Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00508 presentata da BERTOLINI ISABELLA (FORZA ITALIA) in data 10/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00508 presentata da ISABELLA BERTOLINI lunedì 10 luglio 2006 nella seduta n.022 BERTOLINI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: da notizie di stampa si apprende che lo scorso 3 luglio è deceduta una sedicenne di Novellara (Reggio Emilia), Greta Pavarini, vittima delle complicazioni legate ad un intervento chirurgico eseguito per affrontare un caso di peritonite, che non sarebbe stata evidenziata dalle visite mediche sostenute nei giorni precedenti; la causa del decesso della ragazza non sembra legata direttamente alla peritonite, ma a un «tamponamento cardiaco», che potrebbe essere stato provocato dal catetere applicato fra spalla e braccio per favorire l'alimentazione della paziente senza ricorrere alle continue iniezioni; sempre da notizie di stampa, risulterebbero coinvolti medici e paramedici che si sono occupati, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, delle cure della ragazza e al suddetto personale medico e paramedico sarebbero stati notificati degli avvisi di garanzia; rimane fermo l'apprezzamento e la piena fiducia per il lavoro che sta svolgendo in merito la magistratura -: se il Ministro in indirizzo non intenda procedere immediatamente a delle verifiche sull'accaduto; quale sia il grado di adeguatezza o meno della struttura ospedaliera che ha accolto la ragazza; in maniera dettagliata tutto il percorso che ha condotto, purtroppo, la ragazza alla morte; in che data si è recata per la prima volta nell'ospedale di Guastalla, a che ora è stata visitata, chi era il medico o i medici che l'hanno visitata, cosa le hanno diagnosticato, che cure hanno prescritto; il nome del medico che ha diagnosticato l'infezione virale invece che l'appendicite; il comportamento del Direttore Generale dell'ospedale durante le cure impartite alla ragazza e, soprattutto, in seguito alla morte; se al Governo risulti che siano state intraprese delle azioni in merito dall'assessore alla sanità della Regione Emilia Romagna il quale - consta all'interrogante - ha mantenuto un assoluto silenzio; inoltre, che cosa intenda fare in merito il Ministro interrogato visto che quello descritto non è il primo caso di morte per interventi chirurgici definiti «banali» e che è inconcepibile ed assurdo che nel 2006, dopo tanti traguardi raggiunti dalla medicina nella cura e prevenzione di malattie, che sembrava non potessero essere mai curate, si debba morire di appendicite. (4-00508)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 23 aprile 2007 nell'allegato B della seduta n. 148 All'Interrogazione 4-00508
presentata da BERTOLINI Risposta. - Si risponde all'interrogazione parlamentare in esame, sulla base degli elementi trasmessi dal Presidente della Regione Emilia-Romagna e relativi alla ricostruzione cronologica degli eventi e agli elementi più significativi del percorso assistenziale fornito alla paziente. Nei due giorni precedenti al primo ricovero presso l'Ospedale di Guastalla, la paziente è stata visitata da quattro medici: il medico curante della madre, quello della ragazza stessa, un medico di continuità assistenziale ed il medico del pronto soccorso di Guastalla: Presso il pronto soccorso la paziente si era, infatti, presentata per la prima volta il giorno 21 giugno 2006 alle ore 17,45 riferendo sintomatologia epigastrica insorta il giorno stesso; dopo gli accertamenti del caso, la ragazza è stata dimessa, con invio al curante con diagnosi di epigastalgia. In data 23 giugno la paziente si è presentata nuovamente al pronto soccorso alle ore 19,17, con dolori addominali diffusi e febbre. Dopo l'esecuzione di indagini diagnostiche e consulenza chirurgica, è stata ricoverata presso l'unità operativa di chirurgia generale, dove è rimasta degente fino alle ore 6,00 circa del 29 giugno. Durante il ricovero, il quadro obiettivo e la sintomatologia clinica ponevano diversi dubbi diagnostici, che venivano esplorati con l'effettuazione di numerosi esami laboratoristici e radiologici, compresa la TAC. Veniva, inoltre, effettuata, in data 28 giugno una laparotomia esplorativa che portava a individuare e, quindi, a trattare una peritonite saccata provocata da perforazione dell'appendice. Al termine dell'intervento veniva inserito un catetere in succlavia destra per favorire la ripresa