Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00070 presentata da MALABARBA LUIGI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 13/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00070 presentata da LUIGI MALABARBA martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008 MALABARBA - Ai Ministri delle comunicazioni e dell'economia e delle finanze - Premesso che: Poste Italiane S.p.A. ha continuato ad assumere personale a contratto a tempo determinato, in tutta Italia, dal 1997, utilizzando vari e svariati istituti legali e contrattuali; secondo dati pubblicati dalle organizzazioni sindacali concertative, il numero di lavoratori e lavoratrici utilizzati in questo ultimo decennio è di circa 30.000; è noto che da allora si è aperto un esteso contenzioso, in parte già approdato alla Corte di Cassazione, che ha visto ben 13.000 sentenze favorevoli alle domande di reintegra, previa declaratoria di trasformazione degli illegittimi contratti a termine in contratto a tempo indeterminato; il costo è stato ed è enorme: sia per i lavoratori, individualmente, che per la società, che, come è noto, affida le proprie difese in ogni grado a rinomati studi legali privati; la stessa Corte dei conti ha rilevato e censurato questo incredibile «sperpero» di denaro pubblico, nella sua relazione del 23 dicembre 2005; in data 13 gennaio 2006 Poste Italiane S.p.A. ha diffuso un accordo, intervenuto e sottoscritto con le sei organizzazioni sindacali concertative, per «chiudere» questa onerosissima vicenda. L'accordo, in sintesi, prevede da parte dei lavoratori reintegrati (circa 13.000) la totale rinunzia agli effetti favorevoli delle sentenze, con tra l'altro la restituzione delle somme assegnate dai giudici quale risarcimento per l'illecito comportamento datoriale; per parte sua, Poste Italiane S.p.A. si asterrebbe dal proseguire l'azione giuridica al grado in cui ciascuna vicenda, eventualmente conciliata, si troverebbe all'atto del consenso alla stipula della transazione; l'accordo si rivolge anche agli altri «ricorsisti» che hanno avuto rapporti di lavoro precario e/o che non hanno a tutt'oggi ottenuto sentenze favorevoli; ad essi si propone l'ingresso in una graduatoria, cui attingere secondo esigenze temporanee o definitive, ma con scadenza al mese di luglio del 2009; l'accordo ha prodotto effetti tanto contraddittori quanto «devastanti», con scioperi da parte di organizzazioni sindacali dissenzienti e con reazioni individuali penose per le gravi incidenze negli interessi personali, sociali, familiari o patrimoniali di 13.000 persone; da parte del Coordinamento nazionale precari PT, Associazione ambientalisti, Cobas pt-CUB, Slai Cobas e Cobas Poste è stato consegnato un documento, alternativo all'accordo de quo , a Poste Italiane S.p.A. nell'incontro avuto nella tarda mattinata del 6 marzo 2006, a Roma, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo, per il ruolo e le funzioni loro attribuite nei confronti e nei rapporti con Poste Italiane S.p.A., non ritengano censurabili le scelte aziendali che hanno provocato una così grave distorsione nel bilancio della Società e che hanno avuto una continuità irragionevole, dal 1997 ad oggi, malgrado l'orientamento consolidato delle della giurisprudenza di merito; se non sarebbe opportuno indurre ad una autoriflessione critica la dirigenza che, a giudizio dell'interrogante, è rimasta per tanti anni chiusa e ferma nell'ostinata rincorsa giudiziaria, senza provvedere a mutamenti di strategia e/o soluzioni alternative. (4-00070)
Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 016 all'Interrogazione 4-00070
presentata da MALABARBA Risposta.
Al riguardo si ritiene di dover premettere che a seguito della trasformazione
dell'ente Poste italiane in società per azioni, il Governo
non ha il potere di intervenire sulla gestione aziendale che rientra nella
competenza specifica degli organi statutari della società. Al Ministero
delle comunicazioni quale Autorità di regolamentazione del
settore postale infatti, spetta il compito di vigilare sul corretto
adempimento degli obblighi derivanti dallo svolgimento del servizio universale,
ai sensi di quanto stabilito dal decreto legislativo 261/99, come modificato
dal decreto legislativo 384/03. Ciò
premesso si fa presente che Poste italiane, interessata in merito alla
problematica dei lavoratori a tempo determinato assunti nel corso degli
anni a partire dal 1997 e della gestione delle vertenze conseguentemente
verificatesi, ha comunicato quanto segue. Il contenzioso
in materia di contratti a tempo determinato trae origine dalle assunzioni
a termine che la società ha dovuto effettuare, a partire dal primo
Piano di impresa per fronteggiare, in conformità con gli obiettivi
di risanamento imposti dallo stesso Piano, il processo di ristrutturazione
e di riorganizzazione in presenza di uno squilibrio nella allocazione delle
risorse umane presenti e senza la possibilità di raggiungere intese
a livello sindacale sul tema della ricollocazione e ridistribuzione del
personale sul territorio. Allo scopo
di trovare una soluzione al fenomeno delle vertenze scaturite dalla descritta
situazione il management aziendale ha raggiunto con le organizzazioni
sindacali interessate una serie di accordi per l'adozione di un piano
di sostegno e di crescita dei dipendenti sia sul piano qualitativo (con
iniziative di formazione, comunicazione e sviluppo) sia sul piano quantitativo
(gestione del turnover introduzione del contratto di apprendistato,
sviluppo del ricorso al part-time) . A far data
dal 2003, ha proseguito la società Poste, il ricorso alle assunzioni
con contratto a tempo determinato è stato progressivamente ridotto
variando altresì la causale contenuta in tale tipologia di contratto
ai sensi delle disposizioni di cui al decreto legislativo 368/2001 come
modificato dalla legge 266/05 (legge finanziaria 2006), facendo ricorso
anche all'assunzione di personale interinale (oggi somministrazione,
inserimento lavoro, ecc.). Stando a quanto
comunicato dall'azienda, l'accordo del 13 gennaio 2006, infine,
ha rappresentato una concreta alternativa al percorso giudiziale fino ad
allora seguito. Con tale accordo,
infatti, è stata adottata una modalità di consolidamento
del rapporto di lavoro dei ricorrenti che hanno rinunciato al contenzioso
garantendo all'azienda il recupero degli importi liquidati per i periodi
non lavorati, attraverso piani di restituzione in forma rateizzata. Per gli altri
ricorrenti è stata prevista la possibilità di inserimento
in una graduatoria nazionale dalla quale verrà attinto, sino al
2009, personale stabile e flessibile a copertura di tutte le esigenze. A conferma
della connotazione positiva dell'accordo suddetto la società
ha comunicato che le adesioni degli interessati in merito al consolidamento
del rapporto di lavoro sono state circa 11.000 su circa 13.000 ricorrenti,
mentre 17.000 domande di conciliazione comprendenti anche situazioni diverse
rispetto a quella in esame hanno riguardato la richiesta di inserimento
nella graduatoria citata. Il Ministro delle comunicazioni Gentiloni