Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00088 presentata da MALABARBA LUIGI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 13/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00088 presentata da LUIGI MALABARBA martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008 MALABARBA - Al Ministro dell'interno - Premesso che: il 27 dicembre 2005 è stato sgomberato a Milano uno stabile in via Lecco, occupato da un certo numero di immigrati che sono tutti rifugiati politici, in possesso di regolare permesso di soggiorno, provenienti da Stati come il Sudan, l'Eritrea, l'Etiopia, ove sono in corso tensioni e conflitti interni; il Prefetto ha motivato lo sgombero affermando, fra l'altro, che «la proprietà rivuole lo stabile», abbandonato e fatiscente da anni, omettendo perciò qualsiasi motivazione di ordine sociale, e dunque, a giudizio dell'interrogante, in piena violazione dell'articolo 42 della Costituzione, che salvaguarda la proprietà privata ma, assieme, tende ad assicurarne la funzione sociale; la Provincia di Milano si è attivata per mettere a disposizione dei cittadini extracomunitari una scuola, in comodato alla Provincia ma di proprietà del Comune di Milano; il Comune di Milano ha negato l'autorizzazione a tale accoglienza e di conseguenza la Provincia di Milano ha consegnato tale possibilità di uso della scuola nelle mani del Prefetto affinché questi eventualmente ne disponesse, cosa non avvenuta fino alla mattina del 29 dicembre; nella serata del 28 dicembre don Colmegna ha richiesto al Presidente della Provincia, per la notte fra il 28 e il 29 dicembre, la sala del Consiglio provinciale, immediatamente concessa per l'accoglienza notturna dei 170 rifugiati, fra cui donne e bambini, che hanno potuto così dormire riparandosi dal freddo intenso anche grazie all'immediato allestimento della sala della Provincia da parte della Protezione civile, attivata dall'Assessore alla Provincia competente; nella serata del 10 gennaio 2006 i rifugiati sudanesi, alloggiati in viale Ortles, hanno lasciato il dormitorio comunale e si sono diretti a Como, dove hanno varcato il confine di Stato. Attualmente 62 di loro si trovano a Chiasso, nei centri competenti delle autorità elvetiche. Secondo quanto dichiarato dai profughi, l'intenzione è quella di raggiungere la sede ONU di Ginevra, per denunciare il trattamento che hanno subito da parte del Comune di Milano; il gesto disperato dei profughi del Sudan aggiunge un nuovo inquietante tassello ad una vicenda che rappresenta l'ultimo, a giudizio dell'interrogante, discutibile atto politico dell'assessore Maiolo. Proprio la sera del 10 gennaio, insieme all'assessore comunale Manca, ha diffuso una dichiarazione con la quale i difficili passi avanti realizzati negli ultimi giorni venivano praticamente vanificati. Non solo i due sono tornati ai toni polemici dei giorni scorsi, ma hanno apertamente accusato il Presidente della Provincia, Penati, di parlare con tre rifugiati non rappresentativi, mentre il Comune avrebbe trovato un accordo con le tre comunità eritrea, etiope e sudanese; ciò si è dimostrato non vero, visto che proprio i profughi sudanesi se ne sono andati ieri sera. La responsabilità di quanto accaduto è, ad opinione dell'interrogante, esclusivamente dell'assessore Maiolo, poiché ha rifiutato sistematicamente ogni dialogo con i rifugiati, tentando invece di creare divisioni e conflitti, ricorrendo persino all'arma della minaccia e del ricatto, si chiede di sapere: quali provvedimenti il Governo intenda assumere immediatamente per consentire un ricovero dignitoso e consono a proteggere dai rigori invernali i rifugiati politici in oggetto; se il Ministro in indirizzo intenda o meno chiedere conto al Comune di Milano di come sono stati utilizzati gli stanziamenti destinati all'accoglienza di rifugiati politici; se intenda o meno invitare il Prefetto ad assumere subito i provvedimenti necessari alla soluzione della drammatica emergenza; come intenda affrontare e risolvere, per quanto di competenza, la situazione dei 62 profughi che si trovano a Chiasso, nei centri competenti delle autorità elvetiche, la cui intenzione è quella di portare in sede ONU la denuncia per il trattamento che hanno subito da parte del Comune di Milano. (4-00088)