Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00613 presentata da PIGNATARO FERDINANDO BENITO (COMUNISTI ITALIANI) in data 19/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00613 presentata da FERDINANDO BENITO PIGNATARO mercoledì 19 luglio 2006 nella seduta n.028 FERDINANDO BENITO PIGNATARO, SGOBIO e LICANDRO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: sul quotidiano calabrese «Calabria Ora» del 15 luglio 2006, così come sull'ultimo numero del settimanale «L'Espresso» del 20 luglio 2006, ancor prima nel quotidiano «il manifesto» del 9 luglio 2006, con un articolo di Sara Menafra, si riprende l'avvenimento di cui in seguito, di cui si riferiscono notizie e particolari contenuti nelle informative delle testate giornalistiche suddette; nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2004 è stato ritrovato un ordigno in un bagno di Palazzo San Giorgio, sede municipale della città di Reggio Calabria, privo di innesco, collocato, si disse all'epoca da un clan della 'ndrangheta con l'intenzione di intimidire l'amministrazione comunale; si disse che la bomba era stata trovata grazie ad un «informatore» del Sismi; ma non si ebbe a sapere in maniera puntuale né allora e né successivamente quale gruppo criminale e per quale motivazione avesse agito contro il comune; non si spiegò neppure la ragione per la quale non si tentò la cattura dello/degli attentatore/attentatori che sarebbero dovuti ritornare sul luogo per innescare l'ordigno; l'episodio si verificò in un momento particolarmente difficile per la città per la crisi dell'Amministrazione comunale, che grazie alla spinta emotiva la maggioranza riuscì a superare; si afferma che l'esplosivo utilizzato facesse parte di un carico ritrovato nelle stive della nave Laura C, ora nella disponibilità dei servizi segreti; si scopre che la presunta soffiata fu pagata ben 300mila euro e che a gestire l'operazione fu Marco Mancini, numero 2 del Sismi, recentemente coinvolto nell'inchiesta nota; nella stessa inchiesta è coinvolto Renato Farina, vice direttore di Libero, stessa testata giornalistica dalla quale l'Amministrazione Comunale di Reggio Calabria ha acquistato, per circa 50mila euro, un terzo delle pagine disponibili il 18 giugno per fare pubblicità una tantum delle iniziative del Comune; le informative riguardanti il presunto atto intimidatorio sono tre e tutte firmate da Mancini; la prima fa scoprire i panetti di tritolo nel water del comune; la seconda spiega che l'ordigno della 'ndrangheta, pur senza innesco, sarebbe dovuto esplodere tra le 10 e le 10,30 del mattino; la terza sostiene che il sindaco Scopelliti di AN è in pericolo di vita, pertanto gli viene assegnata la scorta il giorno prima dell'avvenimento; in un'altra operazione, come si dichiara sull'ultimo numero del settimanale l'Espresso, sette mesi fa a Milano, la divisione di Mancini segnala alla Guardia di Finanza che un informatore calabrese, in cambio di soldi, avrebbe potuto far scoprire un carico di esplosivo destinato ai terroristi di Al Qaeda. La Guardia di Finanza ha pagato: ma non c'è traccia né delle bombe, né dell'informatore, né dei soldi; sempre dalla stampa si apprende che il Mancini e altri personaggi coinvolti nell'indagine dei servizi segreti deviati oltre all'elaborazione di dossier falsi su personalità politiche del centrosinistra, hanno lanciato falsi allarmi su pericolo di attentati terroristici nel nostro Paese -: quali iniziative il signor ministro abbia intrapreso o intenda intraprendere per fare piena luce su avvenimenti quale quello di Reggio Calabria, per arrivare alla verità su una vicenda che ha lasciato tanti dubbi e per evitare il perdurare di strumentalità sull'accaduto. (4-00613)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedì 19 dicembre 2006 nell'allegato B della seduta n. 088 All'Interrogazione 4-00613
presentata da FERDINANDO BENITO PIGNATARO Risposta. - La vicenda alla quale fa riferimento l'interrogante risale al 6 ottobre 2004, quando veniva comunicato al questore di Reggio Calabria il contenuto di una informativa, riguardo un probabile attentato presso la sede del comune di quella città. Il questore disponeva, immediatamente, il controllo di tutto l'edificio comunale, a seguito del quale veniva rinvenuto un piccolo involucro nascosto in un bagno situato in prossimità del cortile interno dove è solito accedere con la sua automobile, il sindaco. Il successivo intervento dell'artificiere evidenziava l'esistenza di tre panetti di tritolo collegati alla mascherina di un telefonino ed a una sveglia, privi di innesco. Nei confronti dei sindaco veniva disposto un servizio di tutela su auto blindata effettuato dal personale della polizia di Stato. Per tale episodio, il procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria coordinatore della direzione distrettuale antimafia ha aperto procedimento penale a carico di ignoti, che è stato poi archiviato in data 30 maggio 2006, con decreto del giudice per le indagini preliminari, in quanto le piste investigative seguite non hanno portato ad alcun risultato di rilievo. Per quanto attiene al confezionamento dell'ordigno, da accertamenti tecnici effettuati è risultato che l'esplosivo utilizzato era dello stesso tipo di tritolo contenuto nella stiva di una nave, la «Laura C», affondata durante la seconda guerra mondiale nel mare prospiciente Saline Joniche. Quantitativi del medesimo esplosivo, precedentemente, erano stati sequestrati, in diverse occasioni, dalla guardia di finanza e dall'Arma dei carabinieri. Le indagini relative ai citati ritrovamenti di tritolo sono ancora in corso. Il Viceministro dell'interno: Marco Minniti.