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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00206 presentata da VALPIANA TIZIANA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 28/06/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00206 presentata da TIZIANA VALPIANA mercoledì 28 giugno 2006 nella seduta n.011 VALPIANA - Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale - Premesso che: due lavoratori edili di nazionalità rumena, Ovidiu Manole Haisu e Ioan Petrisor, sono precipitati dalla piazzola aerea sulla quale stavano lavorando per riparare il campanile della chiesa di Buttapietra (Verona); si tratta di un'altra tragedia che si aggiunge a quella che ha coinvolto altri lavoratori edili caduti da un'impalcatura, negli stessi giorni, in un cantiere autostradale del comune di Augusta; l'Italia detiene il non invidiabile primato degli incidenti sul lavoro: tre morti al giorno, secondo dati Inail nel 2005, quasi 1.200 all'anno, a fronte di 940.000 incidenti nei diversi settori, di cui un'alta percentuale nell'edilizia, si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per garantire il rigoroso rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, per adeguare i sistemi di controllo e di prevenzione e per aumentare le tutele a favore dei lavoratori. (4-00206)

Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 037 all'Interrogazione 4-00206
presentata da VALPIANA Risposta.
- In premessa, è necessario ricordare che, con la riforma sanitaria
(articolo 21 della legge n. 833/1978), i compiti in precedenza svolti dall'Ispettorato
del lavoro in materia di prevenzione, di igiene e di controllo sullo stato
di salute dei lavoratori sono stati attribuiti alle Aziende sanitarie locali,
e solo alcune competenze residuali (radiazioni ionizzanti, Ferrovie dello
Stato) sono rimaste al Ministero del lavoro e della previdenza sociale
che le esercita tramite le Direzioni provinciali del lavoro. Gli ispettori
del lavoro svolgono, comunque, come polizia giudiziaria, indagini ispettive
ogniqualvolta vengano espressamente delegati dal magistrato che si occupa
del singolo caso. Solo con il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 412 del 1997 «Regolamento
recante l'individuazione delle attività lavorative comportanti
rischi particolarmente elevati» sono state individuate le attività
(essenzialmente l'edilizia) per le quali la vigilanza sull'applicazione
della legislazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro
può essere esercitata anche dai servizi ispezione del lavoro delle
Direzioni provinciali del lavoro. Premesso ciò,
per quanto riguarda la piaga del lavoro nero e della sicurezza sul lavoro
si fa presente che, sin dal suo insediamento, il Governo, in coerenza ed
in attuazione del programma, ha posto il tema della lotta al lavoro nero
ed irregolare e della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei
luoghi di lavoro al centro della propria azione strategica. Infatti, già
nel DPEF il Governo ha avuto modo di tracciare le linee dell'intervento
in materia. Sono tre i
fronti nei quali si è intervenuti: lotta al sommerso, potenziamento
dei servizi ispettivi, riorganizzazione della normativa in materia di salute
e sicurezza. È in
tale ottica che è stato predisposto un primo «pacchetto»
di misure, introdotte con il «decreto Bersani», che ha già
prodotto effetti positivi in termini di aumento di occupazione non precaria.
Tale provvedimento legislativo ha introdotto, in particolare: la misura
della sospensione dei lavori nell'ambito dei cantieri edili nei quali
si riscontri l'impiego di personale non risultante dalle scritture
o da altra documentazione obbligatoria, in misura pari o superiore al 20
per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati nel cantiere
ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento
dei tempi di lavoro e di riposo giornaliero e settimanale, condizionando
la revoca del provvedimento al ripristino delle regolari condizioni di
lavoro; la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun
lavoratore occupato «in nero», maggiorata di euro 150 per ciascuna
giornata di lavoro effettivo; l'obbligo, a carico dei datori di lavoro,
di dare la comunicazione di legge il giorno antecedente a quello di instaurazione
dei rapporti di lavoro nel settore edile, mediante documentazione avente
data certa. A questo primo
«pacchetto» si sono aggiunte le norme inserite nella legge finanziaria
che prevedono una serie di misure, quali la possibilità per le aziende
di usufruire di benefici normativi e contributivi unicamente ove in regola
con il Documento unico di regolarità contributiva, il potenziamento
dell'attività ispettiva, l'estensione dell'obbligo
di comunicare l'instaurazione del rapporto di lavoro il giorno antecedente
il suo inizio, la previsione di indici di congruità del rapporto
tra qualità dei beni e servizi offerti e ore di lavoro necessarie,
la quintuplicazione di alcune sanzioni amministrative già previste
per la violazione di norme in materia di lavoro, legislazione sociale,
previdenza e tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. È stata,
poi, prevista l'adozione, da parte del Ministro del lavoro, di un
programma speciale di interventi e l'istituzione di un fondo per l'emersione
del lavoro irregolare con dotazione annua pari a 10 milioni di euro per
il finanziamento di servizi di supporto allo sviluppo delle imprese che
attivino processi di emersione. Il Governo
