Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00019 presentata da VALPIANA TIZIANA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 05/07/2006
Atto Senato Interpellanza 2-00019 presentata da TIZIANA VALPIANA mercoledì 5 luglio 2006 nella seduta n.013 VALPIANA - Al Ministro dell'interno - Risulta all'interrogante che: dal luglio 2002, ogni anno alla stessa data, si svolge a Schio, in provincia di Vicenza, città insignita della medaglia d'argento per il valore militare durante la Resistenza, una manifestazione con corteo di reduci della Repubblica di Salò, assieme ad alcune centinaia di manifestanti inneggianti al nazifascismo con slogan e gesti inequivocabili, dal saluto romano, al grido di "boia chi molla", all'accusa di "assassini" rivolta ai cittadini di Schio, ampiamente documentati da foto apparse sulla stampa e in possesso delle Forze dell'ordine; questa manifestazione altamente offensiva per i cittadini e le cittadine scledensi, distintisi per la partecipazione alla battaglia antifascista, trae spunto dalla legittima volontà di piangere i 54 caduti nell'efferato "eccidio" avvenuto nelle carceri di Schio nel luglio 1945 per mano di partigiani e che costituisce ancora una ferita profonda nella coscienza civile e nella memoria di questa città. Tuttavia, con l'alibi di commemorare al Sacrario militare di Schio quell'efferato massacro, si finisce poi per dar vita a una vera e propria gazzarra di stampo nazifascista e offendere, insieme alla città, i familiari di quelle vittime che si dissociano da tale strumentalizzazione; l'autorizzazione allo svolgimento della manifestazione presso l'Ossario di SS. Trinità viene richiesta dal referente locale di "Continuità ideale" e concessa dal Comitato per l'onore dei caduti in guerra che gestisce il Sacrario stesso. Il mancato diniego del corteo viene quindi di conseguenza; il 17 maggio 2006, 60 anni dopo l'eccidio, il Sindaco, le Associazioni partigiane e il Comitato familiari delle vittime, hanno firmato un documento comune in cui, riconoscendosi nei valori fondanti della Repubblica italiana e della Resistenza, condannano come ingiusto, insensato e terribile l'eccidio di Schio e promuovono la concordia civica. Nel contempo chiedono che questo importante cammino non venga interrotto da offensive manifestazioni che strumentalizzano i morti in quell'eccidio; con una lettera inviata il 23 maggio 2006, e sottoscritta da altri parlamentari, l'interpellante ha rivolto un appello al Ministro in indirizzo affinché interpretasse lo spirito del solenne documento citato, impedendo che nel luglio 2006 esso venisse nuovamente tradito, per la quinta volta, da manifestazioni e cortei palesemente pretestuosi ed inneggianti al nazismo ed al fascismo; in seguito alle diverse sollecitazioni dell'interpellante rivolte ad evitare lo svolgimento di tali manifestazioni, sono state date assicurazioni meramente verbali che verrà negato il permesso alla manifestazione pubblica ma permane, tuttavia, il fondato timore che, con il pretesto dello svolgimento di una manifestazione religiosa, si possa degenerare, come già avvenuto in passato, in cortei di stampo nazi-fascista che diffondono slogan inneggianti alla violenza e all'intolleranza, si chiede di conoscere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di vietare lo svolgimento di manifestazioni e cortei che, con il pretesto di svolgere una celebrazione religiosa, si trasformano di fatto in veri e propri cortei finalizzati a propagandare l'ideologia nazi-fascista e a diffondere slogan inneggianti il nazismo e il fascismo, che offendono il sentimento democratico di un'intera citta e il dolore dei parenti delle vittime. (2-00019)