Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00354 presentata da ZANELLA LUANA (VERDI) in data 27/06/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00354 presentata da LUANA ZANELLA martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.014 ZANELLA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: secondo la ricerca effettuata dall'Eures (con l'Ansa) raccogliendo le notizie apparse sui quotidiani, ogni anno in Italia si verificano tra i 180 e 220 omicidi casalinghi, le vittime sono soprattutto (68 per cento) le mogli: bastonate, accoltellate, perfino decapitate, eccetera; gli omicidi soprattutto uomini; in Italia dopo la criminalità organizzata, è a causa di problemi famigliari che si compiono più delitti, tuttavia questo disagio dagli esiti omicidi è pubblicizzato solo nei casi limite particolarmente eclatanti e spettacolari; a quanto risulta all'interrogante, né il Ministero dell'interno né quello di grazia e giustizia, raccolgono sistematicamente i dati sulle violenze in casa da fornire all'Istat; ad avviso dell'interrogante questa disattenzione istituzionale non aiuta la messa a punto di politiche di prevenzione efficaci -: se non si ritenga di dover avviare una raccolta sistematica e dettagliata dei dati relativi ai delitti avvenuti nell'ambito familiare da fornire all'Istat. (4-00354)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 dicembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 088 All'Interrogazione 4-00354
presentata da ZANELLA Risposta. - Occorre premettere, innanzitutto, che il Ministero dell'interno rivolge costante attenzione al delicato e complesso problema della violenza nei confronti delle donne. Infatti, già dal 1988, in considerazione dell'ampiezza del fenomeno, sono state impartite direttive agli uffici periferici in tema di prevenzione e contrasto della violenza sessuale, degli abusi e maltrattamenti contro le donne, raccomandando l'impiego di personale qualificato, dotato di particolare sensibilità e con comprovata maturità sotto il profilo umano. L'amministrazione dell'interno è altresì interessata dall'iniziativa promossa e gestita dalla Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento per le pari opportunità che ha previsto l'attivazione di un servizio di call center attraverso un codice di pubblica utilità a sostegno delle donne vittime di violenza familiare ed extrafamiliare al fine di fornire alle stesse un primo supporto specialistico di accoglienza ed assistenza nonché di indirizzo verso le strutture pubbliche e private presenti sul territorio (centri antiviolenza, forze dell'ordine, servizi socio-sanitari). Tra le più recenti iniziative cui partecipa questo ministero volte al contrasto di ogni forma di violenza e maltrattamento contro le donne, si evidenzia, inoltre, tra gli altri, il Progetto «SARA - Spousal Assault Risk Assessment», nell'ambito del Programma europeo «Daphne», finalizzato alla messa a punto di una metodologia per la precoce identificazione dei fattori di rischio di recidiva nei casi di maltrattamento familiare. In tale ambito sono stati organizzati numerosi corsi di formazione rivolti ad operatori della Polizia di Stato in servizio presso tutte le Questure italiane. Per quanto riguarda, in particolare, la specifica richiesta, avanzata dall'interrogante, di istituire una banca dati che raccolga tutti gli episodi delittuosi avvenuti in ambito domestico, si assicura che presso la direzione centrale della polizia criminale del dipartimento della pubblica sicurezza è operante un archivio, aggiornato quotidianamente, in cui sono contenute, tra l'altro, tutte le segnalazioni di polizia riguardanti gli omicidi volontari commessi in Italia dal 1992 ad oggi. Gli episodi criminosi sono classificati in base alla regione e alla provincia in cui sono avvenuti, al contesto criminale (comune o organizzato), alle circostanze in cui sono maturati (familiare, rapina), alle caratteristiche dell'autore e della vittima (sesso, età, nazionalità), nonché alle armi utilizzate. Le elaborazioni di carattere numerico risultanti dalla raccolta vengono forniti periodicamente o in seguito a richieste estemporanee a enti o istituti di ricerca di livello nazionale e regionale, tra i quali l'Istat, per usi scientifici e statistici, nonché, all'occorrenza, agli organi di informazione che ne facciano richiesta per documentare le proprie pubblicazioni sull'argomento. Dal 2004 le predette procedure di elaborazione sono state ulteriormente potenziate per effetto del nuovo sistema di raccolta dati delle forze di polizia denominato Sdi (Sistema di Indagine). Nell'anno 2005, su un totale di 601 omicidi commessi, in 134 casi le vittime erano donne. L'analisi di questo ultimo dato ha consentito di accertare che 105 di esse sono state uccise da uomini. Un'ulteriore analisi finalizzata a classificare l'ambito in cui si colloca la mortalità femminile derivante da omicidio doloso, ha evidenziato che, sempre nel corso del 2005, sono state 85 le donne uccise all'interno del nucleo familiare. In particolare, 23 per mano di parenti e 62 da loro partner attuali o passati. Di queste ultime 48 risultano uccise dai mariti o conviventi. Le armi più utilizzate per compiere il delitto sono le cosiddette armi improprie (47 per cento); il 30 per cento delle donne sono state uccise con armi da fuoco e 23 per cento attraverso costrizione fisica (strangolamento, soffocamento). Nel primo semestre del corrente anno su 282 omicidi registrati in 82 casi le vittime erano donne. Dalla scomposizione di questo ultimo dato si evince che 69 di esse sono state uccise per mano di uomini. Inoltre 60 sono le donne uccise all'interno delle mura domestiche di cui 12 per mano di parenti e 48 da loro partner attuali o passati. Di queste ultime 36 risultano uccise dai mariti o conviventi. Dall'analisi dei dati di questo semestre è emerso che le armi più utilizzate per compiere il delitto sono quelle da taglio, le cosiddette armi improprie (47 per cento; il 25 per cento delle donne sono state uccise con armi da fuoco e il 30 per cento attraverso costrizione fisica). Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.