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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00018 presentata da PIRO FRANCESCO (L' ULIVO) in data 15/06/2006

Atto Camera Interpellanza 2-00018 presentata da FRANCESCO PIRO giovedì 15 giugno 2006 nella seduta n.012 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro della salute, per sapere - premesso che: alcuni giorni fa il Ministero del tesoro ha reso noto che sei regioni: Lazio, Campania, Sicilia, Liguria, Abruzzo e Molise non hanno raggiunto il pareggio nel bilancio della sanità per l'anno 2005 e che per esse sarebbe scattata la procedura prevista dalla legge finanziaria di incremento automatico dell'Irap e della addizionale Irpef ai fini della copertura del deficit; al contempo il Ministero ha comunicato che era stata concessa una proroga di un mese del termine, per consentire alle regioni di poter presentare piani di rientro dal deficit ed evitare quindi l'aumento delle imposte; da parte della Amministrazione regionale siciliana è stata contestata la valutazione del Ministero ed è stato affermato che la regione non intende procedere né alla presentazione di un piano di rientro né tantomeno all'incremento delle imposte, dal momento che, si sostiene, il deficit dell'anno 2005 pari a 645 milioni di euro è stato coperto facendo ricorso ad una parte dei fondi erogati dallo Stato a chiusura del contenzioso tra Stato e regione siciliana relativo alle ritenute fiscali sulle assicurazioni Rca che sono state riconosciute essere di pertinenza della regione; lo Stato ha assunto, per l'erogazione dei fondi spettanti alla regione siciliana, limiti di impegno poliennali per oltre 1,2 miliardi, che saranno pagati direttamente alla Cassa depositi e prestiti la quale ha provveduto, con una operazione di attualizzazione di crediti, ad erogare nell'anno 2005, 953 milioni alla regione siciliana. La regione, con legge di variazioni di bilancio ha utilizzato la predetta somma in parte per la copertura del deficit della sanità per il 2005 ed in parte per fare fronte ad altre spese correnti; ancora nel 2004 la regione siciliana ha fatto registrare un deficit nella sanità di 719 milioni che ha provveduto a coprire mediante utilizzo in bilancio di una manovra su «fondi negativi», prevedendo cioè la possibilità di utilizzo reale dei fondi soltanto nel caso in cui si realizzi pari entrata conseguente alla dismissione di immobili di proprietà delle Asl, manovra che ad oggi non si è concretizzata neanche nei suoi presupposti; anche per l'anno 2006, non avendo la regione siciliana fin qui avviato alcuna misura di contenimento della spesa, né predisposto alcun piano di rientro dal deficit della sanità, è facile prevedere che non si realizzerà il pareggio e la regione dovrà fare fronte al deficit, tuttavia non ancora quantificato né coperto in bilancio; la sanità in Sicilia presenta ormai da anni deficit cospicui e costanti, legati soprattutto alle scelte effettuate dal governo regionale che hanno fortemente penalizzato il sistema pubblico e con esso logiche di efficienza e di efficacia, sia attraverso il convenzionamento di oltre 1.800 centri privati, sia attraverso il sistema dei DRG che premia oltre misura i centri di cura privati e le strutture dove si stanno effettuando sperimentazioni gestionali, sia attraverso l'inefficacia dei sistemi di determinazione e di controllo della spesa farmaceutica -: quali motivi hanno indotto il Governo a non riconoscere validità alla manovra di copertura del deficit sanitario effettuata per l'anno 2005 dalla regione siciliana; per quali motivi si è ritenuto di non dovere contestare la manovra di copertura del deficit dell'anno 2004; quali iniziative il Governo intende portare avanti nei confronti delle regioni ad oggi inadempienti e tra queste della regione siciliana. (2-00018) «Piro, Crisafulli, Piscitello».

 
Cronologia
martedì 13 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato respinge le tre mozioni presentate dall'opposizione contro la decisione del Ministro dell'Università e della ricerca Mussi di ritirare l'adesione italiana alla dichiarazione etica europea contro la ricerca sulle cellule staminali.

domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.