Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00157 presentata da TOTARO ACHILLE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 27/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00157 presentata da ACHILLE TOTARO martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.009 TOTARO - Al Ministro della salute - Premesso: che sabato 3 giugno 2006 nel Policlinico di Careggi (Firenze), reparto di cardiologia I - terapia intensiva, era presente ed in servizio un solo infermiere per sei pazienti, uno dei quali addirittura intubato; che è ormai abituale la terribile condizione di carenza cronica di organico che sta vivendo il policlinico fiorentino, dovuta anche all'assenza di personale che deve usufruire delle ferie e che non viene sostituito per il periodo specifico; che gli accordi contrattuali prevederebbero la presenza di due infermieri e di due operatori socio-sanitari per ogni turno; che tale mancanza di assistenza porta disagio al lavoro svolto, con grande dedizione e professionalità, dal personale medico e paramedico; che tale situazione mette a repentaglio la salute dei cittadini, costituzionalmente garantita dall'articolo 32; che questo tipo di trattamento nei confronti dei pazienti ricoverati non sembra conciliabile con il modello della sanità toscana cui secondo alcuni dovrebbero far riferimento tutte le regioni d'Italia, l'interrogante chiede di conoscere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda prendere nei confronti della Regione Toscana e se valuti opportuno un intervento a tutela e a salvaguardia della salute dei cittadini. (4-00157)
Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 023 all'Interrogazione 4-00157
presentata da TOTARO Risposta. -- Per quanto riguarda il Reparto di Cardiologia I -
terapia intensiva del Policlinico di Careggi, la Regione ha precisato che
tale struttura è articolata in 14 posti letto di terapia sub-intensiva
e 8 posti letto di terapia intensiva, ubicati in un unico ambiente diviso
da una porta. Il 3 giugno
2006 hanno prestato servizio presso il Reparto, nel turno del mattino,
3 infermieri e 2 operatori socio-sanitari e, nel turno notturno, 4 infermieri
e un operatore socio-sanitario. La segnalazione
della situazione di criticità nella fascia oraria pomeridiana è
stata subito comunicata al Direttore del Dipartimento e, intorno alle ore
17,30, la responsabile infermieristica ha provveduto ad inviare nella struttura
1 infermiere e 1 operatore socio-sanitario. Per ovviare
al problema della carenza di personale, il Reparto era stato già
collocato al livello più alto nelle priorità per l'attribuzione
di nuove risorse professionali, entrate in servizio nell'Azienda a
seguito di provvedimenti di assunzione di diversa natura (a tempo determinato
e indeterminato, per mobilità). Dal 12 giugno
2006, infatti, alla struttura sono state assegnate 3 unità infermieristiche
e, dal 1º luglio, una ulteriore unità infermieristica; dal
1º settembre si è aggiunta una quarta unità e dal
15 settembre è stata prevista anche la figura del «caposala». La situazione
relativa all'occupazione dei posti letto nella giornata del 3 giugno
2006 presso l'Unità di terapia intensiva coronarica (UTIC)
del Dipartimento del Cuore e dei Vasi, fornita dal Controllo di Gestione,
indica l'incompleta occupazione dei posti disponibili nell'arco
dell'intera giornata e la possibilità, qualora i sanitari avessero
ravvisato particolari criticità, di fruire di altri letti di analoga
possibilità terapeutica nell'ambito del Dipartimento (su una
tabella a disposizione dell'interrogante). In merito
alla situazione del pronto soccorso del Policlinico di Careggi nella notte
del 13 giugno 2006, l'Assessorato regionale al diritto alla Salute
ha riferito che, effettivamente, nella nottata, 17 pazienti sono rimasti
nei locali del pronto soccorso; tuttavia, solo alcuni di essi erano in
attesa di un posto nei reparti, avendo concluso l'iter diagnostico
