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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00214 presentata da RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 04/07/2006

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00214 presentata da GIOVANNI RUSSO SPENA martedì 4 luglio 2006 nella seduta n.012 RUSSO SPENA, SODANO, TECCE, VANO - Al Ministro dei beni e delle attività culturali - Premesso che: in Campania sono circa 1.500 i lavoratori e le lavoratrici, che operano nel settore del restauro artistico e dell'archeologia, che si sono formati presso le scuole private, le università pubbliche, le Accademie delle Belle Arti e in maggioranza nei cantieri e nei laboratori. Il 90% dei lavoratori sono donne. L'età media è di 32 anni. Svolgono attività di operatore lapideo, restauratore di quadri, affreschi, monumenti. Ed anche restauratore di mobili antichi e addetto alle botteghe del restauro. Figure altamente specializzate che necessitano di particolari conoscenze tecnico-scientifiche e di un patrimonio culturale di tutto riguardo; l'approvazione delle modifiche al Codice dei beni culturali pubblicata a due settimane dalle elezioni politiche 2006, rischia di portare all'esclusione di migliaia di lavoratori dal settore del restauro e della conservazione; nel comma 6 dell'articolo 29 del decreto legislativo n. 42/2004, noto come Codice dei beni culturali, si legge: "…gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi della normativa in materia"; nel 2000 e nel 2001 (decreto ministeriale 294, modificato dal 420) si sono stabiliti i requisiti utili, in base alla formazione ed al lavoro, per la qualifica professionale di chi opera nel restauro, per tentare di dare ordine e coerenza ad anni ed anni di gestione del settore confusa e disorganica; il termine, previsto dall'ultimo decreto ministeriale del 2001, entro il quale tale "prestazione d'opera" era considerata valida ai fini delle certificazioni, è retroattivo, cioè regolamenta l'esperienza pregressa. Per il futuro ci sarebbero stati nuovi percorsi formativi chiari e riconosciuti; dopo il 2001, in Italia si è continuato a fare formazione in modo confuso e disordinato, creando aspettative tra i giovani che poi si sono ritrovati con titoli di studio inutili. Gli operatori già attivi a questa data hanno di fatto continuato, indipendentemente dal titolo, ad essere utilizzati dalle imprese per svolgere attività di restauro a tutti gli effetti, spesso vedendosi affidata ufficiosamente la gestione dei cantieri, assistendo così alla proliferazione di sfruttamento e precarietà; questa contraddizione ha portato migliaia di lavoratori a rivendicare il diritto ancora disatteso di poter, ancora dopo il 2001, dimostrare la propria posizione lavorativa e professionale; il nuovo Codice e le modifiche apportate hanno complicato ulteriormente la situazione; constatato che: nella parte quinta del Codice dei beni culturali, relativa alle disposizioni transitorie, finalizzate a regolamentare la complessa situazione in cui lavora la maggior parte degli operatori del settore, prima che entrino in vigore i nuovi standard di riferimento per le qualifiche professionali e per la formazione, i criteri di certificazione si ispirano alle norme precedentemente in vigore, ereditandone i difetti e, oltre ad essere difficilmente esigibili, adesso risultano anche inaccessibili; la vera novità risulta essere che il termine (confermato dal Ministero e previsto dal nuovo Codice) per certificare e presentare il lavoro di restauro svolto con "responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento", requisito specifico richiesto dalla legge per ottenere la qualifica di restauratore, è il 12 maggio 2006, cioè la data di entrata in vigore delle norme indicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2006, in cui sono state pubblicate tali modifiche al Codice (articolo 182, comma 1- ter , B)", si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo: non ritenga che dare solo due settimane di tempo ai lavoratori del settore senza diffusione ufficiale della notizia, per sistemare e presentare la documentazione di anni e anni di lavoro, con tutte le difficoltà nel reperirla, sia lesivo dei diritti più elementari di questi lavoratori e impedisca di fatto alla maggioranza degli operatori di accedere ad un futuro lavorativo; non valuti di accogliere l'appello di Fillea Cgil e della Fillea Restauro Napoli che chiedono il prolungamento dei tempi di consegna delle certificazioni; non voglia intraprendere tutte le iniziative affinché si giunga, nel più breve tempo possibile, alla risoluzione della questione attraverso la revisione degli articoli del Codice sopramenzionati; non voglia chiarire, in riferimento al comma 1- bis dell'articolo 182, i criteri di accesso alle prove di idoneità ai fini del riconoscimento del titolo di "Restauratore di beni Culturali" per i soggetti non rientranti nell'articolo 4, comma 1, lettere a , b , c , del decreto legislativo n. 156 chiarendo in maniera dettagliata se i certificati attestanti i lavori svolti tramite autocertificazione redatta dai lavoratori, tramite certificazione rilasciata dalle imprese e dalle autorità preposte alla tutela dei beni o dagli istituti di cui all'articolo 9 del decreto legislativo del 20 ottobre 1998, n. 368, siano da considerarsi validi; se, inoltre, siano validi ai fini dei criteri di accesso alle prove di idoneità gli attestati e i diplomi di qualifica rilasciati dagli istituti privati e dai corsi di formazione professionale autorizzati dalle Regioni. (4-00214)

 
Cronologia
mercoledì 28 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.325 di conversione del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di natura regolamentare, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 4 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli e 1 contrario, l'emendamento 1.2000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. S.379 di conversione del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

mercoledì 5 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento riunito in seduta comune elegge Paolo Maria Napolitano giudice della Corte costituzionale.