Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00138 presentata da BELLINI GIOVANNI (L'ULIVO) in data 27/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00138 presentata da GIOVANNI BELLINI martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.009 BELLINI - Al Ministro delle comunicazioni - Premesso che: con il decreto 12 maggio 2006 del Ministero delle comunicazioni, a firma del precedente Ministro delle comunicazioni on. Landolfi (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 115 del 19 maggio 2006), è abolito il servizio di posta ordinaria da parte delle Poste Iialiane SpA che mantengono il regime di monopolio; l'abolizione del servizio di posta ordinaria comporta un aumento del 33% delle spese inerenti la spedizione delle corrispondenze e, infatti: le imprese scaricheranno su beni e servizi, cioè su cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni; la pubblica amministrazione scaricherà con imposte e tasse, cioè su cittadini e imprese; i cittadini avranno anche prodotti e servizi più cari nonché un aumento delle tasse e delle imposte; le associazioni avranno anche prodotti e servizi più cari nonché un aumento delle tasse e imposte, aumenti che obbligheranno a inviare meno comunicazioni agli associati e a svolgere meno attività; i richiami normativi sono stati predisposti come richiami "di massima", rendendo impossibile individuare in modo preciso e trasparente il motore giuridico ed economico che giustifica il provvedimento di abolizione del servizio di posta ordinaria; il semplice richiamo al provvedimento de quo non consente di evincere la causa, ovvero il particolare motivo che giustifica l'emanazione del provvedimento, tanto più che non è stato possibile rintracciare la copia della relazione richiamata nel decreto 12 maggio 2006 del Ministero delle comunicazioni, parere N.A.R.S., seduta 8 maggio 2006 e parere Consiglio superiore delle comunicazioni, adunanza 11 maggio 2006; l'eliminazione del servizio di posta ordinaria non è giustificata da esigenze economiche delle Poste italiane SpA in quanto le stesse hanno un bilancio in sempre in attivo; l'eliminazione del servizio di posta ordinaria non è giustificata da esigenze inerenti la riorganizzazione della struttura e di conseguenza dei servizi per una maggiore e migliore occupazione nelle Poste italiane SpA; i numeri forniti dalle Poste italiane SpA (confronto anno 2002 con anno 2004 sul loro sito internet ) non giustificano l'abolizione del servizio di posta ordinaria; infatti, evidenziano che Poste italiane: aveva sempre chiuso in attivo; aveva conseguito un incremento nei ricavi totali per 1 miliardo, 171 milioni e 411.000 euro; aveva aumentato le corrispondenze di 46 milioni e 322.000 euro; aveva aumentato le poste commerciali di 623 milioni e 848.000 euro; aveva aumentato i conti correnti di 1 milione e 418.584 euro; aveva la maggiore mole di lavoro con 6.539 dipendenti in meno; aveva messo 1.837 addetti in meno agli sportelli, si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non intenda emanare un decreto che abroghi il precedente, ripristinando il servizio di posta ordinaria e contribuendo così a non inficiare con tali oneri lo sviluppo del Paese. (4-00138)