è consapevole che, per ottenere risultati efficaci in termini di
prevenzione, oltre al miglioramento del quadro giuridico dovrà affiancarsi
l'intensificazione dell'attività di sensibilizzazione
sull'argomento. In questa
ottica è stata organizzata anche la «Seconda Conferenza Nazionale
Salute e Sicurezza sul Lavoro» che si è tenuta a Napoli (Città
della Scienza, Bagnoli) il 25 e 26 gennaio 2007. Questa Conferenza,
dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro, ha rappresentato un importante
momento di riflessione e di confronto tra Governo, Istituzioni, Regioni,
parti sociali e operatori del settore, su un tema che rappresenta un'assoluta
priorità per l'Italia. L'obiettivo
condiviso è rappresentato dalla tutela della salute delle lavoratrici
e dei lavoratori, in un contesto caratterizzato dalle radicali trasformazioni
delle realtà produttive e delle forme contrattuali. Dalla Conferenza
è emerso che le priorità di un'efficace strategia di
lotta agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali sono una
grande campagna di diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro,
la lotta al lavoro sommerso e irregolare e la lotta al lavoro precario. In conclusione
la Conferenza ha prodotto utili convergenze per decisioni condivise, nella
comune consapevolezza che garantire la sicurezza sul lavoro significa rispettare
la dignità della persona. In considerazione,
inoltre, del fatto che la tematica della sicurezza, pur investendo principalmente
la competenza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, coinvolge
anche quella di un cospicuo numero di amministrazioni, nel disegno di legge
delega in materia di sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri lo
scorso 13 aprile 2007 e attualmente all'esame del Senato, è
prevista, tra i principi di delega, anche la realizzazione di un coordinamento
su tutto il territorio nazionale delle attività in materia di salute
e sicurezza sul lavoro, finalizzato all'emanazione di uniformi indirizzi
generali e alla promozione dello scambio di informazioni. È inoltre
prevista la razionalizzazione e il coordinamento delle strutture centrali
e territoriali di vigilanza al fine di rendere più efficaci gli
interventi di pianificazione, programmazione, promozione della salute eliminando
dispendiose duplicazioni di adempimenti. Si tratta di una misura intesa
non solo a razionalizzare l'attività delle varie amministrazioni
interessate, ma anche a travasare le esperienze finora maturate nei diversi
comparti interessati. Una particolare
attenzione è rivolta alla cultura della formazione in materia di
sicurezza per i soggetti del sistema di prevenzione aziendale ed anche
in ambito scolastico. È evidente, in proposito, che fondamentale
è stata, e sarà anche nel prosieguo, la collaborazione e
l'interscambio tra le diverse parti coinvolte al fine di rendere comuni
le esperienze di ogni singolo comparto. Per poter
ottenere una riduzione del fenomeno infortunistico, i suddetti interventi
normativi e l'attività di sensibilizzazione dovranno certamente
essere accompagnati da più specifiche campagne informative in materia
di salute e sicurezza dei lavoratori, nonché da un incremento della
vigilanza, vigilanza che è comunque legata al numero degli ispettori
tecnici disponibili sia nelle Direzioni provinciali del lavoro che nelle
Aziende sanitarie locali. Per quanto
di competenza, è intenzione di questa Amministrazione valorizzare
al massimo l'attività di vigilanza effettuata dagli ispettori
del lavoro e dai Nuclei dei Carabinieri incardinati negli uffici periferici
del Ministero, in sinergia con gli organi ispettivi degli Enti previdenziali
e delle altre Amministrazioni. Per questo
sono state avviate, da tempo, una serie di azioni mirate alla crescita,
in termini di professionalità, del personale già in forza
presso le sedi del Ministero e ad un aumento dei contingenti di idoneo
personale, per il rafforzamento e la valorizzazione dei servizi ispettivi.
In tale ambito sono stati emanati bandi per 795 ispettori del lavoro e
75 ispettori tecnici destinati alle strutture territoriali (Direzioni regionali
e provinciali del lavoro), già conclusi, con l'immissione in
servizio della totalità dei candidati vincitori, e anche degli idonei
per i posti resisi disponibili per rinunce nel frattempo intervenute. Nell'ambito
della valorizzazione delle professionalità dell'area della
vigilanza, sono stati portati a termine processi di riqualificazione per
il personale per i profili di accertatore del lavoro, ispettore del lavoro,
ispettore del lavoro coordinatore e ispettore tecnico coordinatore, anche
questi da impegnare per potenziare la vigilanza. Inoltre, la
legge finanziaria per il 2007, al comma 544, ha autorizzato il Ministero
del lavoro e della previdenza sociale all'immissione in servizio fino
a 300 unità di personale risultato idoneo al concorso per 795 ispettori
e all'immissione nei ruoli di destinazione finale, e al conseguente
adeguamento delle competenze economiche, del personale in servizio risultato
vincitore ovvero idoneo nei relativi percorsi di riqualificazione. Entro il 2
luglio 2007, pertanto, saranno assunti n. 241 nuovi ispettori. Il Ministero
del lavoro, quindi, avrà un organico complessivo di ispettori pari
a 3130 unità, con un aumento del 55 per cento rispetto allo scorso
anno. Da ultimo è importante ricordare che ci sarà, anche
sulla base di quanto disposto dalla legge finanziaria, a partire dal 2
luglio 2007, un incremento dell'organico dei Carabinieri pari a n.
