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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00189 presentata da CICCANTI AMEDEO (UNIONE DEI DEMOCRATICICRISTIANI E DI CENTRO (UDC)) in data 27/06/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00189 presentata da AMEDEO CICCANTI martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.009 CICCANTI - Al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione - Premesso: che in data 25 agosto 2005 un gruppo di funzionari dipendenti comunali denunciato alla Corte dei Conti delle Marche l'istituzione di uffici pubblici - nella fattispecie si è trattato di cosiddetti "coordinatori d'ambito" - senza che la Regione Marche avesse assunto in merito alcuna iniziativa legislativa nel rispetto dell'art. 97 della Costituzione; che tale assenza di normative per la istituzione di tali uffici è ribadita dalla stessa Regione Marche, che in una nota di risposta alla dianzi ricordata denuncia si limita a fare riferimento alla legge 328 dell'8 novembre 2000, relativa alla disciplina del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, che prevede il solo esercizio in forma associata delle funzioni, senza prescrivere alcuna altra norma organizzativa, in quanto di competenza regionale in forza dell'ex art. 117 della Costituzione (prima della riforma del ben noto titolo V); che, pertanto, in ragione della istituzione degli idonei uffici regionali, realizzati direttamente o indirettamente in convenzione con i comuni associati, si sarebbero dovuti stabilire organico, funzioni e status economico, mentre nulla di tutto questo è stato fatto; che allo stato attuale esiste solo un "Piano regionale per un sistema integrato di interventi e servizi sociali", approvato con deliberazione amministrativa n. 306 il 1° marzo 2000, quindi un mero atto amministrativo di approvazione di un atto programmatorio di indirizzo, a cui non ha fatto seguito alcuna norma organizzativa da parte del Consiglio regionale, che desse organicità ed attuazione a tale indirizzo programmatico; che l'ufficio di "coordinatore d'ambito", in spregio a qualunque principio di organizzazione di diritto pubblico, è stato costituito con mere note a contenuto prescrittivo, riguardanti lo status , la disciplina del rapporto giuridico ed economico dei dipendenti (aspettativa, retribuzione, qualifica, incompatibilità, funzioni, ecc.), senza alcun riferimento alla responsabilità ed ai controlli, pur trattandosi di impiego di danaro pubblico; che, pertanto, non esistono al momento imputazioni di responsabilità politica sull'operato dei "coordinatori di ambito" (non si sa se dipendono funzionalmente dalla Regione Marche o dai comuni associati), in quanto il rapporto tra gli enti locali non è strutturato; che i dipendenti, i funzionari ed i dirigenti del "coordinamento d'ambito", ossia della gestione associata dei 24 ambiti territoriali sociali, pur essendo retribuiti con contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto regioni, non sembra risulti "gestire" alcun servizio sociale diretto all'utenza, per il quale ogni comune si avvale di proprio personale, violando così palesemente il principio di economicità e di adeguatezza dell'azione amministrativa, con conseguente aggravamento dell'attività amministrativa; che si assiste, pertanto, alla istituzione di strutture politicamente e burocraticamente autoreferenziali che, violando ogni principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione, producono un danno all'erario, si chiede di conoscere: se, valutata l'eventuale violazione dei principi costituzionali di cui all'art. 97 da parte della Regione Marche, si intenda intraprendere idonea iniziativa presso le autorità di controllo contabile per restituire certezza di diritto al cittadino contribuente; se in tale azione di accertamento si intendano individuare, nell'abito delle proprie competenze, anche precise e circostanziate responsabilità contabili e penali di funzionari ed altri soggetti preposti al controllo ed al corretto esercizio dell'azione amministrativa, perché possano risponderne personalmente; se ci siano state spese da parte dei comuni associati che i revisori contabili hanno segnalato come improprie e le abbiano segnalate alla Corte dei Conti competente. (4-00189)

 
Cronologia
domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.

mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.