di primo livello, proprio nel pronto soccorso, mentre coloro che erano
arrivati dopo le ore 24,00, cioè nel primo mattino del giorno 14,
dovevano ancora concludere l'inquadramento. Secondo la
Regione, pertanto, il disservizio si riferisce ai primi, in totale sette
persone, ma non ai secondi, ancora in attesa di accertamenti. L'Assessorato
suddetto ha segnalato, inoltre, che in tutto il mese di giugno 2006 il
pronto soccorso è stato oggetto di un numero di accessi superiore
alla media, in quanto l'Azienda ospedaliera Universitaria Careggi,
Ospedale di III livello, disponendo di un Dipartimento emergenza e accoglienza
(DEA) di II livello, rappresenta un punto di riferimento per tutte le richieste,
anche quelle di pazienti affetti da patologie gravi. Dalla rilevazione
effettuata nel mese, i pazienti più gravi, codice rosso (urgenza
indifferibile) e giallo (urgenza dilazionabile), risultano cresciuti rispettivamente
dell'0,6% e dell'1,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno
precedente. Firenze è
una città con un'alta incidenza di popolazione anziana che
soffre di pluripatologie, la cui morbilità aumenta durante i periodi
estivo e invernale, contribuendo al sovraffollamento dei servizi ospedalieri. L'Azienda
ospedaliera citata, sede di poli sanitari di alta specializzazione, ha
molti posti letto dedicati a tali funzioni e talvolta l'accoglienza
dei pazienti provenienti dal pronto soccorso non è immediata. In considerazione
di queste criticità, la Direzione aziendale ha adottato una serie
di provvedimenti, che durante il mese di agosto 2006 hanno consentito di
evitare ai cittadini la permanenza al pronto soccorso. L'Assessorato
regionale ha precisato di aver invitato le Aziende sanitarie toscane a
progettare interventi di razionalizzazione e ristrutturazione per gli aspetti
organizzativi e strutturali, con riferimento ad un nuovo modello di pronto
soccorso, che sia anche espressione del confronto con le migliori esperienze
internazionali, che faccia propri i principi di accoglienza e presa in
carico dei bisogni del cittadino, comprese le situazioni di minor gravità,
e che renda possibile di programmare con continuità l'ingresso
nel reparto ospedaliero. I progetti
predisposti saranno singolarmente valutati dalla Regione, sulla base delle
caratteristiche richieste, e costituiranno formale impegno per le Direzioni
generali aziendali. Relativamente
a quanto richiesto dall'interrogante, è opportuno preliminarmente
richiamare l'esclusività del ruolo regionale nell'organizzazione
e gestione delle risorse strutturali e professionali nell'ambito dei
rispettivi servizi sanitari. Si segnala,
tuttavia, che a livello centrale il decreto ministeriale 17 giugno
2006, di attuazione dell'art. 1, comma 288, della legge 23 dicembre
2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) ha istituito presso questo Ministero
il SiVeAS (Sistema nazionale di verifica e controllo sull'assistenza
sanitaria), che dovrà coordinare tutte le attività dei vari
organismi di controllo con programmi annuali, proposti dal Comitato permanente
per la verifica dell'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza
(LEA), e approvati dal Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza
Stato-Regioni. Gli obiettivi
prioritari sono la verifica che ai finanziamenti erogati alle Regioni corrispondano
effettivi servizi per i cittadini e che tali servizi aderiscano a criteri
di efficienza ed appropriatezza. Le attività
del SiVeAS si articoleranno prioritariamente in poteri di accesso del Ministero
presso tutte le strutture sanitarie pubbliche, nella potestà di
verifica dell'erogazione effettiva dei LEA (compresa la verifica dei
relativi tempi di attesa), e nel monito raggio del raggiungimento in ciascuna
Regione degli obiettivi di salute pubblica propri del Servizio sanitario
nazionale. Questa amministrazione
ha già predisposto tutte le attività necessarie per la piena
operatività del suddetto Sistema. Il Sottosegretario di Stato per la salute Gaglione