Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00053 presentata da NIEDDU GIANNI (L'ULIVO) in data 13/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00053 presentata da GIANNI NIEDDU martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008 NIEDDU - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, della difesa, della salute e dei trasporti - Premesso che: sono rilevabili a quote diverse nel nostro spazio aereo scie persistenti di natura non determinata, denominate dagli organi di stampa e da associazioni specializzate con il termine di chemtrails ; in particolare negli ultimi mesi sui cieli della Sardegna, specialmente nelle giornate limpide, sono state notate da parte della popolazione residente, creando una forte preoccupazione ed apprensione, scie conseguenti ad un intenso traffico di aerei non identificati i quali percorrono rotte non convenzionali; tali scie intersecandosi tra loro generano una sorta di reticolato, non si dissipano subito, come accade normalmente, ma sfaldandosi si allargano e lentamente si espandono formando un manto nuvoloso che interessa un'area molto vasta; ambienti scientifici internazionali avvalorerebbero la tesi che si tratta di scie contenenti sostanze nocive per la salute dei cittadini; alcuni studiosi sostengono, peraltro, che tutto ciò sarebbe l'effetto di specifiche sperimentazioni per verificare o provocare mutamenti climatici, altri ancora pensano a possibili utilizzi militari, per la presenza consistente, nelle zone sottoposte a monitoraggio, di silicio e materiali di altra natura, l'interrogante chiede di sapere: se il fenomeno sia oggetto di rilevazione o di studio per la parte di competenza di ciascun dicastero; se i Ministri in indirizzo interessati siano già in possesso di dati o ipotesi che possano in qualche modo far luce sul fenomeno; se si ritenga opportuno fornire spiegazioni sulle conseguenze che le scie chimiche rilasciate dagli aerei possano avere sulla salute dei cittadini, nonché chiarire se negli ultimi mesi siano stati autorizzati piani di volo sulla regione Sardegna per scopi riconducibili alla materia in oggetto. (4-00053)
Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 012 all'Interrogazione 4-00053
presentata da NIEDDU Risposta.
Si rappresenta che, da molto tempo ormai, si osservano le cosiddette
scie di condensazione (in inglese contrails ) provocate dagli scarichi
degli aerei o dalla turbolenza prodotta dalle ali. Tale fenomeno è
universalmente noto ed è stato oggetto di numerosi studi nei decenni
passati, per cui è possibile reperire una ricca documentazione scientifica. Da alcuni
anni, tuttavia, esistono gruppi e associazioni che hanno riportato la presenza
di scie con un comportamento apparentemente anomalo, rispetto alle comuni
scie di condensazione. Tali fenomeni sono definiti scie chimiche (in inglese chemtrails ) e sono attribuiti al rilascio da parte degli aerei di
sostanze chimiche che ne deformano l'aspetto. Su internet esiste molto materiale, anche accompagnato da ricche documentazioni
fotografiche, in genere raccolto sui web specialistici (i blog dei gruppi di osservazione delle scie) o sui siti di riviste ed osservatori
indipendenti. Altri siti web, invece, sono molto critici sull'esistenza del fenomeno
e mettono in guardia contro la diffusione di informazioni che ritengono
imprecise e con poco fondamento. Non è
stato però possibile trovare alcuna ricerca sulle scie chimiche
pubblicata su riviste scientifiche; manca completamente, cioè, del
materiale pubblicato che sia stato oggetto di una revisione indipendente
e anonima da parte di altri ricercatori. Sul meccanismo
fisico di formazione, è utile premettere che la troposfera è
la parte bassa dell'atmosfera dove è contenuta gran parte dell'aria
e dove avviene la quasi totalità delle attività umane, inclusa
quasi tutta la navigazione aerea. La troposfera
è alta tra i circa 6 km (nelle zone polari) e i circa 16 km nelle
zone equatoriali; nella sua
parte più alta le temperature medie sono comprese tra 50ºC
e 70ºC e il contenuto di vapor d'acqua è molto basso.
In questa zona si osserva comunemente la formazione di nuvolosità
naturale, tecnicamente definita nuvolosità alta, appartenente alle
famiglie dei cirri o dei cirrostrati. Tali nuvole sono costituite
da cristalli di ghiaccio e la loro forma ed evoluzione è dovuta
alle condizioni meteorologiche. Gli scarichi
degli aerei contengono una piccola quantità di vapor d'acqua
che si mescola a quello già presente nell'aria e, spesso, forma
cristalli di ghiaccio che appaiono, appunto, come lunghe scie bianche associate
agli aerei. In letteratura è possibile trovare parecchi studi sulla
forma, sulla durata e sulle condizioni meteorologiche associate. La probabilità
di formazione delle scie è tanto più alta quanto più
è bassa la temperatura e quanto più è alta l'umidità
relativa dell'aria alla quota di volo dell'aereo. Pertanto le
scie sono più comuni d'inverno e sono normalmente associate
ad aerei ad alta quota. Tali scie
possono durare da qualche minuto a qualche ora (in alcuni casi anche parecchie
ore) prima di dissolversi. In alcuni casi le scie restano compatte, in
altri casi si allargano e coprono porzioni consistenti di cielo. In altri
casi, infine, l'interazione di numerose scie porta alla formazione
di vere e proprie nuvole alte. Come per le
nuvole alte, la forma e l'evoluzione delle scie di condensazione è
data dalle condizioni meteorologiche in quota, tanto che alcuni tecnici
e ricercatori hanno proposto di utilizzarle come uno strumento meteorologico
operativo. Anche il tipo
di combustibile ed il tipo di motore dell'aereo svolgono un ruolo
importante. In particolare, alcuni suggeriscono che il tasso di zolfo nel
combustibile possa giocare un ruolo importante. La densità
delle scie di condensazione è funzione delle condizioni meteorologiche,
ma è ovviamente funzione della densità del traffico aereo.
