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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00100 presentata da POLLEDRI MASSIMO (LEGA NORD PADANIA) in data 13/06/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00100 presentata da MASSIMO POLLEDRI martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008 POLLEDRI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che: presso il centro postale operativo (CPO) di Piacenza sono occupati 35 dipendenti; da quanto si apprende dalle organizzazioni sindacali di Piacenza nonché da una mozione approvata dal Consiglio comunale di Piacenza è in atto un progetto per la realizzazione di una nuova rete logistica delle Poste volta alla riduzione dei costi operativi e al miglioramento della qualità del settore recapito; a fronte di questo progetto vi è però la soppressione del CPO, con evidenti impatti sull'occupazione e quindi sulle famiglie dei dipendenti; è prevista la costruzione ex novo di un centro meccanizzato postale (CMP) nella città di Parma; benché si riconosca alle Poste italiane S.p.a un importante ruolo per lo sviluppo economico del sistema Italia, la scelta, illustrata sopra, andrebbe a penalizzare fortemente la realtà piacentina, già penalizzata da precedenti piani di riorganizzazione e razionalizzazione; considerato che la realtà piacentina, per la sua tradizione nonché per la sua posizione geografica strategicamente importante come snodo Nord-Sud nonché per le infrastrutture esistenti, ben si presterebbe a diventare sede autorevole per l'insediamento di una struttura ad alto contenuto tecnologico, si chiede di conoscere: quali risposte immediate il Ministro in indirizzo intenda dare ai lavoratori e alle loro famiglie, interessati dal prossimo smantellamento del CPO di Piacenza; se non reputi opportuno che il centro postale operativo non venga soppresso, ma anzi venga sostituito da un centro meccanizzato postale; se non ritenga infine opportuno un coinvolgimento dei vertici aziendali nazionali, con un'azione concertata anche con gli enti locali, delle Poste italiane S.p.a. per valutare più attentamente l'impatto delle decisioni in atto. (4-00100)

Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 008 all'Interrogazione 4-00100
presentata da POLLEDRI Risposta.
– Al riguardo nel far presente che si risponde per incarico della
Presidenza del Consiglio dei ministri, si ritiene opportuno rammentare
che a seguito della trasformazione dell'ente Poste italiane in società
per azioni (delibera CIPE 18 dicembre 1997), il Governo non ha il potere
di sindacare gli aspetti organizzativi riguardanti la gestione aziendale,
anche sotto il profilo della gestione del personale, materie che rientrano
nell'ambito dell'autonomia della società, la quale, tuttavia,
è tenuta ad impostare i propri programmi strategici alla luce della
vigente normativa che impegna la stessa società al conseguimento
ed al mantenimento dell'equilibrio gestionale, nonché al raggiungimento
di livelli di efficienza ed affidabilità del servizio paragonabili
a quelli degli altri Paesi europei. Al Ministero
delle comunicazioni – quale autorità di regolamentazione del
settore postale – spetta il compito di vigilare sul corretto adempimento
degli obblighi derivanti dallo svolgimento del servizio universale, tra
i quali è previsto quello di assicurare che tale servizio venga
effettuato su tutto il territorio nazionale secondo criteri di ragionevolezza. Ciò
premesso in linea generale, per quanto concerne lo specifico caso prospettato
nell'atto parlamentare in esame la società Poste – interessata
al riguardo – ha comunicato che la riorganizzazione del centro postale
operativo (CPO) di Piacenza si inquadra nel più vasto programma
di ristrutturazione della rete nazionale dei centri di smistamento denominato
«Progetto nuova rete», il quale prevede di concentrare le lavorazioni
di smistamento della corrispondenza in strutture dotate di impianti ad
elevata tecnologia, in grado di svolgere meccanicamente le lavorazioni
in precedenza effettuate, manualmente, in stabilimenti minori. La scelta
di concentrare le lavorazioni di smistamento in centri di maggiori dimensioni
e con attrezzature all'avanguardia rende possibile secondo quanto
riferito da Poste italiane – fronteggiare con maggiore affidabilità
le oscillazioni dei volumi di traffico tipiche del processo postale, contenere
i costi e migliorare la qualità del servizio, ospitando i dipendenti
in strutture più confortevoli e moderne. Nell'ambito
di tale riorganizzazione in un prossimo futuro (con ogni probabilità
entro il mese di gennaio 2008) il CPO di Piacenza, che al momento lavora
il corriere in arrivo al proprio comprensorio – mentre il corriere
in partenza già dal 22 maggio 2006 viene lavorato presso il centro
di meccanizzazione postale (CMP) di Bologna – dovrebbe trasferire
le proprie attività di smistamento presso l'istituendo CMP
di Parma, città che è stata scelta in considerazione della
sua ubicazione baricentrica rispetto al territorio da servire. Presso il
CPO di Piacenza resteranno comunque allocati il servizio di recapito, il
servizio di trasporto e il servizio accettazione grandi clienti. Relativamente
al personale che al momento si occupa delle lavorazioni destinate al trasferimento,
la società ha fatto presente che sono stati avviati percorsi di
orientamento professionale in modo da rendere possibile l'applicazione
dei dipendenti interessati in altre strutture aziendali mentre, nel contempo,
sono previste apposite iniziative di formazione tese ad agevolare l'impatto
con le nuove realtà lavorative. Il Ministro delle comunicazioni Gentiloni



 
Cronologia
lunedì 5 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Nassirya, in Iraq, un soldato italiano, impegnato nella missione militare “Antica Babilonia”, perde la vita in un attentato e altri quattro restano feriti.

martedì 13 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge le tre mozioni presentate dall'opposizione contro la decisione del Ministro dell'Università e della ricerca Mussi di ritirare l'adesione italiana alla dichiarazione etica europea contro la ricerca sulle cellule staminali.

domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.