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Documenti ed Atti

XV Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00022 presentata da VALPIANA TIZIANA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA) in data 11/07/2006

Atto Senato Interpellanza 2-00022 presentata da TIZIANA VALPIANA martedì 11 luglio 2006 nella seduta n.015 VALPIANA - Ai Ministri dell'interno e della difesa - Premesso che: dal 2002, ogni anno intorno al 7 luglio, si svolge a Schio (Vicenza), città Medaglia d'argento al valore militare per la Resistenza, una manifestazione-corteo di reduci della Repubblica di Salò assieme ad alcune centinaia di manifestanti inneggianti al nazifascismo con slogan , gesti e simboli inequivocabili: dal saluto romano, al grido "boia chi molla", dalle bandiere della Repubblica sociale italiana all'accusa di "assassini" rivolta ai cittadini di Schio; il tutto ampiamente documentato negli anni da foto apparse sulla stampa locale e in possesso anche delle forze dell'ordine; questa manifestazione altamente offensiva per i cittadini e le cittadine scledensi, distintisi per la partecipazione alla battaglia antifascista, prende a pretesto il ricordo dell'eccidio avvenuto nelle carceri di Schio nel luglio 1945 per mano di partigiani, che costituisce ancora una ferita profonda nella coscienza civile e nella memoria di questa città, per una strumentalizzazione politica. Infatti, con l'alibi della commemorazione, ogni anno il Sacrario militare e l'intera città di Schio diventano teatro di una vera e propria gazzarra di stampo nazifascista che offende, insieme alla città, anche familiari ed eredi delle vittime, che non si sentono rappresentati da quei figuri e si dissociano da tale strumentalizzazione e, in particolar modo la memoria dei numerosi partigiani che in quel sacrario sono sepolti; l'autorizzazione allo svolgimento di una manifestazione presso il Sacrario di Trinità, richiesta dal referente locale di "Continuità ideale con la Repubblica sociale italiana" (e l'interpellante si chiede come una simile sigla sia tollerata nella Repubbica italiana) è stata concessa dal Comitato per l'Onore dei caduti in guerra che gestisce il Sacrario stesso; 60 anni dopo l'eccidio, Sindaco, associazioni partigiane e Comitato familiari delle vittime hanno firmato un documento comune che, riconoscendosi nei valori fondanti della Repubblica italiana e della Resistenza, condannano l'eccidio di Schio e promuovono la memoria dei 54 trucidati e invocano la concordia civica, chiedendo che l'importante cammino di riconciliazione non venga interrotto da offensive manifestazioni che strumentalizzano i morti in quell'eccidio; con una lettera inviata il 23 maggio 2006 l'interpellante e altri parlamentari veneti rivolgevano un appello al Ministro in indirizzo affinché interpretasse lo spirito del citato solenne documento, impedendo che anche quest'anno venisse nuovamente tradito, per la quinta volta, da manifestazioni e cortei palesemente pretestuosi ed inneggianti al nazismo e al fascismo; in seguito anche alle diverse sollecitazioni rivolte ad evitare lo svolgimento di tali manifestazioni, è stato negato il permesso alla manifestazione pubblica, ma è stato concesso da Onorcaduti l'uso del Sacrario militare per il pretestuoso svolgimento di una pseudo-manifestazione religiosa (visto che è stato chiamato ad officiarla un ex sacerdote lefebvriano sospeso a divinis ); come già avvenuto in passato e come paventato con l'interpellanza 2-00019, pubblicata nel resoconto dell'Aula del Senato del 5 luglio 2006, per chiedere, non ottenendola, in considerazione dei precedenti, la negazione del Sacrario stesso, i partecipanti hanno dato vita a cortei di stampo nazi-fascista, diffuso slogan inneggianti alla violenza e all'intolleranza, addirittura issato sul pennone, accanto al tricolore italiano, il famigerato e triste vessillo della Repubblica sociale; le forze dell'ordine che, pure, sono prontamente intervenute al comando del Questore di Vicenza per evitare la manifestazione non autorizzata, non sono comunque riuscite ad evitare del tutto la sfilata nelle vie cittadine, si chiede di conoscere: quale valutazione si dia su come si sono svolti i fatti; se non si ritenga, alla luce dei fatti, di adottare fin d'ora le misure più opportune e la dovuta concertazione tra Ministeri al fine di evitare il prossimo anno lo svolgimento di manifestazioni e cortei che, con il pretesto di una celebrazione religiosa, si trasformano in propaganda dell'ideologia nazi-fascista, offendendo il sentimento democratico. (2-00022)





 
Cronologia
mercoledì 5 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Parlamento riunito in seduta comune elegge Paolo Maria Napolitano giudice della Corte costituzionale.

martedì 11 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Franco Bile è eletto Presidente della Corte costituzionale.

mercoledì 12 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Medio Oriente, dopo l'uccisione di otto militari e il rapimento di altri due da parte di Hezbollah, Israele attacca il Libano.