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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00396 presentata da PISICCHIO PINO (ITALIA DEI VALORI) in data 29/06/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00396 presentata da PINO PISICCHIO giovedì 29 giugno 2006 nella seduta n.016 PISICCHIO. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: da alcuni anni sono presenti sul mercato italiano bevande analcoliche - cosiddetti soft drink - orientate verso un target essenzialmente giovanile, che hanno a base una mistura di caffeina ad altissimo concentrato, taurina sintetica e un carboidrato, il glucunorolattone, volto a creare una maggiore resistenza alla stanchezza; la diffusione più ampia di tali soft drink è concentrata nel «popolo della notte» delle discoteche, in considerazione delle proprietà peculiari delle componenti chimiche del prodotto e, in particolare, dell'alto contenuto di caffeina, fino all'ottanta per cento, con lo scopo di ridurre la percezione della stanchezza; spesso tali bevande vengono assunte in associazione con alcolici, creando un cortocircuito che può provocare pericolose conseguenze, come risulta dalle indagini che le autorità svedesi stanno compiendo sul decesso di alcuni giovani assuntori di soft drink a base di caffeina e taurina insieme con la vodka; in altri paesi europei le autorità sanitarie hanno assunto provvedimenti volti a preservare le giovani generazioni dagli effetti indesiderati derivanti da un uso improvvido dei soft drink alla caffeina: in Francia sono stati classificati come medicinali per gli effetti sul sistema cardiocircolatorio, in alcuni paesi scandinavi non ne è stata autorizzata la vendita che è invece libera in Gran Bretagna ma con la chiara avvertenza dei rischi per le donne incinte, i minorenni e le persone con problemi cardiaci -: quali urgenti iniziative il Ministro intenda assumere per tutelare i giovani consumatori e quella fascia di popolazione a rischio cardiaco dal pericolo di un uso improprio di tali bevande, tenendo conto del fatto che, fino ad oggi, l'unico obbligo previsto dalla legge è quello di indicare sulle lattine che la bevanda contiene caffeina. (4-00396)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 28 dicembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 091 All'Interrogazione 4-00396
presentata da PISICCHIO Risposta. - L'immissione sul mercato nazionale dei cosiddetti Energy drink è stata effettuata secondo la procedura di notifica di etichetta prevista dall'articolo 7 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 111, di attuazione della direttiva 89/398/CEE concernente i prodotti alimentari destinati ad una alimentazione particolare. La competente Direzione del ministero della salute, dopo approfondita valutazione della composizione dei prodotti in questione e, sentiti i pareri dell'Istituto superiore di Sanità e del Consiglio superiore di Sanità, per esigenze di tutela di salute pubblica aveva prescritto il divieto della loro commercializzazione. Le suddette bevande, di provenienza comunitaria, sono caratterizzate da elevati tenori di caffeina (320 mg/l), di gran lunga superiore al massimo consentito nelle bevande analcoliche ai sensi dell'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958, n. 719, e di taurina (4g/l). Diverse imprese hanno presentato ricorso ai Tribunali amministrativi regionali contro il predetto divieto; in alcuni casi il ricorso è stato accolto dal Tar ma la successiva sentenza in sede di appello del Consiglio di Stato ha confermato la legittimità del divieto ministeriale. Successivamente i Servizi giuridici della Commissione dell'UE, preso atto del divieto di commercializzazione in ambito nazionale, hanno avviato una procedura di infrazione, contestando al Governo italiano il mancato rispetto dell'articolo 30 del Trattato di Roma, con ostacolo alla libera commercializzazione delle merci in ambito comunitario. A seguito di un prolungato contenzioso, la questione è stata sottoposta nuovamente all'attenzione del Consiglio superiore di Sanità, che, dopo ulteriore riesame di tutti gli aspetti della questione e verificate le più recenti conoscenze di livello scientifico, non ha ravvisato elementi tali da poter correlare direttamente il consumo dei prodotti in questione con pregiudizi per la salute umana. Ha, tuttavia, sottolineato, in considerazione del contenuto in caffeina, l'opportunità di una informazione adeguata e corretta del consumatore, attraverso opportune avvertenze in etichetta destinate, soprattutto, a particolari fasce di popolazione (bambini, gestanti, nutrici e soggetti particolarmente sensibili). La circolare ministeriale 3 aprile 1998, n. 5 inviata agli Assessorati regionali alla Sanità, agli uffici veterinari per gli adempimenti comunitari, agli uffici di Sanità marittima e area del ministero della salute e a tutte le Associazioni di categoria interessate, ha specificato, inoltre, la necessità che ne venga suggerito un consumo moderato, in relazione a contemporanee assunzioni di caffeina da altre fonti, che non siano riportate in etichetta affermazioni su effetti «vantaggiosi», non risultati adeguatamente documentati, con l'avvertenza, inoltre, di evitare la simultanea esposizione ad alcool e tabacco. Nei prossimi mesi - anche con l'apporto tecnico del Consiglio Superiore di Sanità, appena ricostituito - saranno studiate campagne informative mirate, che contribuiranno ad evitare un uso smodato e non razionale di questi prodotti. Il Sottosegretario di Stato per la salute: Gian Paolo Patta.



 
Cronologia
mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 4 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.2000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.379 di conversione del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.