Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00441 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 05/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00441 presentata da ANGELA NAPOLI mercoledì 5 luglio 2006 nella seduta n.019 ANGELA NAPOLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: nella giornata di ieri, 3 luglio 2006, nel vibonese si è abbattuto un violento nubifragio che ha provocato quattro morti, tra i quali un bimbo di solo 15 mesi, e numerosi feriti; il nubifragio ha provocato lo straripamento di alcuni fiumi, lo smottamento di terreni, ingenti danni ad abitazioni e coltivazioni; al di là della violenza del nubifragio che ha investito il territorio vibonese, c'è da registrare l'incombente pericolo che grava su buona parte del territorio calabrese a causa del dissesto idrogeologico registrabile -: quali urgenti iniziative intendano adottare per garantire le famiglie delle vittime e tutti coloro che hanno subito gravi danni alluvionali; se non ritengano necessario ed urgente proclamare lo stato di calamità naturale per l'intero territorio della provincia di Vibo Valentia; se non ritengano indispensabile ed urgente attuare gli opportuni interventi finanziari per incentivare il piano di assetto idrogeologico approvato, da tempo, dalla Regione Calabria. (4-00441)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 13 settembre 2007 nell'allegato B della seduta n. 204 All'Interrogazione 4-00441
presentata da ANGELA NAPOLI Risposta. - In riferimento agli atti di sindacato ispettivo in esame, si fa presente quanto segue. Lunedì 3 luglio 2006 il territorio di Vibo Valentia è stato interessato da un intenso evento alluvionale che ha provocato la perdita di quattro vite umane, tra cui quella di una bambina di quindici mesi, e ha causato allagamenti, smottamenti, frane ed ingenti danni alle infrastrutture, con conseguenti ripercussioni sulla popolazione e sulle attività produttive. Successivamente, il 7 luglio 2006, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, è stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della provincia di Vibo Valentia ed è stata emanata, in pari data, l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3531 recante «interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi atmosferici che hanno colpito il territorio della provincia di Vibo Valentia il giorno 3 luglio 2006». Al fine di provvedere alla individuazione dei comuni colpiti dall'alluvione, alla realizzazione dei primi interventi urgenti diretti al soccorso della popolazione, alla rimozione delle situazioni di pericolo ed a fronteggiare i danni provocati dall'evento calamitoso si è proceduto, con la suddetta ordinanza, alla nomina del Commissario delegato nella persona del Presidente della regione Calabria. Per favorire un rapido rientro nelle unità immobiliari distrutte o danneggiate ed il ritorno alle normali condizioni di vita, il Commissario delegato, è stato autorizzato, secondo quanto stabilito dall'ordinanza 3531, ad erogare contributi per la riparazione degli immobili, per i traslochi e i depositi effettuati dalla popolazione sgomberata, per l'acquisto od il ripristino di beni mobili di carattere indispensabile, che fossero andati danneggiati o distrutti. Ulteriori contributi sono stati previsti con l'articolo 5 della medesima ordinanza, per la ripresa delle attività produttive danneggiate, come ad esempio quelle turistiche, agricole ed artigiane, mentre con l'articolo 9 è stata, altresì, prevista e regolamentata la sospensione dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti tributari in scadenza. Per tali fini sono stati stanziati cinque milioni di euro, a titolo di anticipazione, da porre a carico del Fondo della protezione civile. All'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3531 del 2006 hanno fatto seguito le ordinanze di protezione civile del 28 luglio 2006, n. 3536 e del 4 agosto 2006, n. 3540. Con il provvedimento normativo 3536 sono stati identificati i comuni ai quali applicare i benefici di cui al predetto articolo 9 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3531. Essi sono: Brognaturo, Capistrano, Filogaso, Gerocarne, Sant'Onofrio, Simbario, Serra S. Bruno, Soriano, Sorianello, Stefanaconi, Spadola, S. Nicola da Crissa, Pizzoni, Vallelonga, Vazzano e Vibo Valentia. Inoltre