Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00285 presentata da HOLZMANN GIORGIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20/06/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00285 presentata da GIORGIO HOLZMANN martedì 20 giugno 2006 nella seduta n.013 HOLZMANN. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: la stampa ha dato ampio risalto all'incontro del Presidente Prodi con il Cancelliere della Repubblica d'Austria, Wolfgang Schussel, nel corso del quale è stato affrontato, tra l'altro, il tema della tutela delle minoranze linguistiche; già negli ultimi mesi, gli organi di stampa hanno riferito di una petizione con cui i sindaci di 113 comuni altoatesini, sull'onda di un'analoga iniziativa degli Schützen, chiedevano all'Austria di inserire nella sua nuova Costituzione un riferimento alla funzione dell'Austria quale potenza tutrice dell'Alto Adige; l'autonomia dell'Alto Adige è regolata da una legge Costituzionale -: quale sia la posizione del Governo in merito alla richiesta all'Austria di un non meglio definito ruolo di tutela nei confronti dell'Alto Adige, nonostante detto territorio appartenga allo Stato italiano; quali siano le valutazioni del Governo sullo stato dell'autonomia dell'Alto Adige in relazione alla costante crescita dei gruppi linguistici tedesco e ladino a cui fa riscontro il progressivo ridimensionamento della comunità di lingua italiana che in trent'anni di autonomia è calata del 30 per cento; se risulti al Governo che siano state avanzate domande di grazia da parte dei terroristi altoatesini che si sono macchiati di efferati delitti per i quali non hanno mai scontato la pena né mostrato il minimo pentimento. (4-00285)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata mercoledì 11 aprile 2007 nell'allegato B della seduta n. 142 All'Interrogazione 4-00285
presentata da HOLZMANN Risposta. - La tutela delle minoranze linguistiche in Alto Adige, ripropone una questione evocata di frequente negli scorsi mesi, in relazione al dibattito interno in Austria su una possibile revisione della Costituzione (nel cui ambito alcune forze politiche vicine a Khol avrebbero voluto inserire un richiamo ad una funzione «tutrice» di Vienna sull'Alto Adige). In proposito, il ministero degli affari esteri italiano ha tenuto a ribadire le considerazioni già più volte espresse riguardo ai rapporti tra ordinamento comunitario e regime di autonomia altoatesino. L'idea stessa del processo di integrazione europea (basata su una volontaria condivisione di sovranità fra Stati autonomi ed eguali) non è compatibile con un'ipotetica tutela da parte di uno Stato membro su di un altro. Lo conferma inequivocabilmente lo stesso «Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa (firmato e già ratificato da entrambi i Paesi, pur non essendo ancora entrato in vigore) che all'articolo I-5 menziona il rispetto dell'identità nazionale insita nella loro struttura fondamentale, politica e costituzionale, compreso il sistema delle autonomie locali e regionali». È lo stesso ordinamento comunitario, d'altra parte, a farsi carico delle problematiche connesse con i diritti delle minoranze all'interno dell'Unione. Il rispetto dei loro diritti è infatti condizione necessaria per appartenere all'Unione, in quanto elemento caratterizzante dei principi di libertà, democrazia, protezione dei diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali sui quali la stessa Unione si fonda (articolo 6 del Trattato vigente) e la cui violazione può dare luogo alle sanzioni di cui all'articolo 7. Il Trattato costituzionale conferisce a tale sistema di garanzie una dignità rafforzata attraverso l'inserimento all'articolo I-2 di un riferimento ai «diritti delle persone appartenenti ad una minoranza», ma soprattutto grazie all'attribuzione alla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione di forza giuridica vincolante. In tale ambito, gli articoli I-81 e II-82 contengono estesi divieti alla discriminazione, tra i quali quello fondato «sulla appartenenza ad una minoranza nazionale», nonché il rispetto della diversità linguistica. Considerato che, qualora violazioni di questo tipo si verificassero, sarebbe il sistema dell'Unione nel suo complesso a reagire, appare quindi chiaramente privo di senso il concetto di affidare ad un altro Stato funzioni di controllo sul rispetto dei diritti delle minoranze esistenti in uno Stato membro. Si segnala, altresì, che in passato talune concrete disposizioni di attuazione dell'autonomia legislativa ed amministrativa del Trentino-Alto Adige hanno richiamato l'attenzione della Commissione sotto il profilo della loro compatibilità con il diritto comunitario (segnatamente il censimento linguistico nella Provincia di Bolzano e le modalità di affidamento preferenziale delle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico). Nei casi in questione, peraltro, non si trattava di un problema di discriminazione a danni di minoranze, quanto piuttosto dell'attribuzione di regimi preferenziali a vantaggio della minoranza alloglotta, maggioritaria nel territorio altoatesino, ed ai danni degli «italiani». Il Governo italiano ha fatto a più riprese presente al Governo di Vienna, in occasione di incontri bilaterali e tramite i canali diplomatici, come la insistenza con cui alcune personalità politiche austriache, tra cui in particolare il Presidente del Parlamento Khol, continuano ad affermare l'esistenza di un'asserita «funzione di tutela» ( schutzfunktion ) verso le minoranze alloglotte dell'Alto Adige, risulti sorprendente ed in palese contrasto sia con lo stato di eccellenza delle relazioni esistenti tra i due Paesi, sia con l'evoluzione del processo di integrazione europea, che ha profondamente mutato il contesto internazionale e l'ambito giuridico nel quale il regime di autonomia altoatesino si trova ad operare. La posizione italiana è stata da ultimo ribadita in occasione dell'incontro che il Segretario generale del ministero degli affari esteri, ambasciatore Paolo Pucci di Benisichi, ha avuto il 7 giugno 2006 a Roma con il suo omologo austriaco, ambasciatore Johannes Kyrle, nell'ambito di quelle «consultazioni rafforzate» cui Italia ed Austria hanno dato vita fin dal 2000 e che molto hanno contribuito alla crescita ed al consolidamento delle relazioni bilaterali. In tale circostanza sono stati altresì richiamati alla parte austriaca i termini della Dichiarazione comune sottoscritta dai Capi di Stato italiano ed austriaco, i Presidenti Ciampi e Klestil, il 24 settembre 2002, nel decimo anniversario della così detta «Quietanza liberatoria», ove si afferma che «la questione dell'Alto Adige/Sudtirol (...), da complesso problema, si è trasformata in una storica opportunità di arricchimento per Austria ed Italia», ed ove lo Statuto Speciale di Autonomia dell'Alto Adige viene definito come «modello di tutela delle minoranze e di serena coabitazione tra gruppi linguistici diversi» che i due Paesi additano ad «esempio alla comunità internazionale». Quali che siano le esternazioni e le iniziative di questa o quella personalità politica, per quanto autorevole, detta Dichiarazione costituisce anche per il Governo di Vienna un punto di riferimento fondamentale per il dialogo e la collaborazione tra Italia ed Austria. Per quanto attiene infine il tema delle grazie ai terroristi altoatesini, il ministero della giustizia, interpellato al riguardo, ha comunicato che agli atti della Direzione generale della Giustizia penale del Dicastero non risulta mai presentata domanda di grazia da parte degli ex terroristi altoatesini condannati per i noti fatti risalenti agli anni '60. Le istruttorie per le grazie, a suo tempo concesse furono disposte d'ufficio, ai sensi dell'articolo 681, comma 4 del codice di procedura penale, il quale stabilisce che «La grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta». Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali: Vannino Chiti.