Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00642 presentata da CAPOTOSTI GINO (POPOLARI-UDEUR) in data 20/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00642 presentata da GINO CAPOTOSTI giovedì 20 luglio 2006 nella seduta n.029 CAPOTOSTI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: alcuni paesi della provincia di Terni (Melezzole - frazione del comune di Montecchio - ed Acqualoreto - frazione del comune di Baschi) hanno segnalato con preoccupazione l'imminente chiusura definitiva di uffici postali ivi dislocati; tale chiusura definitiva di sedi decentrate e localizzate in siti disagiati, sembrerebbe dettata da mere motivazioni di carattere gestionale e finanziario; il bacino di utenza dei predetti uffici è costituito da anziani, non tutti in grado di raggiungere altre sedi per il disbrigo delle necessità quotidiane (conti correnti, raccomandate, ritiro della pensione, eccetera); l'evidente e grave disagio delle comunità locali che, seppur di piccole dimensioni, subirebbero una rilevante restrizione di un servizio sociale di primaria importanza; tale decisione suscita ancora più perplessità in considerazione della fruttuosa iniziativa del comune di Baschi intesa a impegnarsi al pagamento del canone d'affitto del locale dell'ufficio postale interessato -: se il Governo sia a conoscenza di quali giustificazioni la società «Poste Italiane» adduca per la chiusura definitiva di alcuni piccoli uffici postali nell'ambito della propria missione istituzionale di primario servizio pubblico; in quale maniera la stessa società «Poste Italiane» intenda alleviare gli inevitabili disagi che parte della popolazione andrebbe a subire; in che modo le strutture ministeriali condotte dal Ministro interrogato agiscano a livello locale al fine di monitorare l'attività gestionale di «Poste Italiane» e salvaguardare gli interessi legittimi dei cittadini coinvolti; quali iniziative siano state o saranno intraprese per risolvere tale problematica situazione, tenendo presente che anche una limitata apertura articolata su 2 giorni a settimana per 4 ore sarebbe, in ogni caso, capace di alleviare i predetti disagi. (4-00642)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata giovedì 22 marzo 2007 nell'allegato B della seduta n. 132 All'Interrogazione 4-00642
presentata da CAPOTOSTI Risposta. - Si ritiene opportuno premettere che a seguito della trasformazione dell'ente Poste italiane in società per azioni (delibera CIPE 18 dicembre 1997), il Governo non ha il potere di sindacare gli aspetti organizzativi riguardanti la gestione aziendale, anche sotto il profilo della gestione del personale, materie che rientrano nell'ambito dell'autonomia della società, la quale, tuttavia, è tenuta ad impostare i propri programmi strategici alla luce della vigente normativa che impegna la stessa società al conseguimento ed al mantenimento dell'equilibrio gestionale, nonché al raggiungimento di livelli di efficienza ed affidabilità adeguati. Al Ministero delle comunicazioni - quale Autorità di regolamentazione del settore postale - spetta il compito di vigilare sul corretto adempimento degli obblighi derivanti dallo svolgimento del servizio universale, tra i quali è previsto quello di assicurare che tale servizio venga effettuato su tutto il territorio nazionale secondo criteri di ragionevolezza. Tale indeterminatezza normativa - sia a livello comunitario (direttiva 97/67/CE), sia a livello nazionale (decreto legislativo n. 261/1999 di recepimento della predetta direttiva) - in merito alla indicazione di criteri puntuali di accesso alla rete postale ed alla distribuzione degli uffici sul territorio non ha consentito finora di intraprendere azioni efficaci circa il rispetto degli obblighi di fornitura del servizio universale. Per il superamento della problematica il Ministero ha condotto uno studio analitico e comparativo delle normative di regolamentazione del settore postale negli altri Paesi dell'Unione europea con particolare riferimento ai criteri adottati per la determinazione dei punti di accesso alla rete postale pubblica. Ciò al fine di poter disporre di ogni utile elemento per l'adozione di un futuro provvedimento volto a regolamentare in maniera certa la dislocazione sul territorio degli uffici postali e delle cassette postali. Relativamente alla questione in esame si significa che nel nuovo contratto di programma, in corso di approvazione, si intende garantire l'efficienza del servizio postale senza, tuttavia, intaccare la capillarità della rete soprattutto nei centri più piccoli e nelle aree geograficamente svantaggiate. In particolare lo schema di contratto di programma prevede che siano individuati - nel periodo di vigenza del contratto - d'intesa con la società, e sentito il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, i parametri relativi alla distribuzione degli uffici postali e dei servizi sul territorio, l'orario di apertura degli sportelli in relazione alle prestazioni richieste ed ai tempi di erogazione del servizio, in coerenza con gli impegni assunti dalla società Poste nella Carta della qualità. In tale ottica è in fase di istituzione un tavolo di confronto con la società Poste stessa ed i rappresentanti delle istituzioni locali e dell'utenza al fine di affrontare tutte le problematiche connesse alla rimodulazione degli orari di apertura del pubblico degli uffici e di individuare soluzioni che, pur tenendo conto dell'esigenza della società di mantenere l'equilibrio economico, risultino adeguate a soddisfare le richieste dell'utenza nei diversi contesti e situazioni locali. Ciò chiarito in linea generale, per quanto concerne la specifica situazione degli uffici indicati dall'interrogante nell'atto parlamentare cui si risponde, si fa presente che la chiusura dell'ufficio di Acqualoreto, presso il quale risultava effettuato un esiguo numero di operazioni quotidiane, rientra nel quadro delle chiusure programmate e comunicate dalla soc. Poste da realizzare già nel 2005. Tale chiusura, ha comunicato la stessa società, è stata tuttavia bilanciata con l'apertura, con orario a tempo pieno, del vicino ufficio di Morre che precedentemente operava solo per quattro giorni a settimana nel periodo estivo e cinque giorni in quello invernale. L'ufficio postale di Mellezzole è stato invece interessato da una rimodulazione dell'orario di servizio, passando da un'apertura quotidiana di due ore e trenta ad una di due giorni a settimana rispettando, però, il normale orario di sei ore. Stando a quanto riferito da Poste italiane le iniziative suddette sono state comunicate ai rappresentanti delle amministrazioni locali interessate. Il Ministro delle comunicazioni: Paolo Gentiloni Silveri.