Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00248 presentata da GRAMAZIO DOMENICO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 05/07/2006
Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00248 presentata da DOMENICO GRAMAZIO mercoledì 5 luglio 2006 nella seduta n.013 GRAMAZIO - Ai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze - Risulta all'interrogante che: il Presidente dell'ASFO del Lazio (Confcommercio di Roma) Vittorio Della Valle, l'Associazione fornitori ospedalieri che raccoglie 330 imprese associate, oltre 9.000 addetti occupati ed un indotto di altri 6.000 lavoratori, che rappresentano una larghissima parte di coloro che operano nella fornitura di beni e servizi alle ASL e alle Aziende ospedaliere, ha scritto una lettera aperta al Presidente della Commissione sanità della Regione Lazio, on. Franco Odalia, per segnalare la grave situazione in cui versano le imprese associate: queste imprese dal novembre 2004 stanno sostenendo una situazione di mancati pagamenti, che sta portando al collasso la totalità delle imprese che operano con le aziende sanitarie della Regione Lazio, situazione, questa, che non conosce precedenti in questo campo; la transazione con la Regione Lazio, firmata il 13 marzo 2006, e la successiva cartolarizzazione dei crediti che viene portata avanti con immensa fatica, mille problemi e cavilli, e che, nel frattempo, non si riesce a concludere, e non si è ancora giunti ad una situazione di disastro solo grazie al sostegno degli istituti bancari, anche se concedono prestiti con interessi onerosi e che non possono essere ribaltati sulla Regione, avendo dovuto rinunciare agli stessi proprio per poter firmare la transazione; per l'anno 2006 non si vede "né storia, né speranza," né qualcuno disposto ad ascoltare le istanze delle 330 imprese associate all'ASFO Lazio, si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della grave situazione sopra citata; quali iniziative intendano sollecitare, nell'ambito della propria competenza, presso la Regione Lazio per evitare il collasso annunciato, che porterebbe alla chiusura di aziende che operano con professionalità e capacità e che occupano direttamente e indirettamente oltre 15.000 addetti. (4-00248)