Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00363 presentata da BOATO MARCO (VERDI) in data 28/06/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00363 presentata da MARCO BOATO mercoledì 28 giugno 2006 nella seduta n.015 BOATO. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in data 23 giugno 2006, nella rubrica lettere diretta dal giornalista Corrado Augias sul quotidiano La Repubblica , veniva pubblicata la seguente lettera da parte di un cittadino italiano, Sandro Cagnin, residente a Shanghai (Cina), riguardante le procedure di selezione del personale del Consolato italiano di Canton: «Ho 30 anni e da circa quattro vivo in Cina. Una settimana fa mi è arrivato per posta elettronica il bando di concorso per un posto al Consolato d'Italia a Canton. Così ho pensato di fare un tentativo. Ho comprato un biglietto del treno per l'andata (25 ore) ed uno d'aereo per il ritorno; il costo non è stato esorbitante, intorno ai 100 euro. Arrivato a Canton noto che siamo solo in quattro. Tra tutti l'unico ad avere una laurea quadriennale in Lingue e Letterature Orientali risulto essere io: due hanno quella triennale (cosiddetta: «Interpreti e Traduttori») e uno non è laureato. Inoltre, tra tutti loro sono l'unico che ha passato più di tre anni in Cina, come specificava il bando. Non ho assistito personalmente quando gli altri candidati sono stati interpellati, ma presumo che qualcuno arrivato in Cina da appena due mesi non possa avere un livello di cinese parlato e scritto migliore del mio. La prova di cinese risultava molto facile per me: consisteva nel leggere e tradurre dal cinese all'italiano un paragrafetto e in una semplice conversazione di qualche minuto in cinese. Il giorno successivo, dopo essere tornato a Shanghai, ho chiamato la Camera di Commercio Italiana a Canton e mi hanno informato che è stato preso il ragazzo (dei tre quello neanche laureato), il quale, fatalità, stava facendo lo stage proprio al Consolato e che è arrivato in Cina da due mesi. Se i concorsi devono essere così, meglio non farli»; la questione delle procedure di selezione del personale presso le rappresentanze diplomatiche italiane all'estero era stata già affrontata dallo scrivente con un precedente atto di sindacato ispettivo presentato nel corso della XIII legislatura; a tale atto veniva data risposta dall'allora Sottosegretario agli Affari Esteri onorevole Piero Fassino, nel corso della seduta del 15 ottobre 1996, durante la quale affermava che il Governo si sarebbe impegnato ad «approfondire le vicende richiamate»; i problemi allora sollevati sembrerebbero, a distanza di ben 10 anni, ancora attuali -: se il Ministero degli Affari Esteri sia in possesso di informazioni in merito al suddetto caso; in caso contrario, quali iniziative il Ministro intenda assumere per verificare la correttezza formale e sostanziale dello svolgimento della procedura selettiva per l'assunzione di personale presso il Consolato italiano di Canton in Cina. (4-00363)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 17 ottobre 2006 nell'allegato B della seduta n. 053 All'Interrogazione 4-00363
presentata da BOATO Risposta. - La procedura selettiva citata nella lettera pubblicata sul quotidiano La Repubblica il 23 giugno 2006 non riguarda l'assunzione di un impiegato a contratto presso il Consolato Generale d'Italia a Canton. Essa si riferisce ad una procedura di selezione effettuata dalla Camera di Commercio Italiana in Cina, per conto dell'Ente nazionale per il Turismo, e svoltasi presso i locali della stessa Camera di Commercio. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Gianni Vernetti.