Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00118 presentata da STIFFONI PIERGIORGIO (LEGA NORD PADANIA) in data 13/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00118 presentata da PIERGIORGIO STIFFONI martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008 STIFFONI - Al Ministro dell'interno - Premesso che: nella giornata di domenica 11 giugno 2006 la Guardia di finanza ha avvistato a circa un miglio dalla costa di Lampedusa un peschereccio recante a bordo 402 clandestini extracomunitari; gli arrivi di imbarcazioni di clandestini negli ultimi due mesi sono notevolmente aumentati forse anche alimentati da voci di esponenti del Governo di centro-sinistra di imminenti "sanatorie"; la struttura predisposta a Lampedusa per l'accoglienza dei clandestini è ampiamente insufficiente, anche a causa dei nuovi arrivi, tanto che parte degli extracomunitari sono stati trasferiti in strutture della Calabria e della Sicilia; il Governo di centro-sinistra non sta applicando una legge approvata dalle Camere (la Bossi-Fini) e quindi si pone esso stesso fuori legge, si chiede di sapere: per quale ragione l'imbarcazione sia stata avvistata solo quando era a un miglio dalla costa di Lampedusa; se per caso in quel momento gli apparecchi di rilevazione fossero spenti, guasti o peggio ancora se qualcuno avesse ricevuto "disposizioni" di rilevare l'imbarcazione solo all'ultimo momento; se tutti i 402 clandestini siano stati identificati e se siano state svolte accurate indagini per accertare se fossero presenti anche persone in qualche modo legate ad organizzazioni estremistiche o territorialistiche; se l'attuale Governo ritenga di continuare a non dover applicare una legge attualmente in vigore (la Bossi-Fini); se la politica sull'immigrazione dell'attuale Governo sia in linea con la Comunità Europea; quali iniziative si intendano intraprendere per frenare l'incremento avvenuto in questi ultimi mesi degli arrivi sulle coste italiane; quali accordi si intendano stipulare con Paesi nord-africani per combattere il fenomeno dell'immigrazione clandestina. (4-00118)
Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 014 all'Interrogazione 4-00118
presentata da STIFFONI Risposta.
Il giorno 11 giugno 2006, il Comando 7ª Squadriglia Navale
della Guardia costiera di Lampedusa ha appreso, su segnalazione pervenuta
alla relativa sala operativa da parte della marineria locale, che un motopesca
di considerevoli dimensioni, con a bordo numerose persone, era in avvicinamento
alla costa dell'isola, località cala Francese. Immediatamente
inviate sul posto, due motovedette di pronto intervento e un pattugliatore
della Guardia costiera hanno constatato la presenza di mezzi navali della
Guardia di finanza che avevano già provveduto ad abbordare il motopesca
e a condurlo verso il porto. L'imbarcazione
con a bordo gli immigrati poi risultati 403 aveva attraversato
il canale di Sicilia nelle ore notturne, arco temporale in cui le unità
navali di pattugliamento si avvalgono di sistemi di rilevamento elettromagnetici.
In relazione alla sua dimensione e tipologia sul radar, essa risultava
facilmente confondibile con i numerosi motopesca d'altura della marineria
mazarese che operano nel mar Mediterraneo meridionale e fanno scalo nel
porto lampedusano per il trasbordo del pescato. Una volta
giunti in banchina, i 403 immigrati irregolari sono stati di seguito trasferiti
presso il centro soccorso e prima accoglienza dell'isola, dove
oltre ai servizi di tipo assistenziale erogati dall'ente gestore della
struttura sono stati tutti identificati con le generalità
da essi fornite; per 309 di essi si è proceduto anche alla loro
fotosegnalazione. Il giorno
successivo, 316 del gruppo dei 403 immigrati irregolari sono stati trasferiti,
con voli militari, presso il Centro di Crotone. Per gli extracomunitari
trasferiti e non fotosegnalati, hanno provveduto a tale adempimento le
forze di polizia operanti presso la struttura di destinazione. Al riguardo,
si osserva che l'arrivo dell'11 giugno 2006 è avvenuto
in un periodo in cui, tradizionalmente e non solo da quest'anno, si
registra un incremento degli sbarchi, agevolati dalle condizioni meteomarine
favorevoli. La frequenza
degli episodi e la limitata capienza ricettiva del Centro (che si attesta
intorno a 186 posti letto, elevati a 220 circa grazie alla recente realizzazione
di una zona autonoma per donne e minori) impone che gli immigrati sbarcati
debbano essere quanto più sollecitamente possibile smistati verso
altre omologhe strutture; ciò in relazione alla natura giuridica
del centro (che, come detto, ha carattere di soccorso e prima accoglienza)
ed alla necessità di mantenerlo libero per far posto a nuovi arrivi.
