Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00149 presentata da BELLINI GIOVANNI (L'ULIVO) in data 27/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00149 presentata da GIOVANNI BELLINI martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.009 BELLINI - Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale - Premesso che: il 5 giugno 2006 il gruppo Pagnossin, proprietario della storica e famosa manifattura di porcellane pregiate "Richard Ginori" di Sesto Fiorentino (Firenze), ha annunciato la richiesta di procedura di cassa integrazione straordinaria (CIGS), a zero ore e senza rotazione, per 109 delle 362 unità di personale impiegato nella stessa azienda, a decorrere dal 3 luglio 2006; le modalità con cui è stata richiesta la CIGS per i suddetti 109 lavoratori, avanzata con la motivazione della crisi aziendale, sono motivo di profonda preoccupazione per i lavoratori e le organizzazioni sindacali ed avvalorano la tesi che la proprietà intenda procedere, nel breve periodo, alla dismissione di parti importanti della manifattura; contemporaneamente alla richiesta di CIGS, la proprietà della Richard Ginori ha annunciato, unilateralmente, un piano industriale che dovrebbe prevedere l'esubero dello stesso numero di lavoratori per i quali è stata chiesta l'attivazione della cassa integrazione straordinaria; rilevato che, nelle ultime settimane, malgrado la suddetta richiesta di CIGS per crisi aziendale, la proprietà ha chiesto ai lavoratori di effettuare doppi turni di lavoro in alcuni settori della produzione, al fine di fare fronte alle numerose commesse per i vari prodotti del marchio Richard Ginori, che continuano a riscontrare un interesse crescente sul mercato; il primo incontro fra le organizzazioni sindacali, l'amministratore delegato della Richard Ginori, dott. Dal Bò, e il direttore di stabilimento, ing. Mugnaioni, svolto il 9 giugno, ha evidenziato una sostanziale indisponibilità da parte della proprietà a discutere di un serio piano industriale di rilancio dell'azienda e a ritornare sulla decisione della CIGS per 109 i lavoratori; le organizzazioni sindacali e la rappresentanza sindacale unitaria della Richard Ginori, in occasione di un'assemblea dei lavoratori tenuta il 10 giugno, hanno ribadito di essere pronti a sostenere la trattativa sulla base di tre presupposti ad oggi non soddisfatti: un piano industriale concordato, la salvaguardia dei livelli occupazionali, la certezza della costruzione di un nuovo stabilimento entro il 2010 come già annunciato e concordato in precedenza; tenuto conto che, il 30 maggio 2006 era stata annunciata la sottoscrizione di una lettera d'intenti fra la proprietà della Richard Ginori, la "I.pr.ei" di Carlo Rinaldini, azionista di controllo del gruppo Pagnossin, e la Vetrofin di Rocco Bormioli per la definizione di un accordo finalizzato alla realizzazione di un piano di ristrutturazione e rilancio del gruppo Pagnossin-Richard Ginori 1735; tale accordo sembra definire in modo generico il piano di ristrutturazione, senza prendere posizione sugli attuali livelli occupazionali, quindi mantenendo inalterata la posizione sugli esuberi annunciati; le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione per una possibile concentrazione delle attività produttive del gruppo Pagnossin nel nord Italia, in particolare nel Veneto, a danno dello storico sito produttivo fiorentino, e a tal fine hanno promosso nelle scorse settimane una mobilitazione dei lavoratori della Richard Ginori di Sesto Fiorentino, a difesa degli attuali livelli occupazionali, del sito produttivo e delle sue punte di eccellenza, che ha coinvolto l'intera comunità e le istituzioni locali; l'area fiorentina in questi ultimi mesi è stata colpita da numerose crisi industriali che hanno messo in discussione centinaia di posti di lavoro, il futuro e lo sviluppo di interi territori, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo intenda prendere in esame la questione relativa all'azienda "Richard Ginori" di Sesto Fiorentino; quali iniziative intenda adottare al fine di garantire, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni locali e della proprietà, la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali ed il rilancio industriale del prestigioso sito produttivo fiorentino. (4-00149)