della paziente mediante nutrizione parenterale ipercalorica. Il decorso post-operatorio è risultato regolare fino alle ore 5,30 del 29 giugno, quando sono comparsi segni di shock. La paziente veniva prontamente assistita prima dal medico internista e poi, in rapida successione, dal rianimatone e dal cardiologo di guardia; quest'ultimo diagnosticava all'esame ecocardiografico un tamponamento cardiaco. La ragazza veniva trasferita in unità coronarica, mentre contemporaneamente era allertata la cardiochirurgia dell'ospedale di Parma. Poiché subentrava però un arresto cardiaco venivano praticate immediatamente pericardiocentesi, rianimazione BLS, stabilizzazione emodinamica. Essendo in stato di coma, la paziente veniva ricoverata presso il servizio di rianimazione dell'ospedale di Guastalla. Venivano effettuate le indagini diagnostiche e le cure del caso fino alle ore 16,00 del giorno successivo, 30 giugno, quando la paziente era trasferita presso la rianimazione dell'ospedale «Santa Maria Nuova» per encefalopatia post-anossica da arresto cardiaco, ove decedeva il giorno 3 luglio 2006. Le direzioni sanitarie dell'ospedale di Guastalla e del presidio ospedaliero aziendale, già informate degli eventi nella mattina del 29 giugno, dopo il ricovero in rianimazione, hanno costantemente seguito l'evolversi della situazione. Contemporaneamente hanno provveduto alla verifica della documentazione sanitaria e del percorso assistenziale. Dopo il trasferimento avvenuto il 30 giugno, le direzioni suddette hanno tenuto costanti contatti con la direzione della unità operativa di anestesia e rianimazione dell'ospedale «Santa Maria Nuova» fino al giorno del decesso. In un quadro di massima trasparenza e allo scopo di fare piena luce sui fatti e sulle cause del decesso, le due direzioni aziendali hanno concordato sulla necessità di presentare all'autorità giudiziaria il referto che è stato inoltrato lo stesso giorno del decesso da parte del direttore della unità operativa di anestesia rianimazione dell'ospedale «Santa Maria Nuova». Il giorno 4 luglio 2006, la Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha disposto il sequestro della documentazione sanitaria che è stata immediatamente fornita in originale, assieme all'elenco e alle generalità di tutto il personale che aveva prestato assistenza in data 21 giugno e dal 23 al 30 giugno 2006 presso l'ospedale di Guastalla. In data 6 luglio 2006 la Procura ha disposto l'accertamento tecnico irripetibile (autopsia) e inviato avvisi di garanzia a 8 medici dell'ospedale di Guastalla: le indagini disposte dall'autorità giudiziaria sono in corso. La direzione sanitaria dell'ospedale di Guastalla ha, nel frattempo, disposto una indagine interna conclusasi con la redazione di 5 relazioni depositate presso la Procura della Repubblica di Reggio Emilia il 14 luglio 2006, in piena collaborazione con l'autorità giudiziaria e nell'intento di fare chiarezza sull'episodio e sulla individuazione di eventuali responsabilità. La Regione ha seguito lo svolgersi dei fatti, tenendosi in continuo contatto con le aziende sanitarie reggiane, ed ha ritenuto, sulla base degli accertamenti svolti dall'azienda Usl, di escludere problematiche legate a carenze organizzative o a carenze o malfunzionamento di attrezzature, che avrebbero motivato, come avvenuto per altri casi, la nomina di una apposita commissione regionale. Al momento, a seguito dell'intervento della Procura della Repubblica, il Presidente della Regione Emilia-Romagna ritiene opportuno evitare interferenze, in quanto l'accertamento di eventuali responsabilità professionali, compito specifico dell'autorità giudiziaria, è prevalente rispetto ad ogni altro intervento. Dopo aver sottolineato che è compito del servizio sanitario regionale contribuire con il massimo impegno affinché dall'accertamento dei fatti possa derivare quanto necessario per ottimizzare la sicurezza e l'efficacia delle prestazioni sanitarie, lo stesso Presidente ha assicurato la massima collaborazione del citato servizio, e, in particolare, delle Aziende sanitarie di Reggio Emilia, disponibili ad ogni iniziativa che, sulla base degli accertamenti in corso, si renda utile al fine di garantire la maggiore trasparenza in merito alla vicenda. Relativamente alle iniziative adottate dal Ministero della salute in tema di sicurezza delle cure o, meglio, di gestione del rischio clinico ( Risk Management ), va preliminarmente