In tal senso si opera con solleciti trasferimenti via aerea e via mare. Per ampliare
la ricettività della struttura di accoglienza, peraltro, sono stati
avviati, nell'isola, i lavori per la costruzione di un nuovo e più
funzionale centro di accoglienza per immigrati. In ogni caso
l'aministrazione dell'interno sta dedicando la massima attenzione
alle problematiche connesse all'immigrazione, operando per assicurare
un governo efficace e rigoroso dei flussi migratori, nel rispetto della
normativa attualmente vigente e dei diritti fondamentali da garantire a
tutti gli immigrati. In materia
di immigrazione, l'intenzione del Governo è quella di promuovere
la creazione di un sistema più aderente alla realtà e, quindi,
più capace di evitare la commistione fra immigrati legali e irregolari,
costruendo un nuovo quadro di riferimento più moderno e vicino ai
nostri partner europei. Il coordinamento
fra i Paesi europei, nonché fra questi ultimi e quelli nordafricani,
è da ritenere infatti condizione essenziale per fronteggiare più
efficacemente il fenomeno dell'immigrazione clandestina sia dal punto
di vista normativo che da quello più prettamente operativo. In questa
prospettiva, si collocano alcune iniziative già assunte d'intesa
con l'Unione-europea, che si sono tradotte nella decisione della UE
di inviare in Italia una missione tecnica di esperti dell'agenzia
Frontex, nella progettazione di un'operazione congiunta di pattugliamento
aereonavale nel Mediterraneo (JASON 1) e nella volontà di intensificare
il dialogo tra Unione europea e Libia. Da parte sua,
per scoraggiare gli sbarchi di clandestini, il Governo ha già promosso
numerose iniziative concrete, che possono così sintetizzarsi: l'avvio
di un'articolata strategia di contrasto al fenomeno dell'impiego
di manodopera straniera irregolare, importante elemento di attrazione dell'immigrazione
clandestina, attraverso la costituzione di un'apposita Commissione
in sede centrale e l'impulso dato alle Prefetture per il coordinamento
di più capillari iniziative sul territorio; l'istituzione
di un tavolo di lavoro congiunto fra esperti degli uffici legislativi dei
Ministeri dell'interno e della giustizia per porre allo studio eventuali
strumenti e modifiche normative in grado di contrastare più efficacemente
il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e la tratta di esseri
umani; sempre
d'intesa col Ministero della giustizia e con il Procuratore nazionale
antimafia, è stata decisa l'istituzione di un desk interforze
presso la Criminalpol e di un pool di investigatori presso la Procura
della Repubblica di Agrigento, entrambi in funzione di supporto all'attività
giudiziaria per la lotta allo sfruttamento e favoreggiamento dell'immigrazione
clandestina; sul
piano delle relazioni internazionali, sono stati intensificati i contatti
e la cooperazione con le autorità libiche per contenere il fenomeno
delle partenze di stranieri clandestini dai porti di quel Paese, riscontrando
un elevato livello di convergenza che s'intende ulteriormente innalzare
attraverso ulteriori e già programmate intese intergovernative. Il Sottosegretario di Stato per l'interno Lucidi