Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00014 presentata da MARTONE FRANCESCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 13/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-00014 presentata da FRANCESCO MARTONE martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008 MARTONE, MALABARBA, BULGARELLI - Ai Ministri della difesa, dell'economia e delle finanze e degli affari esteri - Premesso che: due aerei caccia monoposto F16 dell'Aeronautica militare italiana si sono scontrati in volo la notte tra il 22 ed il 23 maggio, e sono precipitati. È accaduto durante una missione di addestramento nell'ambito dell'esercitazione multinazionale "Spring flag 2006" in corso in Sardegna; dall'8 al 24 maggio si sono svolte in Sardegna due operazioni congiunte: la "Spring Flag 2006", cui hanno partecipato anche l'Esercito italiano, la Marina militare, nonché forze Nato, francesi, inglesi, olandesi, belga e israeliane, e l'operazione "Volcanex 06" con la E.A.G (European Air Group, composto da Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Germania, Italia e Spagna); il teatro delle operazioni investe un po' tutta la Sardegna: dagli aeroporti di Alghero e Decimomannu, fino ai poligoni di Teulada, Perdasdefogu, Capo San Lorenzo, Salto di Quirra e Capo Frasca; le esercitazioni prevedono: sganciamento di bombe d'aereo, tiri da elicottero, plotone carri a fuoco, scuola di tiro artiglieria, scuola di tiro mortai, tiri con le armi portatili, esercitazione di gruppo tattico a fuoco, scuola di tiro missili Tow, Milan e Panzerfaust. Tale attività è in programma anche per il secondo semestre del 2006, come risulta dal calendario delle esercitazioni in Sardegna, consegnato dallo Stato maggiore della Difesa al Comitato paritetico (Stato e Regione) per le servitù militari; la collisione in volo tra i due caccia F16 durante l'attività addestrativa pone di nuovo il problema dell'occupazione militare di cielo, di terra e di mare della Sardegna e la compatibilità delle esercitazioni con la sicurezza assoluta dei cittadini sardi, lo sviluppo economico e civile dei territori e la loro salvaguardia ambientale; sono oltre 35.000 gli ettari di territorio sardo sotto vincolo di servitù militare. In occasione delle esercitazioni viene interdetto alla navigazione, alla pesca e alla sosta uno specchio di mare di oltre 20.000 chilometri quadrati, una superficie quasi pari all'estensione dell'intera Sardegna. La vastità degli spazi aerei e marittimi militarmente asserviti non ha termini di paragone con nessun'altra regione italiana; la Sardegna paga un tributo molto alto alle servitù militari. L'esproprio delle risorse naturali e il conseguente strangolamento della fragile economia provocato dalla presenza militare suscita ondate ricorrenti di opposizione popolare: pastori e pescatori di volta in volta si mobilitano in difesa del poco lavoro che è stato loro concesso di svolgere, dei pochi pascoli devastati dalle esercitazioni di guerra, delle ristrette zone di un mare saturo di ordigni bellici esplosi ed inesplosi, che strappano le reti facendo perdere il pescato e danneggiano l'ecosistema e la biodiversità marina; la situazione di pericolosità per i lavoratori del mare oltretutto è dimostrata da una ordinanza del 2005 della Capitaneria di porto di Oristano che invita gli utenti del mare che si trovino a transitare, ancorare e pescare nella zona di mare delimitata, a prestare la massima attenzione in quanto è tuttora accertata o probabile la presenza sul fondo di mine magnetiche, siluri, proiettili od altri ordigni esplosivi, pericolosi per la navigazione; da molti anni la popolazione sarda e la stessa Giunta regionale manifestno l'autodeterminazione nell'utilizzo e nella salvaguardia del proprio territorio e delle sue risorse; secondo i dati forniti nel 2003 dal comando del PISQ (Poligono interforze Salto di Quirra) il costo di "un'ora" di affitto del poligono ammonterebbe a 50.000 euro, si chiede di sapere: se il Governo non ritenga opportuno in relazione all'incidente occorso tra i due F16, valutare con urgenza, assumendo tempestivamente i necessari provvedimenti conseguenti, iniziative indirizzate alla totale salvaguardia della popolazione sarda e del proprio territorio, arrivando se necessario alla sospensione immediata delle esercitazioni in programma; se il Governo non ritenga opportuno rivedere la situazione dei poligoni e delle servitù militari presenti nell'isola, convocando la seconda Conferenza sulle servitù militari nel paese; se l'impegno tra i mezzi utilizzati durante le esercitazioni, di aerei ed elicotteri da guerra, contraeree, supporti per la guerra elettronica nonché l'uso di sistemi d'arma sofisticati e l'impegno delle forze aeree di paesi non appartenenti alla NATO come ad esempio Israele, comporti scelte che si collocano al di fuori degli schemi tradizionali dell'ambito NATO ed al di fuori di un contesto di peace keeping ; se non si ritenga opportuno avviare una rimodulazione dello strumento militare, non solo in termini di forze ed organizzazione, ma anche di compiti in chiave internazionale; se non si ritenga necessario assicurare, oltre ai dovuti indennizzi, la bonifica delle acque e la pulitura dei fondali dalle tonnellate di bombe, esplose e inesplose, che strappano le reti facendo perdere il pescato ai lavoratori del mare e danneggiano l'ecosistema e la biodiversità marina; inoltre, se risulti vero che: come affermato, in un suo studio del 2005, dall'organizzazione americana Natural resource defense Council intitolato "US Nuclear Weapons in Europe", nel poligono di Capo Frasca l'Aeronautica militare italiana verrebbe addestrata ad attacchi con eventuali bombe nucleari, presenti in Italia secondo l'accordo di condivisione nucleare Stone Ax; il costo per l'affitto di un poligono militare ammonterebbe a 50.000 euro all'ora per le sperimentazioni di aziende armiere, come la Fiat, l'Alenia, la Contraves, l'Aerospaziale, l'Eurosam, l'Iveco e la Vitrociset; le stesse sono tenute a specificare il tipo di sperimentazione di sistemi d'arma, comunicando conseguentemente al Co.Mi.Pa. (Comitato Misto Paritetico) la destinazione dello smaltimento dei residui bellici; infine, se gli Stati stranieri che eseguono esercitazioni militari nelle aree dei poligoni siano soggetti al pagamento di una quota di affitto; in caso affermativo, se tale quota sia pagata in base al tipo di esercitazione e chi ne usufruisca. (3-00014)