Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00338 presentata da ADENTI FRANCESCO (POPOLARI-UDEUR) in data 27/06/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00338 presentata da FRANCESCO ADENTI martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.014 ADENTI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: ormai già da diverse settimane un fenomeno di grave siccità sta interessando le regioni del Piemonte, della Lombardia, dell'Emilia Romagna, del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia; tale situazione ha significative ripercussioni sulle disponibilità delle risorse idriche delle campagne di queste regioni con evidente pericolo per un terzo dei raccolti di riso, cereali e mais, anche secondo quanto denunciato dalla Confederazione Italiana dell'Agricoltura; tale situazione non potrà che indurre gli agricoltori ad avvalersi di strutture irrigue, con conseguente aggravio dei costi di gestione che non potranno che riflettersi sui prezzi al consumatore per tali prodotti; in questo momento i maggiori disagi vengono avvertiti nelle risaie delle province di Pavia, Novara e Vercelli; più in generale, si assiste al presentarsi ricorrente di tali problemi connessi con le risorse idriche destinate all'agricoltura e che quindi, tali problemi, possono configurarsi come strutturali e non episodici -: quali provvedimenti intenda assumere al fine di fronteggiare la grave situazione descritta dalla presente interrogazione.(4-00338)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 settembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 037 All'Interrogazione 4-00338
presentata da ADENTI Risposta. - Con riferimento alla grave situazione prospettata nell'interrogazione, occorre, innanzi tutto, sottolineare l'attenzione posta dal Governo alla situazione di crisi che ha colpito l'asta principale del fiume Po e dei suoi principali affluenti, nonché nei bacini idrografici limitrofi, con una riduzione progressiva delle relative portate. Al riguardo, il Consiglio dei ministri del 28 luglio scorso ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per siccità nell'intero bacino idrografico del Po, fino al 31 ottobre 2006. È stata, altresì, prevista l'istituzione di una apposita cabina di regia presso il Dipartimento della protezione civile con il compito di definire, congiuntamente con i rappresentanti di tutte le regioni e province autonome interessate, delle Autorità di bacino, delle Amministrazioni centrali competenti e delle Associazioni di categoria interessate, le misure da adottarsi per superare l'attuale fase di criticità. Naturalmente, oltre alla siccità che riduce le disponibilità idriche alla fonte, va tenuto conto anche dello stato in cui versa la rete di adduzione e di distribuzione idrica, dall'origine ai comprensori sottesi ai bacini, che di fatto, aumentano i problemi collegati all'uso efficiente della risorsa disponibile. È proprio in questa direzione che va ricercata la soluzione del problema, attraverso la prosecuzione degli interventi infrastrutturali di grande importanza, avviati con il Programma per l'approvvigionamento idrico in agricoltura (legge 388/2000 e legge 178/2002), il completamento delle reti di adduzione dei grandi bacini di ritenuta, la riconversione di vecchi schemi idrici incompatibili con il moderno concetto di tutela, la salvaguardia e l'ottimizzazione della risorsa idrica, nonché l'ammodernamento delle reti di monitoraggio e controllo delle dighe. Solo mediante una preventiva azione di accumulo e conservazione della risorsa idrica, ottenibile con la realizzazione di invasi, canalizzazioni ed altre adeguate infrastrutture irrigue, è possibile intervenire nelle fasi più difficili delle emergenze idriche nazionali. In tale contesto risulta ineludibile la necessità di prevedere un continuo apporto di risorse finanziarie da destinare alle azioni di studio e progresso tecnologico nel settore dell'irrigazione. Peraltro, la Direttiva comunitaria 2000/60/CE, che costituisce la base strategica in materia di gestione e protezione delle risorse idriche, prevede che tutti i Paesi europei dovranno adeguarsi, al fine di istituire un quadro condiviso a livello comunitario per l'attuazione di una politica sostenibile a lungo termine di uso e di protezione per tutte le acque interne, per le acque di transizione e per le acque marino-costiere. In questo contesto si è inserito l'articolo 4 della Finanziaria 2004 che si è proposto di «garantire il necessario coordinamento nella realizzazione di tutte le opere del settore idrico» al fine di integrare in modo sinergico i molteplici usi - spesso conflittuali - cui è soggetta la risorsa idrica, affidando al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio la redazione del Programma nazionale degli interventi nel settore idrico, di concerto con gli altri Ministeri competenti: il Ministero dell'economia e delle finanze, Ministero delle politiche agricole e forestali e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Nell'ambito del Programma nazionale degli interventi nel settore idrico si inserisce il Piano irriguo nazionale, di competenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nel rispetto delle cui priorità, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni del 20 maggio 2004, sono stati censiti progetti per un investimento complessivo di 7,3 miliardi di euro, solo per il settore irriguo, di cui circa 1,7 miliardi di euro per progetti pressoché cantierabili. Per completezza, si ricorda che il Piano irriguo ha trovato attuazione attraversi seguenti delibere CIPE: n. 41/2002 (criteri di priorità per l'attuazione degli interventi), n. 74/2005 (programma nazionale degli interventi nel settore idrico, di cui fa parte il Piano irriguo nazionale), 29 marzo 2006, in corso di pubblicazione, completamento finanziario dei progetti esecutivi previsti dal (Piano irriguo nazionale). Le risorse finanziarie rese disponibili riguardano un complesso di 1,6 miliardi di euro derivanti dalle leggi: n. 350/2003 per un importo di 1.100 milioni di euro, di cui 770 milioni di euro aree del centro-nord e 330 milioni di euro aree del sud, utilizzabili per 550 milioni di euro nell'anno 2005 e 550 milioni di euro nell'anno 2008; n. 266/2005 per un importo di 500 milioni di euro, interamente destinato alle aree centro-settentrionali, utilizzabile dall'anno 2007 per il completamento degli interventi di cui alla legge 350/03. Infine, quanto agli interventi del Fondo di solidarietà nazionale, si fa presente che, ai sensi del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modifiche ed integrazioni, laddove a seguito di verifica da parte degli organi regionali competenti risulti a carico delle aziende agricole una incidenza del danno non inferiore al 30 per cento (20 per cento nel caso si trattasse di zone svantaggiate), potranno essere attivati gli interventi del Fondo stesso beneficiando cosi, delle seguenti provvidenze: contributi in conto capitale fino all'80 per cento del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile; prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell'anno in cui si è verificato l'evento e per l'anno successivo; proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l'evento; agevolazioni previdenziali in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l'evento, consistenti nell'esonero parziale del pagamento dei contributi propri e per i lavoratori dipendenti; contributi in conto capitale fino al 100 per cento dei costi effettivi a titolo di indennizzo in caso di danni causati alle strutture aziendali ed alle scorte. Non dimenticando che, compatibilmente con le esigenze primarie delle imprese agricole, possono essere adottate misure volte al ripristino delle infrastrutture connesse all'attività agricola con onere della spesa a totale carico del Fondo di solidarietà nazionale e tra queste quelle irrigue e di bonifica. Non appena perverranno le proposte regionali, nei termini e secondo le modalità prescritte, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali provvederà tempestivamente all'istruttoria di competenza per l'emissione del decreto di declaratoria. Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Paolo De Castro.



 
Cronologia
domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.

mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.