivamente il sito e vanificando ogni eventuale ulteriore pronunciamento giurisdizionale, si chiede di quali misure urgenti si intendano adottare: nei confronti della Commissione valutazione impatto ambientale del Ministero in ordine al mancato rispetto di un sito di interesse comunitario; al fine di impedire che si arrechi un danno irreversibile ad un territorio di grande interesse paesistico, archeologico, idrogeologico e agricolo. (4-00046)