La porzione media di cielo coperta dalle scie, dunque, è più
elevata sopra la parte occidentale degli Stati Uniti e sopra l'Europa
occidentale, rispetto ad altre parti del pianeta. A livello
planetario si osserva che le scie coprono in media lo 0.1% del cielo; in
alcune parti del pianeta, però, esse arrivano a coprire il 20%.
Alcuni ricercatori hanno evidenziato che nel corso dei decenni l'aumento
del traffico aereo ha portato ad un aumento della copertura nuvolosa alta
nelle zone maggiormente interessate. Tutti gli studi, però, sono
a scala globale o sugli Stati Uniti, mentre nel caso specifico della Sardegna
non è stato possibile reperire studi sulle scie di condensazione. Sin dagli
anni 1970 è stato studiato il possibile effetto sul clima di tale
fenomeno, considerato che la nuvolosità naturale ha un effetto ben
noto sulle temperature superficiali. Durante il giorno, infatti, la copertura
nuvolosa riduce l'irraggiamento nel visibile e, dunque riduce la temperatura
superficiale; di notte, invece, la copertura rallenta il raffreddamento
notturno e, dunque, aumenta le temperature superficiali. L'effetto
netto della nuvolosità, dunque, è quello di ridurre l'escursione
termica. Gli studi
condotti sembrano indicare un aumento della nuvolosità alta ed una
riduzione dell'escursione termica nelle zone maggiormente interessate
dal traffico aereo, come ad esempio la parte orientale degli Stati Uniti.
Occorre tuttavia rimarcare che l'intero problema è ancora in
fase di studio ed occorre esaminarlo con maggior attenzione prima di trarre
delle conclusioni. Questo tipo di precauzione, poi, è particolarmente
importante considerata la grande attenzione dell'opinione pubblica
riguardo ai cambiamenti climatici. Sebbene l'argomento
abbia destato l'attenzione di numerosi siti specialistici, non esiste
una definizione esatta di scia chimica (o chemtrail ). Solitamente
esse vengono descritte come più consistenti, più persistenti
e spesso più basse di quelle comuni. Tali scie, inoltre, vengono
notate in porzioni di cielo diverse dalle normali aerovie ed in molti casi
sono state associate ad aerei militari. Altre osservazioni, infine, parlano
di scie che si intersecano e spesso si espandono sino a formare della nuvolosità
analoga alla nuvolosità alta di tipo naturale. Trattandosi
di una descrizione soggettiva non è possibile applicarla in maniera
universale e, infatti, gli stessi siti specialistici riportano solo osservazioni
sparse da parte di singoli o di gruppi di osservatori, solitamente corredati
da fotografie. Una seconda
caratteristica attribuita alle scie chimiche, da cui appunto il nome, è
la presenza di alcuni composti chimici rilasciati intenzionalmente dagli
aerei che ne modificano le caratteristiche. In generale si parla di bario,
di alluminio o di altri metalli pesanti, tuttavia non è stato possibile
reperire analisi chimiche delle scie né dirette né indirette. Come prova
indiretta, generalmente si fa riferimento ad un'analisi chimica del
terreno condotta in una località dell'Alberta (Canada) dopo
un episodio di presunte scie chimiche che ha riscontrato una concentrazione
anomala di bario ed alluminio nel terreno. Per poterlo associare alle scie,
però, occorrerebbe in primo luogo valutare attentamente le condizioni
meteorologiche dell'episodio citato, poiché dei sali rilasciati
in atmosfera da aerei che viaggiano ad alta quota hanno una buona probabilità
di disperdersi molto lontano rispetto alla verticale del punto di rilascio. Le osservazioni
sono iniziate nella seconda metà degli anni '90 e dei gruppi
di osservazione si sono formati anche sul territorio nazionale. Nel caso
della Sardegna, ad esempio, il gruppo di osservazione ha sede a Nuoro,
ma riporta osservazioni sull'intero territorio regionale. I siti, sia
nazionali che internazionali, riportano una crescita progressiva del fenomeno.