ai datori di lavoro privati aventi sede legale o operativa nei comuni suddetti è stata concessa, fino al 31 dicembre 2006, la sospensione del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, nonché dei premi, ivi compresa la quota a carico dei lavoratori dipendenti. Con la successiva ordinanza 3540 è stato stabilito che l'evento alluvionale, verificatosi nel territorio della provincia di Vibo Valentia il 3 luglio, 2006, costituisce causa di forza maggiore a tutti gli effetti contrattuali, in relazione alla possibilità di rinegoziare i mutui contratti dalla popolazione con gli istituti di credito e bancari e il Capo del Dipartimento della protezione civile è stato autorizzato ad erogare contributi a titolo di indennizzo in favore dei nuclei familiari che avessero subìto la perdita di uno o più componenti coinvolti nelle attività finalizzate a fronteggiare i predetti eventi. Con la stessa ordinanza 3540 sono state, poi, redatte ulteriori norme a beneficio dei lavoratori costretti a sospendere la propria attività a causa dell'evento calamitoso e la regione Calabria, d'intesa con il Ministero dello sviluppo economico, è stata autorizzata a predisporre un programma pluriennale d'interventi, diretti a favorire la ripresa delle attività produttive, mediante il reinsediamento o la delocalizzazione delle imprese danneggiate, e volti alla costituzione di nuove imprese nelle aree industriali interessate. Per le suddette finalità, l'ordinanza n. 3540, così come modificata dalla successiva ordinanza di protezione civile n. 3555 del 2006, ha disposto, anche, la riallocazione delle risorse residue destinate alla regione Calabria, sulla base del contratto multiregionale strategico approvato con la delibera CIPE n. 84 del 2004, diretto a favorire la ripresa produttiva. In proposito, con l'articolo 9 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 marzo 2007, n. 3569, è stato differito, di ulteriori sessanta giorni, il termine per l'attuazione del predetto articolo 5 dell'ordinanza 3540, già prorogato con l'ordinanza n. 3555 del 2006. Si fa presente, inoltre, che il 30 ottobre 2006 il Commissario delegato - Presidente della regione Calabria, ha presentato presso la Giunta regionale il «piano di interventi infrastrutturali, di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica nei comuni della provincia di Vibo Valentia colpiti dagli eventi atmosferici del 3 luglio 2006». Tale piano, predisposto dal Dipartimento di difesa del suolo dell'Università della Calabria, su incarico del Commissario delegato prevede la sistemazione del reticolo idrografico, il completamento delle reti fognarie, l'adeguamento del sistema viario e la riorganizzazione delle aree industriali. I relativi interventi sono stati distinti in tre fasi a seconda delle priorità e della disponibilità finanziaria. In materia di previsione, valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico della regione, si richiama l'atto di indirizzo 27 ottobre 2006 recante «indirizzi operativi per fronteggiare eventuali situazioni di emergenza connessi a fenomeni idrogeologici ed idraulici» in cui il Governo ha richiamato l'attenzione di tutte le istituzioni, ed in particolare delle regioni e delle province autonome per promuovere e sostenere, anche attraverso la predisposizione di apposite linee guida, la costituzione e l'operatività dei presidi territoriali, sia a scala provinciale che comunale, favorendo l'aggregazione tra i singoli comuni. Va evidenziato che i fenomeni meteorologici avversi hanno recentemente interessato soprattutto aree fortemente urbanizzate, mettendone in luce la vulnerabilità, dovuta sia alla tipologia ed all'articolazione urbanistica, il cui sviluppo non è stato, talvolta, né pianificato né controllato adeguatamente, sia alla scarsa manutenzione del reticolato idrografico minore. In proposito esistono degli strumenti di pianificazione, i Piani stralci di bacino per l'assetto idrogeologico (PAI), che devono includere, oltre ai consueti scenari di estrema pericolosità, che sono più rari, anche le criticità apparentemente minori, che risultano più frequenti nel territorio nazionale. Le regioni, pertanto, sono state invitate a effettuare un programma di difesa del suolo e di ricostruzione post-emergenziale per il ritorno alle ordinarie condizioni di vita, mirando a ridurre