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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00054 presentata da MALABARBA LUIGI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 13/06/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00054 presentata da LUIGI MALABARBA martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008 MALABARBA - Al Ministro della salute - Premesso che: le strutture ANFFAS (Associazione nazionale famiglie di disabili intellettivi e relazionali), sorte in Italia nel 1958 e dislocate sul tutto il territorio nazionale, rappresentano importanti sostegni nell'assistenza ai disabili gravi e per le loro famiglie; gestiscono, convenzionate con le ASL e i Comuni, centri di riabilitazione fisica e psichica, comunità alloggio, case famiglia per accogliere persone disabili che non sono in grado di avere un loro sostegno della propria famiglia; svolgono, inoltre, assistenza domiciliare, ecc.; i centri ANFFAS occupano oltre 3.000 lavoratori: educatori professionali, operatori socio-sanitari (OSS), terapisti della riabilitazione, infermieri, psicologi e medici, addetti ai diversi servizi economali e tecnici. La finalità del loro lavoro è di realizzare la riabilitazione psicofisica di persone disabili intellettive e relazionali, di favorirne l'integrazione nella scuola, di avviarle alle attività ricreative e allo sport, così importanti nel sostegno alla socializzazione, di curarne la formazione professionale, promuovendo opportunità di occupazione, e di garantirne un futuro certo oltre il sostegno familiare; il contratto collettivo nazionale del lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici ANFFAS Onlus è ormai scaduto da ben 30 mesi, e non è stato ancora definito l'accordo per il rinnovo del secondo biennio economico (2004-2005); la situazione economica dei lavoratori, con il blocco dei salari alla data del 31 dicembre 2003, vede la paga media mensile per operatore aggirarsi intorno ai 950 euro netti, per di più senza alcun contributo e sostegno economico all'aggiornamento professionale e alla formazione, compresa quella obbligatoria come nel caso degli ECM (Educazione continua in medicina); le organizzazioni sindacali FP CGIL, FPS CISL, FPL UIL hanno proclamato sin dal 23 marzo 2006 lo stato di agitazione del personale, con l'indizione di assemblee generali, mobilitazioni, incontri con la stampa, con le diverse istituzioni e la cittadinanza in diverse città, illustrando le ragioni della protesta al fine di sbloccare la vertenza contrattuale; tali iniziative non hanno ancora prodotto, ad oggi, alcuna apertura da parte di ANFFAS nazionale, costringendo le organizzazioni sindacali a mettere in atto dal 24 maggio tutte le procedure previste dalla legge per la definitiva proclamazione dello sciopero generale; in particolare, in occasione dei presidi attuati dai lavoratori e dalle lavoratrici ANFFAS di Genova e del Tigullio nei giorni 16, 17 e 18 maggio 2006, rispettivamente di fronte agli enti di Regione Liguria, Prefettura e Provincia di Genova, Comune di Genova e Comune di Rapallo, le delegazioni sindacali dei/delle dipendenti ANFFAS hanno incontrato: in rappresentanza dell'amministrazione provinciale di Genova, l'assessore Eugenio Massolo insieme al consigliere provinciale Aurelio Macciò; del Gabinetto prefettizio, il Capo di gabinetto; dell'amministrazione comunale di Genova, l'assessore alla città solidale Paolo Veardo; dell'amministrazione comunale di Rapallo, l'assessore ai servizi sociali Roberto Zunino. Tutti hanno riconosciuto il fondamento delle richieste dei lavoratori e delle lavoratrici, assumendosi l'impegno di inoltrare istanza all'ANFFAS nazionale per sollecitare la ripresa negoziale; i rappresentanti delle istituzioni, inoltre, hanno preso atto che le modalità attraverso cui è stata attuata la protesta nei giorni 16, 17 e 18 maggio non hanno leso la continuità del servizio in favore dei soggetti disabili e delle loro famiglie; considerati inoltre: la dinamica a giudizio dell'interrogante negativa che ha portato l'Italia, nell'ambito delle scelte di politica sociale e sanitaria, ad una mancanza di certezze e di risorse economiche per i diversi servizi connessi al sostegno delle persone disabili; le carenze che spesso si riscontrano nella capacità di controllo sulla qualità del servizio e sulle risorse erogate dalle ASL ad aziende private che gestiscono servizi fondamentali nel campo socio-sanitario; l'abbandono, da parte del servizio pubblico, di compiti e funzioni, nell'ambito del sistema del welfare , sempre più delegati ad aziende e/o associazioni private, con lo scopo principale della diminuzione dei costi, che determinano spesso una caduta nella quantità e qualità dei servizi offerti; la sempre più marcata tendenza in atto, nel cosiddetto sistema del "privato sociale", all'estensione della precarietà nei rapporti di lavoro, che determina, a sua volta, in un meccanismo a spirale, ulteriore precarietà della qualità dei servizi offerti, si chiede di sapere: quali tempestive iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere affinché vengano accolte le ragioni espresse dai lavoratori e dalle lavoratrici ANFFAS e dalle organizzazioni sindacali, per un rapido sblocco della vertenza ed un suo soddisfacente esito; quali iniziative intenda adottare per assicurare agli utenti ANFFAS e ai loro familiari un'assistenza socio-sanitaria e riabilitativa dignitosa; più in generale, quali iniziative intenda adottare per garantire un'efficiente rete di servizi, a sostegno delle persone disabili intellettive e relazionali e delle loro famiglie, con percorsi certi di afflusso delle necessarie risorse finanziarie. (4-00054)

 
Cronologia
lunedì 5 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Nassirya, in Iraq, un soldato italiano, impegnato nella missione militare “Antica Babilonia”, perde la vita in un attentato e altri quattro restano feriti.

martedì 13 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge le tre mozioni presentate dall'opposizione contro la decisione del Ministro dell'Università e della ricerca Mussi di ritirare l'adesione italiana alla dichiarazione etica europea contro la ricerca sulle cellule staminali.

domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.