Non esistono osservazioni precedenti che permettano di valutare se il fenomeno
esistesse prima degli anni '90 e non è possibile valutare se
l'aumento delle osservazioni sia un effetto dell'aumento della
densità degli osservatori o di un aumento della frequenza del fenomeno. I siti specialistici
ed il materiale in esso contenuto parlano di effetti sulla salute umana
ed elencano un insieme di disturbi conseguenti ad episodi di scie. Gli
effetti riportati sono tosse secca persistente, malessere respiratorio
e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento,
forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea,
feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi. Altri, invece, mettono in relazione le scie chimiche colla
diffusione di epidemie come il morbo della mucca pazza, la SARS e l'influenza
aviaria. Non sono stati
trovati studi epidemiologici sul fenomeno. Un secondo
filone di materiale ritiene che le scie chimiche possano modificare il
clima. Alcuni, infatti, ritengono che il bario rilasciato possa in qualche
modo ridurre la precipitazione ed essere responsabile di recenti episodi
di siccità. Altri riconducono il fenomeno ad altri tentativi di
modificare il clima. Sebbene esistano teorie scientifiche che prevedano
la modifica del clima, si ritiene che gli elementi riportati sui siti specialistici
siano troppo poco precisi per poter supportare queste affermazioni. I siti specialistici
sospettano che le scie chimiche siano esperimenti militari con vari scopi,
generalmente in controllo del clima o altre forme di guerra non convenzionale. A supporto
di queste osservazioni si riportano due documenti pubblici, reperibili
su internet: lo studio Air Force 2025 ed il materiale relativo all'antenna
HAARP. Lo studio
Air Force 2025 è uno studio commissionato dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica
Militare USA nel 1996 sugli scenari futuri di guerra che prevede, tra l'altro,
il controllo del tempo atmosferico come elemento strategico. L'antenna
del centro HAARP (situato in Alaska), invece, ha come scopo lo studio delle
onde a bassissima frequenza dell'alta atmosfera. La potenzialità
di questa antenna come strumento per ridurre l'intensità di
tornado ed uragani è stata studiata alla fine degli anni '90
e la tecnica è stata brevettata dal Centro Studi Eastlund. Alcuni sostengono
che il bario delle scie chimiche sia necessario proprio per rilevare le
onde emesse da tale antenna. Non è
stato possibile trovare legami fra questi due documenti e le scie chimiche. Oltre al materiale
dei sostenitori delle scie chimiche, sul web è possibile
trovare molto materiale di ricercatori, associazioni ed enti che riportano
posizioni fortemente critiche. In genere,
si afferma che le scie chimiche non siano altro che comuni scie di condensazione
il cui aspetto anomalo è dato dalle particolari condizioni meteorologiche.
In genere si tratta di ricercatori che hanno studiato a lungo le scie di
condensazione e dalle quali si evince chiaramente che possono comportarsi
anche come le presunte scie chimiche. Le altre critiche,
invece, riportano il problema sul piano metodologico, economico e del buon
senso, come ad esempio: questi
fenomeni peculiari sono osservati più spesso di quanto non avvenisse
in passato perché è cresciuta l'attenzione e la preoccupazione
da parte dei gruppi di osservatori; se
si trattasse di un tentativo massiccio di modificare il clima come quello
ipotizzato, sarebbe necessario uno sforzo enorme in termini di mezzi, incompatibile
colle attività di qualunque aviazione militare; se
fosse uno sforzo per avvelenare la popolazione sarebbe molto più
efficace, economico e discreto avvelenare direttamente le riserve d'acqua
o gli acquedotti, invece di diffonderlo tramite aereo da altissime quote. Dall'esame della letteratura
scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici
non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche.
I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare,
risultano carenti dal punto di vista scientifico. Si possono,
tuttavia, fare le seguenti considerazioni. L'interpretazione
più plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie
chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione che sono durate
più a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni
meteorologiche. Non si può
escludere che, assieme alle condizioni meteorologiche, anche il combustibile
ed il tipo di motore degli aerei possano concorrere a produrre scie di
condensazione dall'aspetto peculiare. Solo ulteriori e complessi studi,
che coinvolgano gli operatori del trasporto aereo civile e militare e gli
enti preposti alloro controllo, potrebbero eventualmente dare una risposta
definitiva. Da circa tre
decenni la comunità scientifica sta studiando la possibilità
che le comuni scie di condensazione possano influenzare il clima delle
zone maggiormente interessate dal traffico aereo. Nonostante siano stati
ottenuti interessanti risultati, non sono però definitivi. Da molti anni
esistono teorie che prevedono la possibilità di controllare il clima;
tuttavia, nell'unico caso oggetto di una lunga e ben documentata sperimentazione,
cioè l'inseminazione delle nubi per la stimolazione delle piogge,
i risultati sono ancora controversi dopo 60 anni di esperimenti. È
pertanto prematuro ritenere che altre tecniche, come ad esempio l'uso
del bario per ridurre la precipitazione o l'uso dell'antenna
HAARP, possano essere considerate efficaci ed affidabili senza aver condotto
una lunga e attenta sperimentazione. In entrambi i casi, non sono state
trovate chiare informazioni che permettano di legare una sperimentazione
in tal senso alle scie di condensazione. Va in ogni
caso sottolineato che non sussiste alcun elemento per ipotizzare una qualsiasi
specificità dei fenomeni di scia per i cieli della Sardegna. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare Pecorario Scanio