osservato che le cause degli eventi avversi in ambito clinico assistenziale sono o l'errore umano, cioè del professionista sanitario durante un intervento chirurgico o nella somministrazione di un farmaco o di una terapia, o l'errore causato da inefficienza organizzative del sistema sanitario. Va tuttavia precisato che, pur in presenza di un sistema perfetto e di medici e personale altamente competenti, è impossibile eliminare del tutto la teorica possibilità dell'errore. Nell'attuale mandato governativo, il Ministero della salute, nella certezza che l'attivazione dei diversi livelli di responsabilità concorra al miglioramento della qualità dell'assistenza, ha già avviato le iniziative necessarie ad affrontare in maniera integrata i diversi aspetti della sicurezza dei pazienti con: il monitoraggio degli eventi avversi; l'emanazione di raccomandazioni; le strategie di formazione; il supporto per la gestione degli aspetti assicurativi e medico-legali. In questa logica, opererà il «Centro di riferimento nazionale sulla sicurezza dei pazienti», istituito per la prima volta in Italia nello scorso mese di dicembre, in accordo con quanto attuato in altri Paesi europei ed extraeuropei ed in linea con le indicazioni di tutti gli organismi internazionali che si occupano di sanità. Sulla base del Patto sulla salute, sancito con l'intesa tra Governo e Regioni del 5 ottobre 2006, è stato concordato con le Regioni di pervenire alla stipula di un accordo sul Programma nazionale per la promozione permanente della qualità nel servizio sanitario nazionale, che conterrà, tra l'altro, un capitolo dedicato al tema della sicurezza dei pazienti. Relativamente al monitoraggio, è stato predisposto un sistema per l'allarme sui cosiddetti eventi sentinella, cioè quegli eventi di particolare gravità che, una volta segnalati, devono essere oggetto di immediate analisi e verifiche per comprenderne le relative cause; il modello, già pronto, dovrà essere applicato in tutti gli ospedali. È stato, inoltre, messo a punto il «Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità» (SIMES), che diventerà uno degli strumenti del Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS) e si stanno predisponendo una serie di indicazioni per la prevenzione degli errori nelle procedure, da diramare a tutte le ASL e agli ospedali. In merito all'aspetto fondamentale della formazione degli operatori sanitari, sono stati infatti già elaborati diversi programmi e, soprattutto, uno specifico «Manuale di formazione sulla sicurezza e gestione del rischio clinico» a disposizione di tutti gli operatori italiani. Va evidenziato, peraltro, che il problema della sicurezza deve essere affrontato con la partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati, in particolare pazienti e familiari. Per questo obiettivo, sono in fase di realizzazione una serie di materiali informativi che saranno distribuiti negli ospedali e sono state avviate campagne di comunicazione rivolte ai cittadini sul rischio clinico e la sicurezza delle cure. Non deve essere sottovalutato l'aspetto della comunicazione dell'errore, che è un diritto del paziente, un dovere delle organizzazioni sanitarie e rappresenta uno dei principali pilastri su cui costruire un approccio di sistema per la sicurezza dei pazienti e la gestione degli errori in sanità. Al riguardo, è in via di pubblicazione da parte del Ministero della salute una raccomandazione specifica sulla comunicazione dell'errore secondo criteri innovativi che sono in linea con geli indirizzi degli altri Paesi europei. La questione degli aspetti medico legali ed assicurativi dovrà essere regolamentata con una legge che abbia come obiettivi principali, tra l'altro, la garanzia di percorsi rapidi per il risarcimento del danno ai cittadini, la previsione di assicurazioni obbligatorie di copertura dei danni da parte delle ASL e degli ospedali e una più corretta segnalazione degli errori da parte degli operatori, prevedendo l'obbligatorietà della segnalazione ma garantendone contestualmente la riservatezza. Sempre in tema di rischio, si sottolinea la realizzazione della «Prima conferenza europea sul risk managenaent » promossa dal Ministero della salute lo scorso mese di dicembre, che ha visto riuniti ad Arezzo i massimi esperti internazionali del settore per un proficuo scambio di esperienze e di linee di azione operativa. Il Sottosegretario di Stato per la salute: Serafino Zucchelli.