Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/00525-BIS/010 presentata da PALOMBA FEDERICO (ITALIA DEI VALORI) in data 27/07/2006
Atto Camera Ordine del Giorno 9/525-BIS/10 presentato da FEDERICO PALOMBA giovedì 27 luglio 2006 nella seduta n.033 La Camera, premesso che: l'efficiente funzionamento della giustizia minorile è strumento capace di determinare, per la sua funzione di prevenzione primaria e secondaria, effetti positivi sulla riduzione della criminalità adulta e sulla deflazione carceraria; il settore ministeriale della giustizia minorile riveste grande importanza non solo ai fini del recupero sociale dei minori devianti, ma anche perché consente la sperimentazione di istituti giuridici e di tecniche risocializzanti particolarmente utili anche nel sistema penale generale, come l'irrilevanza del fatto, la sospensione del processo con messa alla prova, l'uso di modalità riparative quale la mediazione tra autore del delitto e vittima, il diffuso ricorso a sanzioni sostitutive, l'azione del servizio sociale per i minorenni in collegamento con i servizi locali, gli interventi dell'area penale esterna con il ricorso a comunità ed associazioni. E tuttavia non funziona adeguatamente il monitoraggio sui risultati di queste innovazioni, dal quale era in passato possibile attingere preziose notizie; appare necessario produrre a completamento del vigente sistema penalprocessualistico minorile, considerato tra i più avanzati al mondo anche per aderenza alle Regole minime per la giustizia minorile redatte a Pechino ed approvate dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1985, la revisione del sistema penale generale applicabile ai minorenni (norme incriminatrici ed apparato sanzionatorio) nonché lo specifico ordinamento penitenziario minorile; dal 2001 al 2006 i finanziamenti destinati agli interventi rivolti ai minori sono passati da oltre 17 milioni di euro a meno di 15 milioni di euro, e ciò a fronte di un aumento delle presenze medie nei diversi servizi della giustizia minorile e dell'andamento dell'inflazione (che, come si sa, ha ridotto il potere di acquisto della nuova moneta), mentre le spese per beni e servizi sono passate dagli oltre 12 milioni di euro del 2001 ai poco più degli 8 milioni previsti per il 2006 e gli investimenti sono stati ridotti dagli oltre 16 milioni di euro del 2001 ai quasi 1,5 milioni del 2006; i debiti dell'ultimo esercizio finanziario, quali quelli per il collocamento dei minori in comunità, superano abbondantemente i 7 milioni di euro, così come i debiti per le spese di funzionamento sfiorano nello stesso anno i 6 milioni di euro. Tutto ciò a fronte del fatto che per il 2006 lo stanziamento previsto, ad esempio, per il collocamento in comunità dei minorenni, è pari a 6 milioni di euro, cioè persino insufficiente a pagare i debiti pregressi, mentre complessivamente i debiti del Dipartimento nella gestione della precedente legislatura sono passati dai quasi 6 milioni del 2003 agli oltre 18 milioni del 2005; cosicché i servizi periferici, anche a seguito delle concomitanti carenze di personale tecnico operativo e di polizia penitenziaria, hanno finito per garantire con difficoltà crescenti l'adempimento dei compiti cui sono preposti, tanto che nel 2006 molti centri per la giustizia minorile non sono stati messi neanche nella condizione di coprire i debiti effettuati per adempiere ai provvedimenti dell'autorità giudiziaria, che costituiscono spese cosiddette obbligatorie che i servizi sono tenuti a sostenere; alcuni provvedimenti amministrativi assunti nel corso della precedente legislatura possono apparire connotati da
non linearità in quanto per un verso esprimono la volontà di accentramento, per un altro manifestano la tendenza all'ingiustificata proliferazione di servizi decentrati, quali nuovi centri per la giustizia minorile, anche in realtà territoriali ove l'estrema limitatezza della devianza minorile non appariva renderli né necessari né opportuni, con le ovvie conseguenze che i relativi costi aggiunti determinano la riduzione delle risorse necessarie per il buon funzionamento degli altri essenziali servizi; risultano sussistere elementi di seria criticità nella situazione e nella gestione del personale oltre che pesanti carenze in molte categorie, quali gli assistenti sociali e gli operatori della polizia penitenziaria, che danno luogo a riferite situazioni di grave burn-out di molti operatori: e ciò proprio in un delicatissimo settore nel quale la motivazione e l'entusiasmo sono fattori essenziali di riuscita nella prevenzione del disagio e nella risocializzazione dei giovani infrattori, e in cui l'esclusivo interesse del minore deve essere la regola principale dell'agire dei funzionari e dei servizi preposti al settore, impegna il Governo: ad adottare le opportune iniziative volte a potenziare il Dipartimento per la giustizia minorile in termini di risorse economiche, nell'ambito della prossima manovra di bilancio, e di dotazione di personale procedendo alla revisione delle assegnazioni, alla formazione ed al riesame della disciplina e della consistenza degli incentivi; a procedere alla approfondita verifica della situazione gesfionale ed alla radicale riorganizzazione del settore, anche ascoltando le valutazioni degli operatori ed eventualmente procedendo ai cambiamenti di ogni genere che siano necessari per restituire funzionalità e senso di appartenenza a questo settore di importanza strategica; a ripristinare e potenziare un sistema di monitoraggio, con specifico riferimento ai nuovi istituti deflattivi in vista della loro possibile espansione nel sistema penale generale; a procedere all'elaborazione ed alla presentazione in tempi rapidi di un « corpus » normativo aggiuntivo a quello esistente che, nella direzione della residualità della detenzione e del primato del recupero sociale, metta in campo un nuovo sistema penale sostanziale e sanzionatorio che si integri con quello esistente ed elabori uno specifico ordinamento penitenziario per i minori privati della libertà personale o sottoposti a misure penali alternative o sostitutive rispetto alla detenzione; a riferire tempestivamente al Parlamento sulle misure assunte. 9/525- bis /10. Palomba.