i rischi su aree il più possibile estese. L'attenzione deve essere posta, oltre che sulla attività di prevenzione, anche verso una seria pianificazione di emergenza per la salvaguardia della popolazione, attraverso un tempestivo e coordinato intervento in caso di calamità. Infine, in relazione all'emergenza verificatasi nel territorio di Vibo Valentia, ai sensi dell'articolo 1, comma 1015, della legge finanziaria n. 269 del 2006, è stato autorizzato un contributo di 8 milioni di euro per l'anno 2007. In proposito l'articolo 8 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3591 del 24 maggio 2007 ha previsto, d'intesa con la regione Calabria, un'apposita normativa che, al fine di consentire il proseguimento delle iniziative finalizzate al superamento dell'emergenza, ha autorizzato il trasferimento delle suddette risorse finanziarie sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato - Presidente della regione Calabria. Per quanto riguarda, invece, gli interventi a favore delle popolazioni della provincia di Vibo Valentia e delle regioni Liguria e Veneto, con l'articolo 1, comma 1014, della predetta legge finanziaria n. 269, è stata autorizzata, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, la spesa di 10 milioni di euro da ripartire tra le predette regioni. In particolare, alla provincia di Vibo Valentia è stata assegnata una somma pari a 500.000,00 euro. In data 16 febbraio 2007 si è tenuta una riunione, presso il Dipartimento della protezione civile, con un rappresentante della regione Calabria e della Camera di commercio industria ed artigianato, nella quale il rappresentante della regione è stato sollecitato a dare attuazione alle disposizioni di protezione civile di competenza del Commissario delegato, con particolare riferimento alle norme riguardanti la ripresa delle attività produttive, previa la realizzazione di piani di intervento finalizzati al raggiungimento di obiettivi secondo un rigoroso ordine di priorità. Per quanto riguarda il ripristino delle comunicazioni stradali, si fa presente che è stata riaperta al traffico la statale 18 dopo il completamento dei lavori di ricostruzione del corpo stradale parzialmente franato al Km. 437+250 e la bonifica della pendice in frana al Km. 434+800. Il transito è, però, consentito con i limiti di velocità a 40 km/h, con divieto di sorpasso, con senso unico alternato per tratti non più lunghi di 100 metri e divieto di transito agli autoveicoli di massa superiore a 20 tonnellate. In relazione agli interventi relativi ai gravi danni causati dal nubifragio a tutto il settore agricolo, si fa presente che su proposta della regione Calabria, il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha emesso, in data 14 novembre 2006, il decreto di declaratoria con il quale sono state attivate le provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale che, ai sensi del decreto legislativo del 29 marzo 2004, n. 102, prevede a favore delle aziende agricole danneggiate, nella misura non inferiore al 30 per cento (20 per cento se si tratta di zone svantaggiate), contributi in conto capitale fino all'80 per cento del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale nell'anno in cui si è verificato l'evento ed in quello successivo, la proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell'anno in cui si è verificato l'evento calamitoso e contributi in conto capitale, fino al 100 per cento, per il ripristino delle infrastrutture connesse all'attività agricola. Sempre a seguito degli eventi alluvionali che hanno interessato provincia di Vibo Valentia, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha disposto l'intervento di tre unità navali per il recupero dei rifiuti galleggianti e dei detriti vari presenti in mare. Successivamente, in data 13 luglio 2006, presso l'Amministrazione provinciale di Vibo Valentia si è tenuto il vertice interforze per la salvaguardia ambientale, al quale hanno partecipato tutti i soggetti istituzionali coinvolti. In tale sede è stato costituito il Gruppo di valutazione ambientale che, a seguito di una ricognizione della situazione relativa al livello dell'inquinamento marino, all'irregimentazione delle acque e alla difesa del suolo, ha proposto interventi rivolti in merito. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali: Vannino Chiti.