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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00430 presentata da AIRAGHI MARCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 04/07/2006

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00430 presentata da MARCO AIRAGHI martedì 4 luglio 2006 nella seduta n.018 AIRAGHI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il 12 agosto 2000 il Governo federale tedesco ha approvato la legge che istituisce il Fondo per indennizzare coloro che sono stati vittime di lavori forzati o ridotti in condizioni di schiavitù durante il regime nazista; il fondo federale tedesco ammonta a dieci miliardi di marchi, messi a disposizione in misura uguale dalle industrie e dal Governo tedesco; il fondo è stato posto sotto la tutela della Fondazione Federale tedesca «Erinnerung, Verantwortung und Zukunft» («Memoria, responsabilità e futuro»), e la stessa legge ha stabilito che i richiedenti di origine non ebraica e non residenti in Polonia, Russia, Repubblica Ceca, Ucraina, Bielorussia, Estonia, Lettonia e Lituania, si rivolgano all'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) (the International Organization for Migration - IOM); chi può avere titolo a inoltrare la domanda di indennizzo sono coloro che sono stati tenuti in campi di concentramento/prigionia o ghetti, e che sono stati costretti ai lavori forzati; nonché coloro che sono stati deportati dai Paesi di origine nel territorio facente parte del Reich tedesco nel 1937, o in regioni da esso occupate, costretti a lavorare forzatamente in attività industriali o commerciali o nel settore pubblico, detenuti in condizioni diverse da quelle sopra descritte o in condizioni assimilabili alla prigionia o sottoposti a condizioni di vita eccezionalmente dure; il Sig. Eusebio Moroni, residente in Marnate (Varese) in via Bergamo 30, ha inoltrato la domanda, poiché internato durante la seconda guerra mondiale; l'IOM ha respinto la sua richiesta formulando tale decisione poiché il Sig. Moroni essendo militare e quindi nello stato di prigioniero politico non poteva aver diritto a tal fondo; lo stesso IOM, ha caratterizzato la sua decisione evidenziando come i soli militari che potevano accedere a codesto fondo erano coloro che erano stati internati in un campo di sterminio; la determina del campo di sterminio è indicata in una legge dello Stato tedesco; come è ben chiaro esaminando la norma tedesca, e come l'OIM precisa nelle comunicazioni, lo status di prigioniero di guerra, o quello di Internato Militare Italiano (IMI), di per sé, non è condizione sufficiente per accedere alla richiesta di indennizzo nell'ambito del presente programma, creando così una notevole discriminazione -: quali azioni intenda intraprendere presso le autorità tedesche affinché anche i militari internati, che si trovavano nella stessa condizione degli altri internati possano usufruire di questo fondo. (4-00430)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 settembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 037 All'Interrogazione 4-00430
presentata da AIRAGHI Risposta. - Il ministero degli affari esteri si impegnò a suo tempo, di concerto con le associazioni cui fanno riferimento gli Internati Militari Italiani, per fare riconoscere a tale categoria i benefici della legge tedesca istitutiva della Fondazione «Memoria, Responsabilità e Futuro». Dopo la decisione del Governo tedesco dell'11 agosto 2001, formalizzata l'11 ottobre successivo dal Consiglio ( Kuratorium ) che gestisce la suddetta Fondazione, che faceva propria la tesi che gli Interventi Militari Italiani dovevano essere giuridicamente considerati prigionieri di guerra, anche se non furono trattati come tali, e ritenuti quindi, in linea generale, esclusi dai benefici, da parte italiana fu rappresentata alle Autorità tedesche la nostra grande delusione e forte deplorazione per una decisione reputata ingiusta e non corredata dai fatti. L'assoluta chiusura mostrata dal Governo tedesco nei confronti delle legittime aspettative degli Interventi Militari Italiani, indussero il mistero degli esteri a promuovere un'iniziativa, intesa a costituire un fondo, per il quale proporre successivamente al Governo tedesco una partecipazione, al fine di rendere possibile un indennizzo, a livello nazionale, per coloro che furono vittima di lavoro forzato in condizioni disumane. In tale linea furono presentate in Parlamento alcune proposte di legge, successivamente unificate, nella XIV legislatura, nell'Atto Camera n. 2240 («Disposizioni per la concessione di un indennizzo ai militari italiani detenuti durante la seconda guerra mondiale in Germania»). Tale proposta di legge, come noto, non ha trovato sbocco normativo. A seguito della formazione a Berlino del Governo di «Grande Coalizione», il nostro ministero degli esteri ha comunque ripreso i contatti con il ministero degli esteri tedesco per la ricerca di una soluzione alla questione. In tali contatti, pur confermando la esclusione degli ex Interventi Militari Italiani dai beneficiari della Fondazione «Memoria, Responsabilità e Futuro», il Governo Merkel ha espresso negli ultimi mesi una apertura di massima alla discussione di ipotetiche forme simboliche di riparazione, tra fui la proposta, presentata direttamente al Cancelliere Federale dall'Avv. Enrico Ciantelli, uno degli ex Interventi Militari Italiani superstiti, per un monumento-memoriale in una piazza di Berlino. In vista di una opportuna consultazione delle Associazioni dei reduci circa tali nuovi orientamenti del Governo tedesco ed al fine di mettere a punto una linea di condotta per il proseguimento dei contatti con le Autorità tedesche, l'11 luglio 2006, presso la Segreteria generale della Presidenza del Consiglio, si è tenuta una riunione di coordinamento interministeriale. Tale riunione, cui hanno partecipato i rappresentanti delle varie Amministrazioni interessate alla materia, ovvero, oltre a quella degli esteri, i ministeri della difesa, dell'economia e della giustizia, l'Avvocatura generale dello Stato, ha disposto un riesame approfondito di tutti gli aspetti della complessa questione. Il Viceministro degli affari esteri: Franco Danieli.



 
Cronologia
mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 4 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.2000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.379 di conversione del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

mercoledì 5 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento riunito in seduta comune elegge Paolo Maria Napolitano giudice della Corte costituzionale.