Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00204 presentata da CONFALONIERI GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 28/06/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00204 presentata da GIOVANNI CONFALONIERI mercoledì 28 giugno 2006 nella seduta n.011 CONFALONIERI - Al Ministro delle infrastrutture - Premesso che: la Cascinazza è un'area del territorio di Monza di 723.467 metri quadrati, di interesse paesaggistico, ecologico e con destinazione agricola, la cui proprietà, dal 1980, è della Società I.E.I.; l'area in oggetto svolge un importante ruolo di salvaguardia dalle esondazioni del fiume Lambro e da diversi decenni è in atto il tentativo di edificarla in modo esteso; considerato che: questa pregiata area è contraddistinta da una travagliata storia urbanistica, ed infatti, secondo quanto risulta all'interrogante: nel 1962 venne stipulata una convenzione tra il Comune e l'Immobiliare Cascinazza di Monza Spa.,: la lottizzazione prevedeva la possibilità di costruire 1 milione e 750.000 metri cubi in cambio della cessione a titolo gratuito di 282.000 metri quadrati all'Amministrazione comunale; nel 1974 scadde la convenzione stipulata nel 1962 senza che alcuna licenza edilizia venisse mai rilasciata; nell'ottobre 1974 venne approvata una variante al Piano regolatore generale che ridusse gli indici di edificabilità a 764.300 metri cubi, poi ridotti ancora nel 1971 a 388.485 metri cubi. con l'approvazione nel 1980 del Piano dei servizi, vennero eliminate le previsioni volumetriche e fu introdotto un vincolo a verde e servizi per tutta l'area; nel 1983 con la legge regionale n.86 venne approvato il Piano regionale delle aree protette: nella planimetria d'insieme l'area della Cascinazza risultava come facente parte del Parco del Medio Lambro. Inspiegabilmente, però, tale area non comparve nella relativa tavola particolareggiata del Parco citato; nel 1989 la proprietà presentò nuovamente la richiesta perché fossero resi edificabili 388.485 metri cubi, ma questa richiesta non venne accolta dall'Amministrazione comunale, sulla base degli strumenti urbanistici vigenti; a metà degli anni '90 venne adottata una variante generale al Piano regolatore generale redatta dal prof. Leonardo Benevolo che salvava la Cascinazza, inserendola nel cosiddetto Parco di Cintura. La variante al Piano regolatore non vide l'approvazione definitivamente, a causa del cambio di amministrazione comunale; la nuova amministrazione non portò a compimento la variante Benevolo e, nel marzo del 2002, approvò una variante che prevedeva la realizzazione di 220.000 metri cubi; dal 2002, sulle aree agricole della Cascinazza, poste subito a ridosso del Lambro, il PAI (Piano di assetto idrogelogico) definì un vincolo di inedificabilità assoluta (fascia A), in quanto l'area stessa è interessata da notevoli fenomeni esondativi. Quei vincoli, inspiegabilmente, vennero successivamente ridotti, nonostante il parere contrario del Comune di Monza e dei Comuni posti a sud (Brugherio, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese) che avevano anche presentato specifica osservazione alla Regione ed all'Autorità di bacino e poi ricorso al Tribunale delle acque. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale nel febbraio 2005, la variante PAI in riduzione entrò in vigore, consentendo così l'edificabilità sull'area. La società Istedin di Paolo Berlusconi, a soli 2 giorni dall'adozione di quella variante da parte dell'Autorità di bacino (3 marzo 2004) presentò, per la parte interessata da edificazione, un Piano di lottizzazione; considerato, inoltre, che: venne notificato un atto di citazione da parte della proprietà nei confronti del Comune di Monza con una richiesta di danni per la mancata realizzazione della convenzione stipulata nel 1962, a cui seguì una sentenza dalla Corte d'appello favorevole alla proprietà, cassata poi dalla Corte di cassazione il 20 settembre del 2002 e ribaltata dalla Corte d'appello di Milano (sempre a favore del Comune) a fine ottobre del 2004. La Corte d'appello respingeva la richiesta di risarcimento danni avanzata dall'Istituto per l'edilizia industrializzata (Iei) di Paolo Berlusconi: circa 300 milioni di euro, per non essere mai riusciti a costruire sull'area della Cascinazza di proprietà il milione e mezzo di metri cubi previsti dalla convenzione stipulata con il Comune nel 1962; considerato, altresì, che: nel dicembre del 2004, la Giunta Comunale deliberava una proposta di variante al Piano regolatore generale, cambiando destinazione d'uso alla Cascinazza che diventava così area verde, entrando a far parte del Parco del Medio Lambro, un polmone agricolo che si estende fra Brugherio, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese e che prevede stretti vincoli ambientali e col mantenimento sull'area della Cascinazza di una volumetria residua di circa 50 mila metri cubi, fra terziario e residenziale; l'approvazione della variante al Piano regolatore è stata bloccata dall'entrata in vigore della legge regionale 12/2005 "Legge per il governo del territorio" in cui è contenuto un dispositivo che riguarda esclusivamente Monza e un solo altro Comune in Lombardia, Campione d'Italia, e che vieta a queste amministrazioni di intervenire con variante poiché dotate di Piano regolatore generale vigente approvato antecedentemente al 1975, che così il Comune di Monza si è trovato nella condizione di riavviare l' iter per l'approvazione del proprio strumento urbanistico, il Piano di governo del territorio; è in fase di approvazione da parte del Consiglio regionale della Lombardia un ulteriore progetto di legge, di iniziativa della Giunta regionale, che prevede la riduzione delle salvaguardie da cinque a tre anni che, se avallato, comporterebbe per Monza la caduta delle salvaguardie del Piano adottato nel 2002 (che, anziché scadere nel 2007, sarebbero già scadute da un anno) e il ritorno al Piano regolatore del 1971, con la possibilità di costruire sull'area della Cascinazza centinaia di migliaia di metri cubi; ritenuto incomprensibile e inaccettabile il rifiuto di introdurre nel dispositivo legislativo una modifica che escludesse la retroattività del provvedimento nella parte relativa alle salvaguardie in modo da consentire ai Comuni interessati di portare a termine l'approvazione del Piano di governo del territorio (proposta già deliberata dalla Giunta comunale di Monza ed ora sottoposta all'adozione del Consiglio Comunale) e tutelando con le dovute salvaguardie le aree non costruite e di pregio paesistico ed ambientale, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo: intenda intervenire, nell'ambito dei propri poteri e delle proprie competenze, al fine di tutelare il territorio della Cascinazza, area di grande interesse paesaggistico e ambientale; intenda intervenire in particolare presso gli Enti interessati affinché venga prodotta una mediazione tra gli interessi del legislatore regionale e quelli dell'ente locale titolare della pianificazione del proprio territorio, attraverso l'eliminazione della retroattività della legge in approvazione al fine di consentire la conclusione dell' iter del nuovo strumento urbanistico comunale. (4-00204)