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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00371 presentata da FRATTA PASINI PIERALFONSO (FORZA ITALIA) in data 28/06/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00371 presentata da PIERALFONSO FRATTA PASINI mercoledì 28 giugno 2006 nella seduta n.015 FRATTA PASINI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: in base alla legislazione vigente in materia venatoria gli Ambiti Territoriali di Caccia corrispondono contributi ai conduttori di fondi rustici in esso siti al fine di favorire interventi di miglioramento ambientale ai fini faunistici diretti alla conservazione ed alla implementazione degli habitat per gli animali selvatici; non è chiaro il regime fiscale di tali contributi -: se tali contributi sono soggetti all'applicazione dell'IVA e, in caso affermativo, con quale aliquota. (4-00371)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdì 19 ottobre 2007 nell'allegato B della seduta n. 227 All'Interrogazione 4-00371
presentata da FRATTA PASINI Risposta. - Con l'interrogazione cui si risponde l'interrogante ha chiesto chiarimenti in merito al trattamento tributario, ai fini dell'IVA, dei contributi corrisposti dagli Ambiti territoriali di caccia «ai conduttori di fondi rustici in esso siti al fine di favorire interventi di miglioramento ambientale ai fini faunistici diretti alla conservazione ed alla implementazione degli habitat per gli animali selvatici». L'Agenzia delle entrate, sentita al riguardo, ritiene che, nel caso di specie, l'interrogante si riferisca ai contributi disciplinati dall'articolo 14, commi 11 e 14, della legge 11 febbraio 1992, n. 157. In particolare, il comma 11 prevede l'attribuzione di incentivi economici ai conduttori dei fondi rustici siti negli ambiti territoriali di caccia al fine, tra l'altro, di ricostituire una presenza faunistica ottimale per il territorio, per le coltivazioni per l'alimentazione naturale dei mammiferi e degli uccelli (soprattutto nei terreni dismessi da interventi agricoli ai sensi del regolamento CEE n. 1094/88 del Consiglio del 25 aprile 1988), per il ripristino di zone umide e di fossati, per la differenziazione delle colture, per la coltivazione di siepi, cespugli, alberi adatti alla nidificazione, nonché per la collaborazione operativa ai fini del tabellamento, della difesa preventiva delle coltivazioni passibili di danneggiamento della pasturazione invernale degli animali in difficoltà, della manutenzione degli apprestamenti di ambientamento della fauna selvatica. Il successivo comma 14 stabilisce che l'organo di gestione degli ambiti territoriali di caccia provvede, altresì, all'erogazione di contributi per il risarcimento dei danni arrecati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica e dall'esercizio dell'attività venatoria, nonché alla erogazione di contributi per interventi, previamente concordati, ai fini della prevenzione dei danni medesimi. Al riguardo, l'Agenzia delle entrate ha precisato che, in linea generale, per quanto concerne l'assoggettamento ad IVA di detti contributi non esiste una specifica disposizione normativa che regoli la materia; pertanto la questione deve essere risolta facendo ricorso ai principi generali dell'imposizione ed analizzando, caso per caso, le disposizioni di legge e le eventuali pattuizioni convenzionali che ne regolano l'erogazione. Per prassi amministrativa consolidata (risoluzioni n. 54 del 24 aprile 2001 e n. 183 dell'11 giugno 2002), il contributo acquista rilevanza ai fini IVA se erogato a fronte di un'obbligazione di dare, fare, non fare o permettere, ossia quando si è in presenza di un rapporto obbligatorio a prestazioni corrispettive. In altri termini, il contributo assume natura onerosa e configura un'operazione rilevante agli effetti dell'IVA quando tra le parti intercorre un rapporto giuridico sinallagmatico nel quale il contributo ricevuto dal beneficiario costituisce il compenso per il servizio effettuato o per il bene ricevuto. Di contro, l'esclusione dal campo di applicazione dell'IVA si configura ogni qualvolta il soggetto che riceve il contributo non diventa obbligato a dare, fare, promettere alcunché in controprestazione. Così, in genere, i contributi a fondo perduto, ossia versati senza alcuna connessione con prestazioni di servizi o cessioni di beni da parte del beneficiario, non sono soggetti ad imposta. In materia, la Corte di giustizia CEE, nella sentenza del 3 marzo 1994 (causa C16/93, Tolsma), ha precisato che «una prestazione di servizi viene effettuata a titolo oneroso ai sensi dell'articolo 2, n. 1, della sesta direttiva 77/388/CEE..., e configura pertanto un'operazione imponibile, soltanto quando tra il prestatore e l'utente intercorre un rapporto giuridico nell'ambito del quale avviene uno scambio di reciproche prestazioni, nel quale il compenso ricevuto dal prestatore costituisce il controvalore effettivo del servizio prestato all'utente». Con riferimento al caso di specie, l'Agenzia ha osservato che i contributi in questione sono erogati per incentivare, da parte dei conduttori dei fondi rustici, lo svolgimento di attività di ricognizione delle risorse ambientali e di tutela della consistenza faunistica, di ripristino e conservazione degli habitat per gli animali selvatici, di implementazione della presenza faunistica sul territorio, nonché di manutenzione degli apprestamenti di ambientamento della fauna selvatica e di difesa della coltivazioni passibili di danneggiamento. I contributi erogati dagli ambiti territoriali di caccia a favore dei conduttori dei fondi rustici, per realizzare gli interventi in parola, sembrerebbero rientrare tra quelli qualificabili come «contributi, a fondo perduto», versati al di fuori di un rapporto sinallagmatico fra enti eroganti e soggetti beneficiari. In tal caso, secondo l'Agenzia delle entrate, detti contributi rientrerebbero, ai fini dell'IVA, fra le cessioni di denaro di cui all'articolo 2, terzo comma, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come tali esclusi dal campo di applicazione dell'imposta. Il Viceministro dell'economia e delle finanze: Vincenzo Visco.



 
Cronologia
domenica 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    26 milioni di elettori (52 % degli aventi diritto) si recano alle urne per esprimere il proprio voto sul referendum costituzionale per la modifica della parte seconda della Costituzione. Il 61,29% degli elettori respinge la modifica.

mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 4 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.2000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.379 di conversione del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.