Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00634 presentata da ROMAGNOLI MASSIMO (FORZA ITALIA) in data 19/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00634 presentata da MASSIMO ROMAGNOLI mercoledì 19 luglio 2006 nella seduta n.028 ROMAGNOLI. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del commercio internazionale. - Per sapere - premesso che: la posizione comune sulla direttiva servizi del Consiglio europeo del 31 maggio 2006, prevede nel suo ambito di applicazione le professioni legali richiamando tuttavia la prevalenza e quindi l'applicabilità delle direttive settoriali; tale posizione riconosce inoltre la prevalenza delle direttive settoriali nella clausola per cui al settore delle professioni legali e riconosciuta l'applicazione delle direttive già vigenti in materia; le risoluzioni del Parlamento europeo del 2001-2002-2003 e del 23 marzo 2006 sostengono che qualsiasi riforma delle professioni legali ha conseguenze importanti che vanno al di là delle norme della concorrenza incidendo su libertà, sicurezza e giustizia; tali risoluzioni riconoscono che le tabelle degli onorari o altre tariffe obbligatorie per avvocati e professionisti legali (abolite dal decreto in oggetto) non violino gli articoli 10 e 81 del trattato, purché la loro adozione sia giustificata dal perseguimento di un legittimo interesse pubblico e gli Stati membri controllino attivamente l'intervento di operatori privati nel processo decisionale; la Corte di giustizia ha dichiarato la legittimità delle tariffe minime (caso Arduino C-35/99) purché stabilite dallo Stato tenendo conto dell'interesse pubblico. Una procedura d'infrazione e stata aperta nei confronti dell'Italia per valutare la legittimità delle tariffe minime di ingegneri, architetti ed avvocati; secondo l'interrogante il decreto n. 223 del 4 luglio 2006 è viziato da illegittimità visto che tende a liberalizzare settori (professioni legali e taxi) che di fatto sono esclusi dall'applicazione della direttiva servizi; secondo l'interrogante alla luce della direttiva servizi e delle risoluzioni del Parlamento europeo si evince il riconoscimento a livello UE della specificità della professione legale e l'UE non impone né invita quindi in alcun modo gli Stati membri alla liberalizzazione di tale settore ma bensì ne riconosce la specificità; secondo l'interrogante, a differenza che per altri servizi meramente commerciali, i consumatori non sono nella condizione di poter valutare la reale qualità del servizio offerto e quindi sono da tutelare tali condizioni -: quali iniziative intenda assumere a fronte delle legittime richieste delle categorie professionali.(4-00634)