Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00036 presentata da QUAGLIARIELLO GAETANO (FORZA ITALIA) in data 20/07/2006
Atto Senato Interpellanza 2-00036 presentata da GAETANO QUAGLIARIELLO giovedì 20 luglio 2006 nella seduta n.022 QUAGLIARIELLO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'istruzione - Premesso che: con la legge n. 53 del 2003 il Parlamento ha delegato il Governo a riformare, attraverso l'emanazione di decreti legislativi, il sistema scolastico; con il decreto legislativo n. 59 del 2004 sono state definite le norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione così come nelle previsioni della citata legge 53/2003; nel corso della XIV Legislatura il Governo, per il tramite del Ministro per la funzione pubblica, ha emanato un atto di indirizzo al fine di attivare presso l'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) i negoziati con le organizzazioni sindacali per definire gli aspetti del nuovo assetto istituzionale della scuola connessi al rapporto di lavoro dei docenti; i suddetti negoziati non hanno prodotto alcuna ipotesi di accordo, causa la manifesta opposizione delle organizzazioni sindacali alla cosiddetta "Riforma Moratti"; con l'inizio della XV Legislatura e con l'insediamento del Governo Prodi, le organizzazioni sindacali hanno accolto l'invito del Ministro della pubblica istruzione pro tempore a riprendere le trattative presso l'Aran anche in forza dell'articolo 43 del Contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola del 24 luglio 2003, attualmente in vigore, che espressamente rinvia ad una sequenza contrattuale da sottoscrivere per aggiornare il contratto alle "modifiche che in via pattizia si renderanno necessarie in relazione all'entrata in vigore della legge 53/2003 e delle connesse disposizioni attuative"; il 17 luglio 2006 le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto presso l'Aran un'ipotesi di accordo che arbitrariamente "disapplica" norme qualificanti del decreto legislativo 59/2004 abrogando nei fatti la figura del tutor , la possibilità della scuola d'accedere a competenze esterne per rispondere alle attitudini personali dell'allievo, la possibilità di reclutare nuove professionalità atte a garantire il previsto anticipo per la fruizione d'infanzia; l'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 165/2001 disciplina - delineandosi come norma di tutela - la eventuale abrogazione di una disposizione di legge, da parte di un contratto o accordo collettivo, relativa alla disciplina dei rapporti di lavoro quando questa è destinata ai soli pubblici dipendenti; è ben vero che la citata norma del decreto legislativo 165/2001 consente di derogare ad una precisa tipologia di norme, essa però non può - nel rimandare ad un intervento di natura negoziale - né modificare la disciplina relativa all'organizzazione amministrativa delle istituzioni scolastiche, né configurare un sostanziale, e illegittimo, svuotamento dei principi e dei contenuti della riforma della scuola delineata dalla legge 53/2003; considerato, inoltre, che: il Parlamento è il luogo dove si manifesta la volontà del popolo italiano; il Parlamento ha delegato il Governo a predisporre una riforma organica del sistema scolastico pubblico; la riforma della scuola primaria, così come delineata dai decreti legislativi attuativi della legge 53/2003, mira a garantire la centralità all'individuo, alle famiglie e la collaborazione tra scuola e famiglia al fine di trasformare l'istruzione in un servizio il più possibile vicino alle peculiarità di ogni studente, anziché imporre un sapere standardizzato; il decreto legislativo 59/2004 non disciplina i rapporti di lavoro del comparto scuola, ma contribuisce a delineare un innovativo sistema scolastico nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche; una norma di grado primario può essere abrogata solo da un'altra e successiva norma di pari grado o superiore; la previsione dell'articolo 43 del Contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola del 24 luglio 2003 riconosce la necessità di modifiche al contratto per adeguarsi alla entrata in vigore della nuova normativa e non, invece, la sua sostanziale abrogazione; l'eventuale adesione definitiva del Governo in carica all'ipotesi sottoscritta dalle organizzazioni sindacali rappresenterebbe un vulnus alle prerogative del Parlamento, causa l'abrogazione silenziosa, senza clamori e senza alcun dibattito di un atto dello Stato avente forza di legge, al riparo da ogni confronto e senza l'assunzione di alcuna responsabilità politica dell'attuale Ministro dell'istruzione, si chiede di sapere: se sia intendimento del Governo consentire ad un contratto collettivo, fonte subordinata di produzione di norme, di stravolgere - deviando dalle competenze che sono proprie di un contratto - una riforma organica del sistema scolastico; se questo Governo intenda assecondare un atteggiamento "carbonaro" per fare tabula rasa di quanto è stato prodotto nella scorsa Legislatura, evitando di avviare un confronto nell'unico luogo a esso deputato, il Parlamento italiano, ovvero ne riconosca la centralità. (2-00036)