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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00230 presentata da MICHELONI CLAUDIO (L'ULIVO) in data 04/07/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00230 presentata da CLAUDIO MICHELONI martedì 4 luglio 2006 nella seduta n.012 MICHELONI - Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e degli affari esteri - Premesso che: il Ministero del lavoro, nello svolgimento delle proprie funzioni, ha il compito di provvedere alla pubblicazione, con cadenza pluriennale, di bandi per corsi di formazione riservati ai cittadini italiani residenti all'estero e, successivamente, alla pubblicazione della graduatoria dei progetti approvati ed all'emanazione del decreto di finanziamento per l'avvio dei corsi medesimi; tali iniziative di formazione professionale sono di encomiabile utilità per i cittadini italiani residenti all'estero, ed in particolare per i giovani residenti nei territori extracomunitari, in quanto consentono loro di sostenere percorsi di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale in aree territoriali prive di adeguate strutture formative o in cui la marginalità sociale tra le nostre collettività è crescente; nel corso degli ultimi cinque anni, tuttavia, la svolgimento di tali compiti ha subito un deciso rallentamento, tanto che l'ultimo bando emesso dal Ministero del lavoro risale all'anno 2000 e il penultimo decreto di finanziamento risale all'anno 2002 e, a causa della mancata adozione dei suddetti provvedimenti, il Ministero ha accumulato, nel tempo, residui di cassa per un ammontare pari a circa 75 milioni di euro; recentemente, tuttavia, in vista delle ultime elezioni politiche, il Ministero del lavoro ha provveduto ad emanare una nuova graduatoria dei progetti approvati, nonché il relativo decreto di finanziamento e, contrariamente al parere più volte formulato dai Comites, dai CGIE e dai Consoli al Comitato di valutazione del medesimo Ministero, ha escluso, tra i soggetti convenzionati nello svolgimento dei corsi professionali, coloro che possiedono organizzazioni, strutture e collegamenti con le comunità insediate all'estero e che vantano consistenti e positivi curricula in attività a favore dei connazionali all'estero; le nuove convenzioni di affidamento dei corsi di formazione professionale risultano appannaggio di organizzazioni specializzate nella delocalizzazione di piccole e medie imprese o di parti di distretti industriali e che, per la loro struttura organizzativa, non hanno al loro interno figure specializzate nella preparazione professionale dei connazionali all'estero, si chiede di sapere: quali siano stati i principi e i criteri con i quali il Ministero del lavoro ha provveduto alla selezione degli ultimi progetti di formazione professionale destinati ai connazionali all'estero; se i Ministri in indirizzo intendano rivedere la formazione delle suddette graduatorie al fine di ricomprendere, fra i soggetti assegnatari delle convenzioni, anche altri soggetti che vantino un'adeguata esperienza nella formazione professionale dei cittadini italiani residenti all'estero; se intendano procedere, nel breve periodo, all'emanazione di nuovi bandi per corsi di formazione riservati ai cittadini italiani residenti all'estero al fine di utilizzare nel modo migliore le risorse inutilizzate a tale scopo nel corso degli ultimi anni. (4-00230)

Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 012 all'Interrogazione 4-00230
presentata da MICHELONI Risposta.
– Per quanto riguarda i princìpi e i criteri con i quali questo
Ministero ha provveduto alla selezione dei progetti presentati a seguito
dell'Avviso pubblico n. 1 «Interventi per la formazione
degli Italiani residenti in Paesi appartenenti all'Unione Europea»
(decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998, articolo 142, lettera h) , si precisa che le proposte progettuali potevano essere presentate
da operatore pubblico o privato i cui proponenti dovevano avere sede legale
e domicilio (almeno per il pertinente ramo di attività) in Italia. La finalità
generale era quella di favorire l'occupabilità degli italiani
all'estero e migliorare la presenza della collettività italiana
all'estero e la loro relazione con i sistemi produttivi locali, esteri
e italiani, accrescendo le dinamiche di sviluppo locale e le interdipendenze
produttive locali e transnazionali. L'intervento
del Ministero si articolava in due misure: Misura A Misura rivolta alla promozione dello sviluppo locale ed al rafforzamento
delle collettività italiane all'estero Misura B Misura rivolta alla formazione individuale Le risorse
destinate alla realizzazione degli interventi ammontavano complessivamente
a 26 milioni di euro suddivisi in interventi rivolti alla formazione individuale
(8 milioni di euro), alla promozione dello sviluppo locale (15 milioni
di euro) ed al rafforzamento delle collettività italiane all'estero
(3 milioni di euro). Nella descrizione
del partenariato era necessario fornire una presentazione generale sulle
caratteristiche degli attori coinvolti, sulla struttura generale, sulle
modalità operative e sull'esperienza maturata. Inoltre, doveva
essere specificato il ruolo dei vari partner e le modalità
del loro coordinamento. Particolare
attenzione era riservata ai progetti che si fondavano su partenariati volti
a rafforzare la cooperazione tra organismi di formazione e ricerca (università
e istituti di formazione professionali compresi), imprese (incluse organizzazioni
professionali e Camere di Commercio), enti locali e parti sociali. Era data facoltà
ai soggetti, rispondenti ai requisiti precedentemente indicati, di partecipare
alla procedura in forma riunita, ovvero come costituendi Raggruppamenti
Temporanei di Imprese (RTI) o di Scopo (RTS). I soggetti
proponenti dovevano documentare di: disporre
di strutture, mezzi e capacità (organizzativa e tecnica in genere)
adeguati alla realizzazione del progetto; avere
attivato validi e specifici collegamenti, opportunamente documentati, con
Istituzioni ed Organizzazioni del Paese in cui si intende attuare l'intervento
formativo. In particolare, per le
azioni comprese nella Misura A, i proponenti dovevano esplicitamente indicare,
all'interno del Formulario, l'ubicazione della propria sede operativa
nella Circoscrizione Consolare (o in ciascuna delle Sedi Consolari, nel
caso di progetti interessanti più d'una di queste) in cui si
intendevano realizzare le azioni formative (oppure, in assenza di Sede
Consolare, nel Paese di riferimento). Per le azioni
invece comprese nella Misura B, restava comunque necessaria la dimostrazione
di avere disponibilità delle strutture operative, anche locali,
e di avere approntato i collegamenti istituzionali ed operativi tutti necessari
all'utile e regolare svolgimento degli interventi progettati. La valutazione
dei progetti si è realizzata in due fasi diverse attraverso due
distinti organismi: una
Commissione tecnica istituita con D.D. n. 140N/04 del 3 giugno 2004
con il compito di preselezionare i progetti sulla base di dati tecnici
e che ha ammesso a valutazione n. 517 progetti; un
Comitato tecnico istituito con D.D. 82/Segr./2005 del 30 marzo 2005 e insediatosi
il 3 maggio 2005, che ha selezionato i progetti da ammettere a finanziamento
in ragione dei seguenti criteri e parametri: CRITERIOPunteggio massimo1Rilevanza (obiettivi, scopo del
progetto, risultati attesi) 252Innovatività della proposta
progettuale 133Congruenza tra analisi e programma di intervento 124Congruenza
tra piano finanziario e attività e rapporto mezzi finanziari richiesti/risultati
attesi 125Coerenza (concatenazione logica obiettivi e risultati
- Logical Framework Matrix) 106Adeguatezza della formulazione
(analisi e programma di intervento) 87Congruenza
tra competenze e attività 88Congruenza tra
piano valutativo e scopo del progetto 69Modalità
di automonitoraggio ed autovalutazione 6Totale . . . 100 Non
sono stati in alcun caso considerati finanziabili i progetti che hanno
riportato valutazione inferiore a 60 punti. L'attribuzione
dei punteggi e la relativa graduatoria è stata fatta facendo uso
di due decimali dopo il numero intero. I risultati
della valutazione e la relativa graduatoria sono stati resi noti con decreto
interministeriale del 14 giugno 2006, n. 118. Per quanto
concerne la possibilità di rivedere la formazione delle graduatorie
al fine di ricomprendere, fra i progetti assegnatari delle convenzioni,
anche altri soggetti che vantino un'adeguata esperienza nella formazione
professionale dei cittadini italiani all'estero, si fa presente che
il Ministero del Lavoro aveva presentato un decreto interministeriale che
allargava la platea degli enti sovvenzionati fino all'impiego delle
risorse disponibili, suddivise proporzionalmente sulle due previste misure. Tale decreto
non ha trovato l'assenso del Ministero dell'economia e delle
finanze, con la motivazione che risultava impossibile procedere al prescritto
concerto in quanto il decreto sottoposto all'esame proponeva l'assegnazione
di contributi in misura superiore a quella stabilita dal relativo bando.
E ciò in quanto, a prescindere da ogni altra considerazione di ordine
giuridico, le risorse ulteriori finalizzate al finanziamento degli interventi
di cui trattasi, affluite nel corso degli esercizi successivi (annualità
2005 e 2006) rispetto all'epoca del bando (annualità 2004),
non potevano cumularsi con quelle ivi previste, ma dovevano costituire
l'oggetto di un'altra specifica gara. Per quanto
riguarda, infine, l'emanazione di nuovi bandi per corsi di formazione
riservati ai cittadini italiani residenti all'estero, si fa presente
che questo Ministero ha già iniziato i lavori per la predisposizione
di un nuovo bando che, presumibilmente, verrà pubblicato entro la
fine del corrente anno. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza
sociale Montagnino



 
Cronologia
mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 4 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.2000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.379 di conversione del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

mercoledì 5 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento riunito in seduta comune elegge Paolo Maria Napolitano giudice della Corte costituzionale.