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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00167 presentata da RAISI ENZO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 06/06/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00167 presentata da ENZO RAISI martedì 6 giugno 2006 nella seduta n.009 RAISI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: il sindaco del comune di Bologna e la quasi totalità del Consiglio comunale, hanno chiesto congiuntamente all'Autorità di pubblica sicurezza di vietare l'ennesima Kermesse musicale denominata Rave Street Parade; lo spettacolo dovrebbe essere interdetto per motivi di sicurezza, tenuto conto che nella passata edizione ha prodotto migliaia di euro di danni, un morto e diversi ricoveri in ospedale a seguito di assunzione di alcool e sostanze stupefacenti; la normativa vigente prevede che se l'evento è di natura politica, la facoltà di negarne la realizzazione spetterà alle Autorità di polizia; se al contrario è una manifestazione culturale, allora il diniego dovrà essere formulato dal sindaco; tale evento viene definito dai suoi organizzatori una «manifestazione antipoibizionistica», invece altro non è che il solito raduno che da dieci anni si svolge a Bologna, che consiste in una sfilata di qualche decina di carri sopra i quali ballano persone, palesemente alterate da alcool e droga per le quali l'obbiettivo ultimo, a giudicare dalla musica assordante che promana dai carri, è verosimilmente quello di riuscire a rimanere svegli per almeno 24 ore; l'happening in questione (che peraltro rientra nel circuito dei Rave Europei) è organizzato dall'associazione denominata Livello 57 che ha avuto finanziamenti dalcomune di Bologna e dalla regione Emilia Romagna (si veda il Bollettino sirt 2000 denominato drop in e chill out mobile della durata di due anni), in qualità di associazione di volontariato che opera nel settore culturale e non come soggetto o partito politico che organizza manifestazioni di carattere politico; infatti in base alla normativa vigente in materia (legge n. 195 del 1974, articolo 7), gli enti pubblici non possono finanziare movimenti e partiti politici; delle due l'una: se il Rave Street Parade è un evento culturale, allora il sindaco Cofferati dovrebbe avere l'autorità per proibirla; se invece è un evento politico che come tale può essere impedito dall'Autorità di pubblica Sicurezza, allora l'associazione organizzatrice, livello 57, dovrà spiegare nella sede opportuna perché ha ricevuto delle sovvenzioni dal comune di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna che dovevano essere erogate solo ad associazioni di volontariato che operano nel settore culturale e sociale e non a partiti o ad articolazioni politiche ai quali gli enti locali non possono dare per legge alcun contributo -: se il questore e il prefetto di Bologna, qualora avessero ritenuto la manifestazione politica, abbiano denunciato all'Autorità giudiziaria competente l'erogazione di un contributo del comune e della regione all'associazione LIVELLO 57, fattispecie espressamente vietata dall'articolo 7 della Legge n. 195 del 1974.(4-00167)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 27 novembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 077 All'Interrogazione 4-00167
presentata da RAISI Risposta. - In base agli accordi raggiunti dalle autorità locali con gli organizzatori, la manifestazione del 1 o luglio 2006 a Bologna avrebbe dovuto articolarsi su due momenti: nel pomeriggio, in piazza XX settembre, era previsto un evento finalizzato alla diffusione della cultura dell'antiproibizionismo; in serata il corteo vero e proprio, da piazza della Costituzione al vicino «Parco Nord». In realtà, al termine della prima manifestazione i partecipanti hanno iniziato a defluire verso piazza della Costituzione dando vita, di fatto, ad un corteo che si è andato via via ingrandendo, arrivando a circa ventimila persone. I responsabili delle Forze, dell'ordine hanno ritenuto preferibile non intervenire poiché ciò avrebbe potuto innescare incidenti gravi per il numero dei partecipanti e per il contemporaneo svolgimento, in altri punti della città, di due manifestazioni di contestazione della Street rave parade , che si sono svolte senza incidenti. La folla ha così raggiunto Piazza della Costituzione, da dove è poi partito il corteo precedentemente autorizzato, al quale hanno partecipato circa 50 mila persone. Al Parco Nord la manifestazione è proseguita, senza creare particolari disagi, fino alle ore 15.00 del giorno successivo, il 2 luglio 2006. Nel complesso, dunque, le iniziative non hanno comportato turbative per l'ordine pubblico, causando solo minimi disagi per la popolazione, come testimonia anche l'esiguo numero di chiamate giunte alle Forze dell'ordine. Naturalmente la Questura di Bologna ha deferito all'Autorità giudiziaria i manifestanti ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di manifestazione non preannunciata. Peraltro, come già affermato dal Ministro dell'interno in sede di discussione del Question Time del 6 luglio 2006 «...in punto di diritto, già il testo unico di pubblica sicurezza del 1931, all'articolo 20, prevedeva che, in presenza di violazioni che arrivano fino al delitto nel corso di una manifestazione, l'autorità "possa" scioglierla e non "debba" scioglierla, perché ha ritenuto giusto il legislatore del 1931, ed è giusto ancora, che la tutela dell'ordine pubblico avvenga con i necessari margini di discrezionalità». Sull'ultimo punto dell'interrogazione, infine, nel rammentare che la riforma del Titolo V della Costituzione ha posto gli enti locali su un piano di pari ordinazione con lo Stato, ampliandone la sfera di autonomia, si fa presente che agli atti della Prefettura di Bologna non risulta presentata alcuna denuncia in ordine alla presunta erogazione di un contributo del comune di Bologna e della regione Emilia Romagna all'associazione «Livello 57». Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.



 
Cronologia
lunedì 5 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Nassirya, in Iraq, un soldato italiano, impegnato nella missione militare “Antica Babilonia”, perde la vita in un attentato e altri quattro restano feriti.

martedì 13 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge le tre mozioni presentate dall'opposizione contro la decisione del Ministro dell'Università e della ricerca Mussi di ritirare l'adesione italiana alla dichiarazione etica europea contro la ricerca sulle cellule staminali.