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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00162 presentata da CUTRUFO MAURO (DEMOCRAZIA CRISTIANA - INDIPENDENTI - MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA) in data 27/06/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00162 presentata da MAURO CUTRUFO martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.009 CUTRUFO, STRACQUADANIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico e dei trasporti - Premesso: che la Regione Sardegna ha varato la legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, recante "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" in attuazione della legge finanziaria regionale e che il Governo ha impugnato quest'ultima dinnanzi alla Corte costituzionale per aspetti di incostituzionalità; che tale legge introduce un ulteriore sistema di imposte regionali, in particolare sugli immobili, aeromobili ed unità da diporto, i cui presupposti, relativamente a queste ultime sono lo scalo nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale, nel periodo compreso dal 1° giugno al 30 settembre; che tale imposta regionale individua come soggetto passivo la persona, o la società, avente domicilio fiscale fuori dal territorio regionale che assume l'esercizio dell'unità da diporto ai sensi degli articoli 265 e seguenti del Codice della navigazione; che tale imposta è dovuta annualmente a decorrere dall'anno 2006 ed è stabilita nella misura da 1.000 euro a 15.000 euro secondo la lunghezza oltre i 14 metri, con riduzione del 50% per le imbarcazioni a vela con motore ausiliario e con esclusione per le unità da diporto che sostano tutto l'anno nelle strutture portuali regionali, le navi adibite all'esercizio di attività crocieristica e le imbarcazioni partecipanti ad eventi sportivi; che per la gestione amministrativa-contabile del tributo, compreso l'eventuale contenzioso, la suddetta legge prevede l'istituzione di un'Agenzia regionale delle entrate con possibilità, su specifica delibera della Giunta regionale, di essere coadiuvata nella riscossione dell'imposta dal Corpo forestale regionale, dal personale dell'amministrazione regionale e dai soggetti che gestiscono le strutture portuali, previa stipula di convenzione nella quale è previsto, in favore degli stessi soggetti, il riconoscimento di un aggio pari al 5 per cento del gettito del tributo riscosso; che nelle more dell'attivazione di tale Agenzia per le entrate e di un'organica regolamentazione dell'attività di riscossione, la Giunta regionale ha varato il 30 maggio 2006 una delibera che rende possibile il pagamento del tributo con conto corrente postale e affida al Corpo forestale regionale il compito di censire le strutture aeroportuali e portuali sul territorio, nonché di effettuare i controlli e le verifiche del corretto adempimento degli obblighi tributari e di redigere i verbali in caso di violazione degli stessi. Inoltre con la delibera si dà mandato agli Assessorati regionali competenti di raccogliere i dati del censimento delle strutture interessate e di stipulare le convenzioni per l'attribuzione ai gestori di tali strutture del servizio di riscossione. Quest'ultimo 'servizio' dovrà essere espressamente contemplato nei futuri contratti di concessione demaniale; considerato: che la nuova tassazione, oltre ad un'immagine disincentivante e negativa sul piano dell'ospitalità, aggrava i già alti costi di soggiorno nell'isola (locazioni immobiliari, tariffe d'ormeggio, tassa di sosta nelle acque del Parco della Maddalena, costi di trasporto, eccetera) con il rischio di dirottare i flussi turistici nautici e terrestri verso mete estere meno costose, prime tra tutte Corsica e Costa Azzurra. In tal senso si segnala uno stato di diffuso malcontento e preoccupazione tra gli operatori del turismo nautico che già denunciano avvisaglie di flessione della domanda per l'imminente stagione estiva; che la nuova tassazione relativa alle imbarcazioni da diporto si configura come il ripristino della vecchia tassa di stazionamento già soppressa perché ritenuta, pressocché unanimemente, anacronistica, penalizzante e discriminatoria per i diportisti italiani nel contesto europeo; che tutto ciò, peraltro - come segnala UCINA (Unione Cantieri e Industrie nautiche e affini) - avviene a fronte di entrate modeste. Infatti, ragionando per assurdo e su valori medi, se in Sardegna ancorassero tutte le unità da diporto iscritte agli uffici marittimi al 31 dicembre 2004 (ad esclusione di quelle sarde), si calcola che il gettito annuo ammonterebbe a poco più di 22 milioni di euro; che, dunque, è assai probabile che il gettito effettivo sia di gran lunga inferiore e a fronte di effetti distorsivi e oneri che potrebbero rivelarsi superiori ai benefici conseguiti. Si ricorda, infatti, che negli anni si è investito per dotare la Regione Sardegna di strutture in grado di accogliere adeguatamente i diportisti: sono sorte società di assistenza e manutenzione, sono nati anche i primi veri cantieri navali; alcuni porti si sono ritagliati uno spazio nella rete degli approdi dove le imbarcazioni vengono lasciate dai proprietari per le manutenzioni invernali; altri sono diventati invece base di appoggio per charter , sia regionali che nazionali; la Sardegna è stata inserita nel portafoglio delle grandi società di charter nautico pur evidenziando tuttavia ancora forti discrepanze tanto nella qualità dei servizi quanto nel rapporto qualità/prezzo più favorevole talvolta in altre aree del Mediterraneo, si chiede di conoscere: lo stato dell'arte della vertenza presso la Corte costituzionale relativa all'illegittimità costituzionale della legge finanziaria sarda; se il Governo non ritenga di impugnare la legge regionale attuativa 11 maggio 2006, n. 4, ravvisandosi in essa analoghi aspetti di incostituzionalità relativi al superamento dei limiti all'autonomia impositiva sotto il profilo del mancato coordinamento con il sistema fiscale statale; all'imposta sulle unità da diporto come tributo speciale ostativo della libera circolazione dei beni e con effetti oltre il territorio regionale; alla violazione dell'art. 120 della Costituzione; se il Governo non ritenga che l'istituzione di un nuovo ed ulteriore sistema impositivo da parte della Regione Sardegna apra di fatto un pericoloso precedente in un settore delicato come quello della fiscalità; se non ritenga che la Sardegna debba essere intesa, al pari delle altre realtà regionali, pur nel rispetto dell'autonomia e delle naturali differenze, un patrimonio di tutti; se il Governo non ritenga, al di là degli aspetti di illegittimità costituzionale, che il nuovo sistema di tassazione non configuri un grave danno per l'industria turistica regionale e nazionale, nonché per il diporto nautico in generale, vanificando gli sforzi di sviluppo di un settore già alle prese con la congiuntura negativa e con una dura concorrenza internazionale. (4-00162)

 
Cronologia
domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.

mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.