Documenti ed Atti
XV Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00768 presentata da SGOBIO COSIMO GIUSEPPE (COMUNISTI ITALIANI) in data 31/07/2006
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00768 presentata da COSIMO GIUSEPPE SGOBIO lunedì 31 luglio 2006 nella seduta n.034 SGOBIO, GALANTE e PAGLIARINI. - Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: secondo quanto denunciato dalla UIL il 28 luglio scorso, nell'ambito dello sciopero indetto da Federfarma contro il «Decreto Bersani», i titolari di alcune farmacie di Roma e provincia avrebbero messo in ferie obbligatoria i propri dipendenti; i titolari di alcune farmacie della capitale, in sostanza, stanno obbligando i propri dipendenti ad usufruire dei permessi previsti dal contratto o di giornate di ferie, al fine di non corrispondere al lavoratore la normale e legittima retribuzione; sempre secondo quanto denunciato dalla UIL, i dipendenti colpiti da questo comportamento, secondo gli interroganti, antisindacale sono circa cinquemila, occupati nelle oltre mille farmacie distribuite sul territorio di Roma e provincia; ciò, ad avviso degli interroganti, prefigura una grave lesione dei diritti dei lavoratori del settore, delineando quindi una situazione di sostanziale illegittimità dal punto di vista del rapporto di lavoro -: se e come il Ministro, secondo le proprie prerogative, intenda operare al fine di garantire i diritti dei lavoratori del settore. (4-00768)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 29 gennaio 2007 nell'allegato B della seduta n. 099 All'Interrogazione 4-00768
presentata da SGOBIO Risposta. - Con riferimento all'interrogazione in esame, si comunica l'esito degli accertamenti effettuati dalla Direzione provinciale del lavoro di Roma. In data 12 luglio 2006, aderendo allo sciopero nazionale indetto per il giorno 19 luglio dalla Federfarma, sindacato nazionale di categoria dei farmacisti titolari di farmacie, l'Assiprofar-Federfarma Roma, articolazione territoriale provinciale del suddetto sindacato, diramava ai propri iscritti (870 associati su un totale di circa 990 titolari di farmacia su Roma e provincia) una circolare esplicativa in ordine alle modalità dello sciopero, facendo, altresì, presente ai titolari iscritti che i farmacisti dipendenti avrebbero dovuto ugualmente percepire la normale retribuzione giornaliera nel giorno di chiusura delle farmacie per sciopero, indipendentemente dall'effettuazione della prestazione lavorativa. In data 14 luglio 2006 le Segreterie nazionali dei sindacati Filcams/CGIL, Fisascat/CISL e Uiltucs/UIL, con comunicazione unica alle loro articolazioni regionali e comprensioriali, precisavano che, nell'ipotesi in cui la Federfarma avesse confermato la «serrata» contro le disposizioni contenute nel decreto Bersani per il giorno 19 luglio 2006, avrebbero proceduto a informare gli iscritti, farmacisti e non, dipendenti di farmacie private, del loro diritto di percepire la retribuzione, esortandoli, altresì, a comunicare per iscritto all'Azienda la loro disponibilità a lavorare il giorno 19 e a presentarsi regolarmente sul posto di lavoro. Invitavano, inoltre, i farmacisti titolari a non considerare il 19 come giorno di ferie o permesso, essendo una giornata lavorativa a tutti gli effetti di legge e di contratto. Successivamente, anche in conseguenza degli scioperi indetti per i giorni 26 e 28 luglio, in data 28 luglio 2006, la UIL, informava il Presidente della F.O.F.I. (Federazione ordini farmacisti italiani) di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di farmacisti dipendenti, concernenti la mancata corresponsione della retribuzione per le giornate di chiusura della farmacie in seguito alla protesta. La Federazione ordini farmacisti italiani pertanto, con circolare n. 6847 del 1 o agosto 2006, indirizzata ai presidenti degli ordini dei farmacisti e ai componenti dei comitato centrale della Federazione ordini farmacisti italiani, chiariva che, non avendo le organizzazioni sindacali dei farmacisti dipendenti indetto alcuno sciopero, questi ultimi non dovevano subire alcuna eventuale decurtazione di retribuzione in seguito alla chiusura delle farmacie dovuta alla serrata. La circolare, inoltre, spiegava che eventuali illecite trattenute sulla busta paga non solo potevano dar luogo a conseguenze di natura giudiziaria e sindacale, ma costituivano anche un comportamento sanzionabile in sede disciplinare per la violazione dell'articolo 11 del «codice deontologico del farmacista». Al riguardo si fa presente che, in seguito agli accertamenti disposti a campione dalla Direzione provinciale del lavoro di Roma, nei confronti di farmacie operanti nel Comune di Roma, dall'esame dei libri presenze e delle buste paga del personale dipendente, non sono emerse le irregolarità denunciate dal Sindacato. Si precisa, altresì, che il suddetto personale, interpellato oralmente al riguardo nel corso degli accessi ispettivi, non ha segnalato alcun comportamento illegittimo da parte dei titolari delle farmacie. Si rappresenta, infine, che la richiesta inoltrata al sindacato denunciante della UIL per conoscere l'elenco delle farmacie presso le quali sarebbero stati attuati i suddetti comportamenti illegittimi, non ha avuto riscontro. Il Sottosegretario di Stato per il lavoro e per la previdenza sociale: Rosa Rinaldi.