60 unità. Tutto ciò
premesso per quanto riguarda, in particolare, l'infortunio mortale
verificatosi in provincia di Verona, dagli accertamenti effettuati dalla
locale Direzione provinciale del lavoro è emerso quanto segue. A seguito
del duplice infortunio, il sig. Prefetto di Verona convocava, in data 17
luglio 2006 la Conferenza permanente - Sezione Servizi alla Persona
ed alla Comunità - presenti INAIL, INPS, Direzione provinciale
del lavoro, SPISAL, ARPAV, Collegio Costruttori Edili, CGIL, CISL, UIL,
al fine di organizzare un massiccio intervento ispettivo teso a migliorare
gli standard di sicurezza nel comparto delle costruzioni edili. Veniva, quindi,
decisa l'attivazione dell'operazione denominata «Cantiere
sicuro» che si proponeva obiettivi di: -
contrasto dei rischi di infortunio mortale; -
contrasto del lavoro in nero; -
sperimentazione di forme di coordinamento operativo ed integrazione degli
Enti pubblici preposti alle attività di controllo al fine di incrementare
i livelli di efficienza ed efficacia degli interventi. A tale scopo, veniva quindi
deciso un dettagliato programma di azioni che, nelle linee essenziali,
di seguito si rappresenta: -
realizzazione di una task force Spisal, Inail, Inps, Arpav, Servizio
Ispezione del Lavoro, Polizia municipale, con la costituzione di 10 squadre
di due ispettori (1 tecnico e 1 amministrativo) con carico di lavoro di
3-4 cantieri al giorno per squadra per 5 giorni alla settimana; -
realizzazione a cura degli Sisal di un archivio informatico provinciale
dei cantieri notificati gestito via web e condiviso con Inail, Inps,
Servizio Ispezione del Lavoro, Arpav, Polizia municipale; -
condivisione degli archivi web di Inail, Inps per DIA, DURC e denunce
infortuni; -
raccolta dati della capacità produttiva (n. cantieri visitati per
anno o mese) di ogni soggetto partner del progetto per una verifica
della capacità produttiva della task force e la programmazione
degli interventi; -
definizione di modulistica semplificata di vigilanza e coordinamento con
la Procura per lo «snellimento» della procedura di sequestro
e dissequestro cantieri; -
controllo a cura degli Spisal dell'assolvimento degli obblighi di
formazione a carico del datore di lavoro responsabile del Servizio di prevenzione
e protezione e degli obblighi di formazione dei preposti e dei lavoratori
ed eventuali prescrizioni nel caso di inosservanze; -
interessamento del CPT (Comitato paritetico territoriale) per gli interventi
di assistenza e consulenza alle imprese per la soluzione dei problemi di
sicurezza; -
accordi con Polizia municipale di Verona ed altri Comuni disponibili per
una procedura di controllo filtro che permetta di selezionare i cantieri
da controllare; -
accordo con Arpav per dare priorità alla verifica degli apparecchi
di sollevamento nei cantieri edili e contemporaneo controllo delle condizioni
di sicurezza del lavoro relativamente ai rischi da contrastare; -
intese con il comando provinciale Carabinieri per concordare una procedura
di intervento rapido da attivare in caso di identificazione di lavoratori
extracomunitari privi di documenti. La metodologia degli interventi
veniva finalizzata al controllo dei rischi di caduta dall'alto e di
seppellimento, per gli aspetti collegati alla sicurezza sul lavoro ed alle
verifiche delle posizioni degli operatori, per gli aspetti collegati al
lavoro in nero. Veniva, infine,
deciso un intervento della durata di tre settimane dal 4 all'8, dall'18
al 23 e dal 26 al 30 settembre da eseguire nelle modalità e con
la metodologia sopra riportati. Per quanto
riguarda, poi, l'attività di vigilanza amministrativa, contributiva
ed assicurativa, i controlli effettuati dalla Direzione del lavoro, dall'INPS
e dall'INAIL hanno riguardato n. 450 imprese con dipendenti e 373
imprese senza dipendenti (lavoratori autonomi). Sono stati
individuati 30 lavoratori in nero (7 dei quali privi di permesso di soggiorno
per lavoro), sono stati contestati illeciti amministrativi per complessivi
152.155,00 euro e sono stati addebitati contributi per 32.459,00 euro. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza
sociale Montagnino



 
Cronologia
domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.

mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 4 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.2000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.379 di conversione del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.