Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00358 presentata da LION MARCO (VERDI) in data 27/06/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00358 presentata da MARCO LION martedì 27 giugno 2006 nella seduta n.014 LION. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. - Per sapere - premesso che: nel Comune di Montecalvo in Foglia (Pesaro-Urbino) esiste, fin dal 1982, un impianto di smaltimento di rifiuti di I categoria, identificato, negli usi correnti, con la denominazione di «discarica di Ca' Mascio»; negli ultimi anni tale impianto è stato oggetto attivo e passivo di numerose vicende problematiche, sia di carattere amministrativo, sia di carattere ambientale e sociale; la discarica di Ca' Mascio fu infatti localizzata in un ampio calanco naturalmente soggetto a frane e smottamenti, situazioni, secondo gli attuali ordinamenti nazionali e regionali, totalmente ostative alla realizzazione di discariche; inoltre la discarica insiste in una zona ZPS, zona a protezione ambientale, in cui, secondo le recenti normative, sarebbe complicato porre in essere qualsiasi attività, figuriamoci una discarica; per le conclamate problematicità del sito, detto impianto, secondo il Piano Provinciale dei Rifiuti, sarebbe dovuto andare alla chiusura quest'anno. La discarica risulta invece oggetto di ipotesi di ulteriore ampliamento in quanto la SIS, società intercomunale di servizi, la società che gestisce il sito di Ca' Mascio (51 per cento pubblica, 49 per cento privata), ha necessità di reperire ulteriori risorse economiche per la gestione cosiddetta post mortem della discarica; risulta infatti che la SIS non ha correttamente applicato né il Decreto Ronchi né il Piano Regionale dei Rifiuti per quel che concerne l'accantonamento della somma necessaria, obbligatoria dal 2003, per la messa in stato di sicurezza e la chiusura di qualsivoglia discarica; la discarica di Ca' Mascio rappresenta un fattore di serio allarme per il territorio di Montecalvo in Foglia, soprattutto perché l'impianto è gravato da vaste ed irreparabili criticità strutturali. Si tratta di una emergenza di notevoli dimensioni cui sono connessi oltre i rischi per la sicurezza dei cittadini, anche i pericoli per l'equilibrio ambientale della zona e la stabilità geomorfologica dell'ampio calanco che la contiene; da uno studio condotto nel 2005 da un gruppo di ingegneri e di geologi per valutare lo stato di vigenza dell'impianto ed eventualmente individuare soluzioni alternative alle operazioni di abbancamento dei rifiuti, emerge con evidenza che la discarica non sia più nelle condizioni di poter continuare a svolgere la sua funzione di raccolta, ma anzi andrebbe urgentemente dismessa e sottoposta ad interventi di consolidamento, anche in vista di una auspicata e definitiva bonifica; gli elementi di conoscenza forniti dallo studio del 2005 inducono perplessità in ordine alla tematica della stabilità del sito, essenzialmente connesse con la configurazione geometrica che esso assume. Per quanto concerne i riporti in terreno di scavo, si evince che il tipo di interazione tra gli abbancamenti esistenti di RSU ed i terreni di copertura rappresenti uno dei maggiori elementi di criticità nello stato di fatto dell'impianto, perché, in particolare, i margini di tali abbancamenti insistono per determinati tratti, puntualmente evidenziati da manifesti fenomeni di instabilità, su terreni di riporto o di copertura inidonei a sostenere gli abbancamenti stessi per scadenti proprietà geomeccaniche e sfavorevoli condizioni idrauliche. Dal punto di vista delle relazioni tra struttura profonda e meccanismi di dissesto, anche alla luce dell'evento gravitativo occorso all'impianto nell'inverno 2002-2003, i dati forniti indicano che i movimenti franosi complessi che interessano la discarica sono propri di modelli cinematici di superfici di scivolamento con periodi di attività differenziati, spesso stagionali, la cui evidenza oggettiva è l'abbassamento del substrato a valle dell'impianto, con conseguente mobilizzazione dei terreni a monte, ciò comprova altresì che la roccia abbia subito dei processi deformativi secondo un peggioramento delle caratteristiche litoidi originarie dei terreni, con chiaro indice di una progressiva sensibile degradazione delle proprietà meccaniche dell'ammasso roccioso (tali circostanze denunciano che anche le opere di consolidamento adottate in conseguenza della frana degli anni 2002-2003, consistenti in paratie di pali tiranti ed altro, non siano efficaci di fronte alla rilevanza delle masse che sono in gioco). Infine, in merito alle conclusioni delle misure inclinometriche, è risultato che il sottosuolo della discarica è interessata da una considerevole velocità di spostamento dell'ammasso terroso, al punto da suggerire una vigilanza sul movimento degli strati profondi dell'impianto tramite la programmazione di una indagine iclinometrica con tubi profondi oltre i 50 metri e per una durata di almeno tre anni; attualmente l'area della discarica è interessata da vaste operazioni di scavo eseguite a valle dell'impianto originario, esse ufficialmente vengono giustificate come interventi atti alla messa in stato di sicurezza dei luoghi e al consolidamento degli smottamenti avvenuti negli anni 2002-2003, ma tenendo in considerazione le ipotesi di ampliamento dell'impianto, appare chiaro ed evidente che si stia procedendo surrettiziamente alla realizzazione di una nuova sede di abbancamento per ricevere ulteriori rifiuti di provenienza anche extraprovinciale. In tale ambito sorge il sospetto che si stia realizzando una sede aggiuntiva alla vecchia base, capace di ospitare fino a 60.000 metri cubi di RSU, con un'entità di scavi valutabile in circa 47.000 metri cubi. L'obiettivo recondito sarebbe di giungere alla costituzione di un nuovo bacino di raccolta per 160.000 metri cubi di RSU, corrispondenti al volume di rifiuti che non si è potuto abbancare nella discarica originaria, fermatasi a quota 170.000 metri cubi in ragione dell'evento franoso del 2002/2003; dal punto di vista normativo non sembra vi siano dubbi per dichiarare che la mole e la gravità delle problematiche che interessano la discarica di Montecalvo in Foglia siano tali da ostare ad ogni nuova misura diretta al suo ampliamento. L'area in cui sorge la discarica di Ca' Mascio, infatti, soprattutto sulla base delle Linee Guide della Provincia di Pesaro e Urbino, nonché del Piano Regionale dei rifiuti della Regione Marche, è inidonea ad ospitare impianti di smaltimento di RSU, avendo in se vincoli penalizzanti ed escludenti impossibili da superare; l'emergenza ambientale che interessa il sito della discarica di Ca' Mascio, unita ai rischi per la salute ed il benessere della collettività che vi risiede, nonché alle fondate denuncie che con solerzia ed attendibilità promuove il Comitato di valutazione della discarica di Montecalvo in Foglia, sono motivi sufficienti ed inoppugnabili per richiedere un intervento urgente del Governo nella vicenda descritta -: se non valuti necessario ed inderogabile, al fine di decidere la chiusura ed il ripristino in sicurezza della discarica di Cà Mascio, in comune di Montecalvo in Foglia (PU), disporre un'ispezione del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente. (4-00358)

 
Cronologia
domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.

mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.